Gascoigne e i pericolosi giochi alcolici: il racconto di Paul Merson

I due ex calciatori si sono conosciuti ai tempi del Middlesbrough: condividevano la stessa casa e i vizi legati al consumo di alcol.

Paul Gascoigne e i suoi giochi alcolici: le rivelazioni di Paul Merson

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Non sono mai stati compagni di squadra, ma si sono incrociati ai tempi di Middlesbrough. Anno 1998, Premier League, in panchina Bryan Robson. In comune, però, Paul Merson e Paul Gascoigne avevano due cose: il talento e la difficoltà a star lontani dai vizi. A rivelarlo è stato lo stesso Merson, ospite di "A League of Their Own" su Sky One.

Merson, arrivato al Boro a nell'estate 1997 dopo una decade con l'Arsenal e quasi 300 presenze con la maglia dei Gunners, condivideva un appartamento con suo fratello. Al momento del ritorno di Gascoigne in Inghilterra, dopo un triennio con i Glasgow Rangers, Robson stabilì che "Gazza", accompagnato dall’intramontabile  Jimmy "Cinquepance" Gardner, suo miglior amico, avrebbe preso posto nella casa dei fratelli Merson.

Una convivenza che ha portato all'eccesso, anche mentre la Premier League era in corso: a spiegarlo lo stesso Merson, che ha spiegato come lui, Gascoigne e gli altri inquilini dell'appartamento fossero soliti divertirsi con giochi che comportavano l'assunzione di elevati quantitativi di alcol. Tutti i giorni della settimana, tranne che di venerdì.

Vivevamo tutti insieme. Facevamo un gioco tutti i giorni tranne il venerdì, perché di sabato si giocava. Quando tornavamo dall'allenamento, davamo a mio fratello e Jimmy dei soldi per comprare tante bottiglie di vino rosso, che poi versavamo in brocche di vetro. A quel punto eravamo seduti: io e Jimmy da un lato, Gazza e mio fratello dall’altro. Posavamo del denaro sul tavolino da caffè e iniziavamo a bere. Ogni ora assumevamo del sonnifero e chi si addormentava per ultimo prendeva i soldi e andava a letto.

Paul Merson racconta i giochi alcolici di Paul Gascoigne

Un racconto, quello di Merson, oggi commentatore per Sky Sports, che ha generato l'ironia degli altri presenti al tavolo di "A League of Their Own", l'ex capitano della nazionale inglese di cricket Andrew Flintoff, l'ex centrocampista del Liverpool Jamie Redknapp e il comico e conduttore Jack Whitehall. Anche l'ex numero 10 dell'Arsenal si è imbattuto lungo la sua carriera, conclusa nel 2006 con il Walsall, in alcol, droga e gioco d'azzardo: un mondo che più volte ha rischiato di trascinare Gascoigne sull'orlo del baratro. Dipendenze manifestate sin dall'età giovanile, quelle di Gazza, ma acuite dagli anni fino ai ricoveri in centri di cura per combattere alcolismo e depressione.

Paul Gascoigne, oggi 50 anni
Paul Gascoigne in una recente apparizione in pubblico

In tanti ricordano lo spirito goliardico di “Gazza”, capace di mandare una rosa allo spogliatoio del Wimbledon per Vinnie Jones dopo l’incidente della strizzata di attributi, salire su un bus a Piccadilly Circus e chiedere all’autista se avesse potuto guidare un po’ lui (richiesta accettata) o di ammonire l’arbitro durante una partita dei Rangers. Da circa 9 mesi Gascoigne non tocca alcol e chi lo frequenta assicura che non ha alcuna intenzione di fare passi indietro. Ha trascorso più di un anno in una clinica specializzata per disintossicarsi e nello scorso giugno è anche tornato in campo nel match di beneficenza giocato dalle leggende del Newcastle per ricordare il portiere Pavel Srnicek, scomparso nel dicembre del 2015.

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