Roberto Carlos su Hodgson: "L'Inter perse la Coppa Uefa a causa sua"

Roberto Carlos è un grande rammarico dell'Inter morattiana: il brasiliano lasciò in nerazzurri dopo un solo anno anche perché non andava d'accordo con Hodgson.

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C’è chi la palla la tocca piano, con delicatezza e precisione, e chi invece ci mette la potenza necessaria per buttare giù la porta. È così non soltanto in campo. Le cose si possono dire con diplomazia o anche con estrema durezza, e pazienza di come vengano recepite. Chi proprio non riesce a toccarla piano è Roberto Carlos. Non quando si tratta di Roy Hodgson.

Il brasiliano è uno dei più grandi rimpianti dell’Inter dell’era Massimo Moratti. Arrivò insieme a Javier Zanetti: uno su una fascia, l’altro sull’altra. L’argentino restò tutta la vita, Roberto Carlos appena un anno. Eppure non aveva fatto male, al punto che passò direttamente al Real Madrid ma lasciò l’Italia quasi tra l’indifferenza generale.

Era abbastanza incompreso, Roberto Carlos. All’Inter non lo stimavano particolarmente. Sembrava fosse un giocatore come tanti. Ma non era così. In Spagna, in 10 anni al Real Madrid, dimostrò di essere uno dei migliori al mondo. Specie sui calci di punizione. Oggi chiarisce di esserlo anche nelle frecciate. Aleno contro Roy Hodgson.

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Inter, Roberto Carlos attacca Hodgson

Se Roberto Carlos decise di andarsene dall’Inter, benché in quel momento il calcio italiano fosse il migliore al mondo, fu esclusivamente per il suo rapporto conflittuale con il tecnico inglese:

La permanenza di Hodgson all’Inter mi ha distrutto. Mi ha fatto giocare a centrocampo e dovevo considerare che c’era la possibilità che questa sua decisione potesse rovinare la mia carriera. Non è che non avessi un buon rapporto con Hodgson, è solo che lui non capiva molto di calcio.

Roberto Carlos
Roberto Carlos con la maglia del Brasile

Poi ancora un’accusa che riguarda la finale di Coppa Uefa che i nerazzurri persero in finale (fra andata e ritorno) contro lo Schalke. Non una squadra eccezionale.

Quando l’Inter perse in finale di Coppa Uefa colo Schalke nel ’96 fu solamente colpa sua. Capello era diverso e sono andato al Real per lui. È stato l’allenatore più importante della mia vita.

C’è chi la palla la tocca piano, con delicatezza e precisione, e chi invece ci mette la potenza necessaria per buttare giù la porta. Così fa pure Roberto Carlos.

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