Serie A, Strakosha: il gioiello della Lazio più grande di Dybala

Decisivo nella vittoria della Lazio a Torino contro la Juventus con il rigore parato a Dybala al 96', Strakosha due anni fa faceva panchina alla Salernitana.

Ha parato un rigore a Dybala, ma Strakosha, gioiello della Lazio, non si scopre oggi

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Ufficialmente, definitivamente grande. Thomas Strakosha è ormai un punto fermo della Lazio. E non potrebbe essere altrimenti. Un anno fa, di questi tempi, era il terzo dietro a Marchetti e Vargic: anni fa sarebbe stato il numero 24, in realtà, forse per premonizione, ha sempre indossato la 1. E ora quel numero è suo a tutti gli effetti. L'anno scorso infatti si ritrovò in porta quasi per caso. Veniva da un'annata tutt'altro che positiva alla Salernitana. Aveva giocato appena 11 partite in Serie B, senza impressionare fra l'altro. Cosa avrebbe potuto fare in Serie A?

Un fastidio al polpaccio durante il riscaldamento impedì a Marchetti di giocare a Milano contro il Milan. Inzaghi ci pensa. Il secondo portiere in realtà è Vargic, e per diverse settimane dopo il ritorno di Marchetti il tecnico continuerà a sottolinearlo, ma in quel momento, forse per intuizione scelse Strakosha. Lo capirono in pochi, ma fece bene. Inzaghi, ma anche il giovane albanese. Per questo ora quel numero uno sulla maglia vale molto, molto di più.

Perfino durante la scorsa estate erano numerosi gli scettici: vero che Thomas aveva fatto benissimo in partite delicate come il derby e la finale di Coppa Italia, ma è anche vero che aveva degli improvvisi cali di tensione. Quelli preoccupavano, perché se voleva essere il titolare inamovibile di una squadra come la Lazio che gioca ogni tre giorni fra campionato ed Europa League, non può permettersi errori. Più nello specifico: non può permettersi papere. Anche rispetto al finale della scorsa stagione però Strakosha è cresciuto, è maturato, è migliorato.

Serie A, Lazio: la parabola di Strakosha

Durante il precampionato riesce a convincere Inzaghi e la società, che lo vedono ogni giorno, a dargli fiducia piena. Decisivo in Supercoppa, molto bene anche con Spal e Chievo nelle prime partite di Serie A. Insieme a Luis Alberto è l'unico giocatore della Lazio a giocare da titolare tutte le partite. In campionato, come in Europa League. Lui però è l'unico a restare in campo in ogni minuto.

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Con le sue prestazione ha raggiunto anche la nazionale. A marzo, contro l’Italia, l’esordio, al posto dello squalificato Berisha. Poi altre tre presenze, tutte di livello. Per questo ora anche il portiere dell’Atalanta deve cominciare a guardare Strakosha con occhi diversi: non è più il giovane promettente, non è più il futuro erede. Oggi Thomas può togliergli la maglia da titolare. Può prendersi anche lì la maglia numero uno. Quel che più conta però al momento è la Lazio. Perché i biancocelesti puntano davvero in alto. Anche con la Juventus, nell'ultimo turno della Serie A, l'albanese è stato perfetto: prima un miracolo di piede su Higuain. Era come un rigore. Forse più facile, forse più difficile. Poi ha parato anche un rigore vero e proprio a Dybala al 96'. Ed ha avvicinato anche la Lazio alla posizione numero 1 in classifica. Come il numero che porta sulle spalle. Perché ora è ufficialmente, definitivamente grande. Lui, ma anche la Lazio.

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