Speciale "Zaza dalla Z alla A": stasera alle 22.30 su FOX Sports

Lo speciale sull'attaccante del Valencia andrà in onda sul canale 204 di Sky stasera alle ore 22.30 e sabato 14 ottobre in replica alle 18.50 e alle 23.15.

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Solo Lionel Messi meglio di lui. Nessuna eresia, parliamo dei gol segnati in Liga. E Zaza con 6 centri in 7 partite è secondo solo alla Pulce, primo nella classifica marcatori a quota 10 esultanze. Vive un momento magico, Simone, a Valencia ha trovato il suo ambiente ideale e vuole rimanerci.

Vuole continuare a far esultare il Mestalla (domenica sera alle 20.45, diretta su FOX Sports, affronterà il Betis) anche per riconquistare la Nazionale. La sua esperienza in azzurro si è interrotta bruscamente dopo quel rigore spedito alle stelle contro la Germania nei quarti di finale di Euro 2016. 

L'indaffaratissimo - ironia - popolo del web lo massacrò per quell'errore e lo derise a lungo per quella rincorsa. Che poi se avesse segnato nessuno se la sarebbe ricordata. Ci è stato male, malissimo per quel penalty sbagliato. Ci pensa ancora oggi ed è stato uno degli argomenti di cui ha parlato nello speciale "Zaza dalla Z alla A" che andrà in onda su FOX Sports (canale 204 di Sky) venerdì 12 ottobre alle ore 22.30, con replica sabato alle 18.50 e alle 23.15.

"Zaza dalla Z alla A", lo speciale su FOX Sports

Simone Zaza torna al 2 luglio 2017, giorno dei quarti di finale di Euro 2016 tra Germania e Italia. I tempi regolamentari si sono conclusi 1-1, ai supplementari la stanchezza l'ha fatta da padrone e il risultato è rimasto immutato. Si vai ai rigori. Dopo 18 tiri dal dischetti gli Azzurri di Conte sono fuori, fatali gli errori di Zaza, Pellè, Bonucci e Darmian.

È stato il momento più brutto della mia carriera - racconta l'attaccante classe 1991 nell'intervista a cura di Gianluigi Bagnulo - soprattutto per ciò che è successo dopo. Colpa mia, perché non ho saputo reagire immediatamente a quello che mi era successo. Mi ero fatto prendere dalla negatività. Però ormai è passato. Non avevo chiesto io di battere quel rigore. La verità è che io in questi anni non sono mai stato uno specialista dal dischetto. Negli allenamenti con la Nazionale, però, non avevo mai sbagliato e quindi l’ho tirato. Non ho dormito per più di una notte. Devo ringraziare la mia ragazza e i miei genitori che mi sono stati vicini. Prima o poi ne tirerò un altro, comunque.

Magari lo farà proprio in Nazionale. Chissà, forse al Mondiale dopo aver finalmente ricevuto la chiamata di Ventura: 

È normale che mi piacerebbe tornare in Nazionale, ma se non ci sono tornato finora è perché non me lo sono meritato. Devo fare di più di quello che ho fatto. La prossima convocazione è un obiettivo, così come quella dopo ancora. Non serve neanche tanto parlare, perché alla fine le decisioni non le prendo io e quindi "testa bassa e pedalare". Ventura? Non lo sento, perché dovrei sentirlo?

"Alla Juventus lo Scudetto è il ricordo più bello"

Zaza ha parlato anche della sua esperienza alla Juventus: 

Il ricordo più bello del mio anno alla Juve è la vittoria dello Scudetto e della Coppa Italia, sono stati i primi successi della mia carriera. Ma anche il gol al Napoli e i due gol al Torino nel derby li ricordo con piacere. Nonostante non avessi trovato tanto spazio mi sono tolto delle soddisfazioni. Ho dato tutto quello che avevo in quel momento. È normale che dovessi migliorare tanto e devo migliorare tanto anche adesso. Non voglio ricordare la Juve come un rimpianto ma come una bellissima esperienza che mi ha insegnato tanto, ho fatto parte di una squadra dove ancora oggi ci sono campioni straordinari. 

L'esultanza di Simone Zaza dopo il gol al Napoli decisivo per le sorti dello Scudetto 2015/16
L'esultanza di Simone Zaza dopo il gol al Napoli decisivo per le sorti dello Scudetto 2015/16

Un passo indietro all'avventura col Sassuolo di Di Francesco, tecnico a cui deve tanto e che oggi è alla guida della Roma: 

Il Sassuolo è la squadra del mio cuore perché li ho iniziato a fare tutto. Ho iniziato a essere calciatore di Serie A, a segnare e a sapermi muovere bene in campo. Devo ringraziare Di Francesco che mi ha insegnato tutte queste cose. E poi con la città e i tifosi avevo un rapporto straordinario.

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