Ecco l'Huracán Buceo, gli uruguaiani che ci hanno "rubato" Topo Gigio

In Uruguay c'è un club che ha scelto come mascotte il personaggio creato in Italia da Maria Perego nel 1959.

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Avete presente la storia della Gioconda? Sì, l’opera d’arte di caratura mondiale dell’italianissimo Leonardo da Vinci, realizzata nell’italianissima Firenze, ma esposta al Museo del Louvre di Parigi. A primo impatto un controsenso, certo. Ma che, nonostante le leggende metropolitane cavalcate da anni nell’ottica di una rivalità patriottica sempre viva tra francesi e italiani, è ahimè giustificato dal fatto che proprio lo stesso Leonardo la portò in Francia, dove poi, probabilmente, venne acquistata così come altre opere d’arte del genio toscano. 

Nonostante questo la Monna Lisa resta uno dei più grandi patrimoni che gli italiani rivorrebbero portare a casa (proprio in questi giorni è tornato di moda anche qualcos'altro, non certo un patrimonio, che in molti sperano possa tornare dal Brasile. Ma questa è tutta un’altra storia).

Il capolavoro di Leonardo da Vinci, la Gioconda
La Gioconda, esposta al Louvres di Parigi

Nel 1911 un ex dipendente del Louvre, Vincenzo Peruggia lo fece davvero, salvo poi essere arrestato una volta scoperto, con la Gioconda riportata in Francia per prendere di nuovo il suo posto a Parigi. Passano gli anni, ma l’argomento ogni tanto torna d’attualità e con cadenza abbastanza regolare. Ecco, gli italiani hanno il diritto di sapere che non c’è solo la Gioconda tra i più grossi “furti” di prodotti nostrani in giro per il mondo. Già, perché in Uruguay c’è chi si è spinto possibilmente ancora oltre i cugini francesi. E si tratta questa volta di una squadra di calcio, l’Huracán Buceo. Mai sentita? Neanche noi fino a poco tempo fa. Fino a quando non abbiamo scoperto il suo simbolo: Topo Gigio, ribattezzato anche in certi casi con il nomignolo "topo celeste".

L’Huracán Buceo e la sua mascotte… Topo Gigio

Avete letto bene. Proprio lui, Topo Gigio, il personaggio nato dalla mente di Maria Perego nel 1959, che disegnando quel roditore antropomorfo intendeva dargli la connotazione “del candore, della fiducia in un mondo flagellato dai pericoli e dalle paure”. Insomma, italianissimo anche lui, che più italiano non si può. Topo Gigio, grazie anche alla sua voce storica, Peppino Mazzullo (oggi è Leo Valli), ha riscosso all’epoca un successo enorme che è andato ben oltre i confini italiani, tanto da portare successivamente anche alla realizzazione di un cartone animato giapponese a lui dedicato, trasmesso pure in Italia con la celebre sigla cantata da Cristina D’Avena.

Un fenomeno di portata globale, che ha trovato posto nei palinsesti televisivi asiatici, europei, statunitensi e, soprattutto, sudamericani. In particolare, a quanto pare, in Uruguay, quando nel 1968 fece innamorare i bambini nella sua trasmissione insieme a Juan Carlos Mareco, “Pinocho”.

Topo Gigio, mascotte dell'Huracán Buceo
Un'immagine della mascotte dell'Huracán Buceo, Topo Gigio

Proprio nello stesso anno, l'Huracán Buceo, squadra calcistica di Montevideo, diede vita a un appassionante duello con il Bella Vista, nella seconda divisione del calcio uruguaiano, tale da portare al record (ancora oggi mai superato da due squadre non appartenenti al campionato di prima divisione) di 53583 persone per assistere allo spareggio promozione. L’Huracán Buceo uscì sconfitto 2-0 (la storica prima promozione arrivò comunque l’anno successivo), ma la sua cavalcata entrò nel cuore degli appassionati di calcio uruguaiani. E soprattutto dei bambini. Perché è proprio sfruttando quel momento di popolarità che la società decide di prendere Topo Gigio e utilizzarlo come mascotte ufficiale. Un legame che dura ancora oggi, nell’ottantesimo anno di vita del club attualmente in Segunda División B Nacional, dove lo troviamo anche sulla maglia ufficiale. Un altro “furto” in piena regola di un nostro patrimonio nazionale. Non bastava la Gioconda...

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