NBA: Embiid prolunga "The process", gli infortuni e i fun-Nuggets

Joel Embiid e Gary Harris rinnovano con Sixers e Nuggets, mentre si susseguono noiosi infortuni e riposi precauzionali in attesa della prima palla a due.

Embiid si lega ai Sixers

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Di sicuro il rinnovo di Russell Westbrook è stato il colpo di chiusura del mercato estivo, un po’ come la scarica di fuochi d’artificio al termine di uno spettacolo pirotecnico che in questa caldissima estate NBA ha avuto botti a ripetizione. Da circa una settimana è stato di nuovo il campo a far parlare di sé con i primi vagiti della preseason in un’insolita veste d’inizio ottobre che porterà a un inizio anticipato della stagione. La prima palla a due andrà in scena martedì 17 ottobre e lo farà con quasi tre settimane d’anticipo rispetto alla consuetudine, frutto della riforma dei calendari che porterà le squadre a giocare le canoniche 82 partite, ma diluendole su un tempo maggiore, eliminando così gli estenuanti four games in five nights e riducendo alla minimo i back to back.

La tutela dei nostri giocatori è il nostro primario interesse. Abbiamo ridotto al massimo le fatiche consecutive delle squadre e con l’inserimento delle multe, che spero non verranno mai usate, abbiamo puntato a rendere il migliore spettacolo per il nostro pubblico, sera dopo sera. (A.Silver)

Le prime avvisaglie di spettacolo si sono avute subito, anche se molte delle stelle sono rimaste a riposo per motivi precauzionali o di piccoli infortuni. C’è chi invece ne ha subito uno molto più grave, tra cui Nicolas Batum che ha rimediato una infortunio al gomito (6/8 settimane di stop) che lo terrà lontano dai campi per un po’. Kawhi Leonard era già stato dato come assente per tutta la preseason, mentre LeBron James ha fatto il suo esordio stagionale nella scorsa notte celebrando la sua riunione con Dwyane Wade.

Chi non ha lesinato prestazioni importanti sono Steph Curry e James Harden. La stella dei Warriors, dopo due sconfitte nelle prime due partite, ha deciso d’inscenare un clinic mettendo sulla testa dei Timberwolves ben 40 punti in meno di tre quarti e riposando per tutti gli ultimi 12 minuti. Harden ha risposto qualche notte dopo producendo una prestazione super sfiorando la tripla doppia con 36 punti, 9 rimbalzi e 11 assist, facendo capire che le polemiche con McHale poco lo toccano.

Embiid pietra miliare e i giovani Sixers

The Proce$$ NBA resta a Philly

Parlando di rinnovi, quello che sicuramente ha suscitato più interesse riguarda un giocatore che è una vera e propria calamita per le attenzioni mediatiche. Ha passato due stagioni ai box, nella terza ha giocato la miseria di 31 partite, eppure si è guadagnato un rinnovo quinquennale da 148 milioni di dollari che lo rende una delle pietre miliari dei Sixers del futuro. Ovviamente parliamo di Joel Embiid, che nonostante i problemi fisici ha dimostrato quanto può essere un giocatore dominante. Il suo contratto è strutturato con una percentuale di stipendio garantito e l’altra legata esclusivamente alle sue condizioni di salute, infatti se nella stagione precedente giocherà più di 1400 minuti, avrà un "bonus" garantito di dieci milioni nell'anno successivo.

Ad esempio: se nella stagione 2018-19 giocasse più di 1400 minuti, nella stagione 19-20, 10 dei 27.3 milioni d'ingaggio sarebbero garantiti. In sostanza nella stagione 18-19 i 25.3 sono totalmente garantiti, da lì in poi il suo salario aumenterà di due milioni l'anno e se giocherà il minimo di minuti necessari avrà i classici dieci milioni garantiti. Infine c'è anche un ulteriore incentivo che nel caso dovesse diventare MVP o far parte di uno dei quintetti All-NBA, che lo porterebbe addirittura a raggiungere la cifra di 178 milioni complessivi.

Brett Brown ha detto di non avere dubbi sul fatto che Joel sia un game changer. I Sixers non potevano esimersi dal prolungarlo dopo averlo aspettato così tanto e averne apprezzato le potenzialità nella scorsa stagione. È indubbiamente un rischio, ma del tutto calcolato e questa situazione risulta molto simile a quella vissuta dai Warriors con Steph Curry che all’inizio era un infortunio perpetuo alle caviglie e venne comunque rinnovato per cifre importanti. Con un po’ di studio, di applicazione e progresso della tecnologia, è diventato non solo il due volte MVP, ma anche il più grande affare contrattuale del secolo fino alla scorsa stagione. All’ombra della Liberty Bell sperano che anche questo possa terminare con l’happy ending.

Gary Harris e il suo prolungamento ai Nuggets

Denver Nuggets da League pass col rinnovo di Harris

L’ultima notizia riguarda i Denver Nuggets, ex squadra di Danilo Gallinari, che con la sua dipartita hanno cambiato pagina, affidando il nuovo corso completamente ai giovani. Molti giornalisti hanno già eletto le pepite come la squadra assolutamente da vedere se disponete di un NBA League Pass e con Jokic in centro, assieme a una grande gioventù propulsiva c’è da esserne certi, visto che l’anno scorso dopo l’All Star game sono stati il secondo miglior attacco della lega dietro ai Warriors.

Per chiudere il cerchio hanno rinnovato Gary Harris con un quadriennale da 74 milioni con incentivi fino a 84. Il front office punta forte sulla propria gioventù e dimostra di voler investire lui come una delle pietre miliari del futuro. 

Mike Malone dovrà ora ritagliare il nuovo ruolo per Harris, anche alla luce del contatto e delle ovvie responsabilità che questo gli porterà sulle spalle. Di sicuro il futuro della franchigia passerà anche da quanto lui saprà diventare una stella, ricevendo gli assist al bacio anche di un Nikola Jokic che sarà sicuramente il giocatore da guardare in questa stagione.  

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