Bobby Charlton, l'amico storico: "Mai una parola sul disastro di Monaco"

Nel giorno dell'80° compleanno della leggenda dei Red Devils, Paddy Crerand ha svelato un aneddoto sull'ex compagno sopravvissuto alla tragedia del 1958.

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Una ferita ancora fresca nella mente di chi era su quell'aereo pronto a decollare da Monaco di Baviera per raggiungere la città di Manchester. Un disastro inaspettato e improvviso che accompagnerà per sempre i pochi sopravvissuti. Era il 6 febbraio del 1958, l'inizio della fine per la straordinaria armata dei Busby Babes.

Tra i primi a uscire dalle macerie di quell'aereo, che dalla pista innevata di Monaco non riuscì mai a partire, fu Bobby Charlton, attaccante inglese che con quel Manchester United aveva esordito appena un anno e mezzo prima. Nemmeno il tempo di conquistarsi la titolarità e trovare l'intesa con i compagni che il destino gli aveva voltato le spalle. 

Una volta fatta la conta delle persone decedute, dei sopravissuti e dei feriti gravi (quelli che non avrebbero mai più messo piede in un campo di calcio), non rimaneva che ricominciare tutto da capo. Ricostruire e plasmare una squadra come quella che era appena scomparsa nella neve di Monaco di Baviera era una sfida difficile, quasi impossibile. In pochi credevano che sarebbe stato possibile, ma tra quei pochi, senza ombra di dubbio, c'era Bobby Charlton

Il tributo dei tifosi del Manchester United per Bobby Charlton

Bobby Charlton, parola all'amico: "Non ne ha mai parlato con nessuno"

Contro ogni pronostico quel Manchester United tornerà padrone d'Inghilterra e d'Europa, tanto che nel giro di soli 5 anni la bacheca di Old Trafford si riempirà di FA Cup, campionati e persino Coppe dei Campioni. I successi e le conquiste di fine anni '60 però, non potevano cancellare dalla mente di quei ragazzi le immagini di quella tragica notte di inizio febbraio. A confermarlo ci ha pensato Paddy Crerand, ex giocatore dei Red Devils e compagno di squadra di Bobby Charlton che proprio oggi compie 80 anni:

La tragedia di Monaco era un argomento tabù. Nessuno dei sopravvissuti ne parlava, specialmente Bobby. Noi abbiamo rispettato sempre il loro silenzio e non abbiamo osato chiedergli nulla, tra giocatori ci sono leggi non scritte che si devono rispettare. Quello che colpì al tempo fu il suo recupero: molti pensavano non avesse più giocato e invece è stato pazzesco!

Queste le parole dell'ex centrocampista del Manchester United, arrivato a Manchester solamente nel 1963 ma comunque in tempo per vivere le emozioni di quello spogliatoio. 

Bobby Charlton, una presenza costante per il Manchester United

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