Bayern Monaco, Kuffour: "Quando morì mia figlia il club fu commovente"

Il Bayern Monaco vuole essere molto più di un semplice club, vuole essere un esempio dal punto di vista umano. La storia di Kuffour è commovente.

Samuel Kuffour racconta il Bayern Monaco da un punto di vista tutto nuovo

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Més que un Club. Lo slogan del Barcellona è famoso in tutto il mondo. Il club catalano rappresenta un’idea, un modo di essere, una filosofia. Non soltanto calcistica. Ma quella spagnola non è l’unica società che vuole trasmettere un messaggio. Il Bayern Monaco per esempio: i bavaresi vogliono conquistare il mondo restando però intimi, come in una famiglia.

Lo slogan del club tedesco è molto particolare: "Mia San Mia". Tradotto: noi siamo noi. Pure qui si vuole dare un messaggio di forza, ma anche di vicinanza, di unione. Perché il Bayern Monaco è una famiglia. Ce ne si accorge più fuori dal campo che non sul terreno di gioco.

Da sempre, al vertice del club, ci sono ex giocatori. Non persone qualunque, ma atleti che hanno fatto la storia della società. Karl-Heinz Rummenigge, Uli Hoeness ora, Paul Breitner e Franz Beckenbauer in passato, solo per fare qualche nome. In un documentario (intitolato Il fenomeno del Mia san Mia) in cui si racconta il lato segreto del Bayern Monaco, emerge una storia davvero particolare raccontata da Samuel Kuffour.

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Kuffour racconta l’aiuto che gli diede il Bayern Monaco quando morì la figlia

Per anni Kuffour è stato il beniamino dei tifosi del Bayern Monaco. Ha giocato in Baviera per 11 anni. Ha conquistato la Champions League, ha segnato il gol decisivo nella Coppa Intercontinentale, ha vinto 5 volte la Bundesliga e varie coppe. Ma soprattutto, per un breve periodo della carriera, era considerato il difensore più forte al mondo. Il ghanese era però amato più che altro per il suo modo di essere, per la passione che metteva in campo. Per questo si è inserito così bene.

Poi però, nel gennaio del 2013, un dramma si è abbattuto su Kuffour. Mentre il difensore era a Monaco, ad Accra, in Ghana, sua figlia di appena 15 mesi annegò in piscina. Una tragedia. La peggiore che possa colpire un uomo. In quell’occasione il Bayern Monaco fu a completa disposizione dell’ex romanista, come raccontato proprio a Kuffour nel documentario sui bavaresi:

La società organizzò un volo privato nel giro di due ore per consentirmi di andare subito in Ghana. L'aereo rimase a mia disposizione fino a quando non tornai a Monaco. Questo dimostrò che loro c'erano dal punto di vista umano per me.

Més que un club. Mia San Mia. Per qualcuno sono solo slogan, in realtà raccontano l’anima del club.

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