Serie A, si avvicina Roma-Napoli: tra tensioni e raccomandazioni

La vendita dei biglietti per il big match di sabato sera sembra non decollare. E la Questura ai tifosi partenopei: "Non ostentate il vostro tifo per le strade".

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Il prossimo turno di Serie A ci regalerà ben 3 big match e l'anticipo serale del sabato sarà quello che vedrà affrontarsi Roma e Napoli all'Olimpico. Ma come accade ormai da qualche tempo, la vigilia della partita che un tempo era definita "il derby del sole" è stata all'insegna della tensione.

I forti attriti fra le due tifoserie hanno infatti spinto le forze dell'ordine della Capitale a intensificare le misure di sicurezza per ridurre al minimo il rischio di scontri, dopo che il Questore Guido Marino ha autorizzato la trasferta ai sostenitori napoletani, tranne quelli residenti in Campania.

Il clima di apprensione per la partita ha anche influenzato i dati di vendita dei biglietti, che al momento stenta a decollare. Roma e Napoli rischiano di giocare davanti a un pubblico di massimo 40mila persone, un risultato scoraggiante se si pensa che si sfidano due delle migliori squadre della Serie A, fra cui ormai regna sovrana la tensione dopo che le due tifoserie sono state legate da un gemellaggio durato circa 10 anni.

Serie A, tensione in vista di Roma-Napoli

A cavallo fra gli anni '70 e '80, fra i sostenitori di Roma e Napoli si instaurò una sorta di fratellanza non soltanto dovuta alla prossimità geografica ma anche all'unione "simbolica" delle due società del centro-sud, che si opponevano alle grandi del Nord, dominatrici del calcio italiano. Se questo gemellaggio fu formalmente interrotto quando Salvatore Bagni insultò i tifosi giallorossi con un gestaccio all'Olimpico nel 1987, ciò che ha reso il clima attuale irrespirabile è sicuramente la morte di Ciro Esposito.

Il tifoso del Napoli morì nel giugno del 2014 dopo 50 giorni di sofferenza causati da un colpo di pistola che raggiunse la sua schiena nel giorno della finale di Coppa Italia fra i partenopei e la Fiorentina all'Olimpico. A sparare fu però un ultrà della Roma, Daniele De Santis, che quel giorno tese un vero e proprio agguato ad un gruppo di tifosi azzurri. Fra rivendicazioni e minacce di vendetta, la tensione fra le tifoserie crebbe esponenzialmente da quel giorno, costringendo le autorità competenti a classificare ogni sfida fra le due squadre come partita a rischio.

Quella di sabato sera sarà la prima trasferta a Roma autorizzata per i sostenitori del Napoli sin dall'omicidio di Esposito, ma nonostante questo, il clima nella Capitale è ancora di preoccupazione al punto che la Questura ha intimato ai partenopei di non "ostentare l'appartenenza alla loro tifoseria" per le strade, in modo da evitare possibili problemi di sicurezza. Un'atmosfera insopportabile, specialmente pensando che riguarda due delle tifoserie più appassionate della storia della Serie A, che un tempo erano legate proprio da questo viscerale senso di attaccamento nei confronti delle rispettive squadre.

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