Fenomeno Messi: l'Argentina va ai Mondiali in Russia, 1-3 all'Ecuador

Una tripletta della Pulce regala la qualificazione all'Albiceleste, sotto dopo 45''. Ok la Colombia, il Perù allo spareggio. Eliminato il Cile, sconfitto 3-0 in Brasile.

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2580 metri sopra al cielo. Lionel Messi-a: l'Argentina vince a Quito e si qualifica ai Mondiali in Russia. Ci pensa Messi, neanche a dirlo, a trasformare in un sogno l'incubo Ecuador: l'Albiceleste, sotto di un gol dopo soltanto 45 secondi, rimonta il match decisivo delle qualificazioni sudamericane grazie a una tripletta strepitosa della Pulce. Esterno sinistro, bolide sotto la traversa, pallonetto da fuori area. Sospiro di sollievo, scampata la figuraccia dell'eliminazione.

L'ultima volta che l'Argentina non aveva partecipato a un Mondiale era in Messico nel 1970. Altri tempi. Altra storia, che si poteva ripetere ma è stata cancellata da Messi. Prima dell'inizio del match c'erano 243 combinazioni possibili legate ai risultati degli altri campi (Perù-Colombia, Brasile-Cile e Paraguay-Venezuela). L'Argentina aveva bisogno di una vittoria per assicurarsi quantomeno lo spareggio con la Nuova Zelanda.

Alla fine non ne avrà bisogno: qualificazione diretta per via dell'1-3 ai danni dell'Ecuador. Questa la classifica definitiva: Brasile 41, Uruguay 31, Argentina 28, Colombia 27, Perù e Cile 26. Fuori dai Mondiali in Russia la Nazionale di Vidal e Alexis Sanchez, vincitrice delle ultime due edizioni della Copa America. Colpa della differenza reti: +1 per il Perù che va allo spareggio con la Nuova Zelanda (27 gol fatti, 26 subiti), -1 per il Cile (26 fatti, 27 subiti). Eliminato anche il Paraguay, che sciupa la chance di battere in casa il Venezuela ultimo in classifica. Incredibile.

Fenomeno Messi: l'Argentina va ai Mondiali in Russia, 1-3 all'Ecuador

Lionel Messi
Lionel Messi abbracciato dai compagni dopo il terzo gol all'Ecuador

I timori di non farcela c'erano tutti. L'altitudine (soltanto 6 argentini avevano già giocato al di sopra dei 2mila metri), l'attacco fin qui sterile, i precedenti sfavorevoli (l'ultimo successo a Quito nel 2001, gol di Crespo e Veron), la pressione di doversi qualificare per forza.

Il girone unico sudamericano, prima dell'inizio delle partite, diceva questo: Brasile (38) e Uruguay (28) già qualificate. Cile e Colombia 26, Perù e Argentina 25, Paraguay 24. Quindi Perù allo spareggio, Argentina e Paraguay fuori. Al triplice fischio cambierà tutto.

Il primo minuto è a dir poco shock per l'Albiceleste. Praticamente la partita inizia sull'1-0 per l'Ecuador. Romario Ibarra segna dopo soli 45 secondi: triangolo di testa con Ordonez e sinistro in diagonale che brucia Romero. L'Argentina ha appena finito di cantare l'inno ed è già sotto. La difesa a 3 scelta da Sampaoli (3-4-2-1 il modulo) crolla dopo nemmeno un giro d'orologio: Mercado, Mascherano e Otamendi in bambola sul primo lancio in profondità ed ecco il gol immediato del Tri, allenato dal 12 settembre da un... argentino, Jorge Fortunato Celico (squalificato, in panchina c'è il suo vice), subentrato all'esonerato Quinteros.

Di Maria sbaglia tutti i primi palloni toccati, Benedetto (scelto di nuovo come centravanti titolare al posto di Icardi e Dybala, entrambi in panchina) non ne prende una. Messi si carica sulle spalle i compagni e l'intero popolo argentino. Prima il gol del pareggio, al 12'. Percussione centrale, palla allargata per Di Maria, che rimette subito in mezzo per la Pulce: tocco d'esterno e subito a riprendere il pallone in fondo al sacco perché il pareggio non basta mica. 

Messi-a: che tripletta! Perù allo spareggio, eliminato il Cile

Otto minuti dopo, al 20', il gol della liberazione, questo sì tutto da esultare senza dover correre a centrocampo. Stavolta Messi fa tutto da solo: pallone strappato ad Aimar al limite dell'area, bomba di sinistro sotto la traversa che non lascia scampo a Banguera. Risultato ribaltato e partita in discesa.

Messi è scatenato, allo stadio Olimpico Atahualpa risponde alle critiche sul suo conto siglando i gol 580, 581 e 582 da professionista e raggiungendo le 60 realizzazioni con la maglia della Nazionale (diventeranno 61 nel secondo tempo). L'Argentina gestisce la partita, arriva all'intervallo sul risultato di 2-1. Un vantaggio minimo a causa dell'errore sotto porta di Di Maria, murato in corner da Banguera su filtrante geniale di Messi, ancora lui.

Messi show: l'AFA evita il disastro economico

Nell'Ecuador esce Ceballos ed entra Enner Valencia. Nella ripresa il match è duro, aumentano i contrasti e diminuiscono le occasioni da gol. L'Ecuador ce la mette tutta per chiudere in bellezza il proprio anno e alimentare le emozioni dell'ultima giornata di qualificazione sudamericana. Poi però c'è sempre Messi di mezzo. Minuto 63', arriva la tripletta del fenomeno del Barcellona: stop sulla trequarti, difesa puntata, palla sul sinistro, lob morbido che scavalca Banguera per l'1-3.

I titoli di coda scorrono sul dolce pallonetto di Messi. Finisce così, 1-3, senza ulteriori sussulti, con Sampaoli che al 76' getta nella mischia Icardi al posto di un inesistente Benedetto e all'84' Paredes per Di Maria. Al 90' dentro anche Fazio per Salvio. Scongiurata l'eliminazione, scongiurato pure il danno economico.

Secondo un rapido calcolo l'AFA, la federazione argentina, perennemente in crisi, avrebbe perso dai 20 ai 50 milioni di dollari in caso di mancata partecipazione ai Mondiali in Russia. A Quito è stato evitato il disastro. In Ecuador ha vinto Messi, ha vinto l'Argentina, ha vinto pure il Mondiale. Con l'Albiceleste tra le qualificate ha tutto un altro gusto.

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