Serie A, Bentancur: "Alla Juventus ho messo su 5 kg di muscoli"

Crescere tatticamente, ma non solo: il gioiellino bianconero racconta i suoi primi mesi in Italia. E dopo l'esordio con l'Uruguay, sogna i Mondiali da protagonista.

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In Serie A si cresce, letteralmente. Chiedere a Rodrigo Bentancur, il gioiellino di casa Juventus che ama bruciare le tappe. Anche in Nazionale: il 5 ottobre il debutto con la maglia dell'Uruguay, 25 minuti nel finale della sfida pareggiata 0-0 con il Venezuela. Ma soprattutto, l'esordio da titolare sei giorni più tardi: contro la Bolivia è rimasto in campo fino all'ultimo istante, godendosi da protagonista la qualificazione matematica ai Mondiali di Russia 2018. Non male come doppia prima volta, vero?

Dall'Under 20 alla Celeste dei grandi, dal campionato argentino ai campioni d'Italia: da quando ha lasciato il Boca Juniors, il centrocampista classe 1997 sta superando un esame di maturità dietro l'altro. In Serie A sono cinque le presenze raccolte finora: delle ultime tre partite, due (contro Fiorentina e Atalanta) le ha giocate dal primo minuto.

E in Champions League? Finora è en plein: Massimiliano Allegri l'ha scelto per l'undici iniziale sia in casa del Barcellona che all'Allianz Stadium, contro l'Olympiakos. Una promozione momentanea, certo, dettata di volta in volta dalle assenze di Khedira, Pjanic o del lungodegente Marchisio. Quello che conta, per il talentino di Nueva Helvecia, è che siano tutte occasioni per mettersi in mostra, prendere confidenza con il calcio italiano e crescere. Tatticamente, ma - ve l'abbiamo detto - anche letteralmente.

Serie A, Bentancur: "Alla Juventus ho messo 5 chili in più di muscoli"

No, nessun centimetro guadagnato in altezza. Anche perché, per un centrale di centrocampo, 187 cm bastano e avanzano. Bentancur è cresciuto a livello muscolare, prerogativa fondamentale per fare la differenza in Serie A non solo dal punto di vista tecnico. Lo rivela ai microfoni di "Ultimo Al Arco", trasmissione dell'emittente uruguaiana Sport 890.

Da quando sono in Italia ho aumentato la massa muscolare di cinque chili.

Potenza in divenire al servizio della Juventus. Gli sviluppi più evidenti per lui, in ogni caso, sono arrivati sul piano tattico:

Ho migliorato i tempi di recupero, piano piano sto migliorando anche a livello di gioco. Per esempio, sto perfezionando il modo di marcare gli avversari.

"Buffon già sapeva chi fossi"

Crescere e migliorare spinto dal consiglio di grandi campioni, poi, è tutta un'altra cosa. Anche di chi non condivide con te la zona di campo, ma ti guida dai pali con la fascia di capitano al braccio:

Quando sono arrivato, il primo giorno, Buffon mi ha ricevuto in maniera incredibile. Mi ha davvero sorpreso, sapeva già chi fossi, conosceva il mio nome. Mi consiglia sempre. È davvero un fenomeno, di un altro livello.

Bentancur ha collezionato finora cinque presenze con la Juventus in Serie A
Cinque presenze, due da titolare: è il cammino di Bentancur con la Juventus in Serie A

Il processo di crescita di Bentancur, però, è solo all'inizio. Di lui, recentemente, lo stesso Allegri aveva sottolineato i punti su cui dover lavorare ancora. In un'intervista a Tuttosport, il tecnico bianconero fu piuttosto chiaro:

Per diventare un grande giocatore, va migliorato in certe situazioni. Altrimenti le prestazioni che fa ora, alla lunga, lo faranno diventare un giocatore normale. Deve diventare più decisivo, giocare più in verticale, fare più giocate in avanti. Ma è normale, viene dal calcio argentino che è più palleggio sul corto. Però è molto bravo, è tignoso. Mentalmente è più avanti degli altri.

Obiettivo Mondiale, ma prima...

Bastone e carota, come da manuale per un allenatore che si trova a dover gestire un diamante ancora grezzo come l'ex Boca. Alla ripresa del campionato, Rodrigo ribusserà alla porta della Juventus con un pizzico di maturità in più. Merito della prima esperienza nella Nazionale maggiore:

Quando è finito l'incontro (tra Uruguay e Bolivia, ndr), mi sono fermato a pensare a tutto quello che stava accadendo, ma sono riuscito a non cadere a terra. È ovvio che mi venga da pensare alla possibilità di vivere il Mondiale, ma ora bisogna tornare in Italia e dare il massimo per continuare a crescere.

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