Premier League, due anni di Klopp al Liverpool: qual è il bilancio?

In Inghilterra media e tifosi s'interrogano: cos'è cambiato dall'ottobre 2015, quando il tecnico tedesco è arrivato ad Anfield Road?

Jurgen Klopp, da due anni in Premier League come allenatore del Liverpool

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Già quando si autodefinì "Normal One", nella sua prima conferenza stampa da manager del Liverpool, chiunque dalle parti di Anfield Road si lasciò scappare un sorriso: di normale, di ordinario, Jürgen Klopp non ha proprio nulla. La mimica facciale, la passionalità vulcanica nell'esultare o dare in escandescenze, lo stile di comunicare la propria filosofia. Soprattutto, la straordinaria capacità di entrare in sintonia con i propri tifosi: prima il muro giallonero del Borussia Dortmund, poi la Kop tutta dipinta di rosso.

A due anni dal suo sbarco in Premier League, in Inghilterra è tempo di bilanci: media specializzati o supporter, tutti si chiedono se e come siano cambiati i Reds. Da quando? Da quella due giorni dell'8-9 ottobre, quando Anfield Road salutò Brendan Rodgers e accolse Kloppo, il tedesco più mediterraneo d'Europa.

Traguardi raggiunti e obiettivi mancati, colpi messi a segno e corteggiamenti andati a vuoto, ma anche stile di gioco e atmosfera: il biennio viene passato in rassegna per capire se il consuntivo - ancora parziale, il suo contratto scade nel 2022 - può essere considerato positivo o negativo. E se davvero Klopp sia riuscito a ricreare quello spirito che ha sempre contraddistinto l'ex club più titolato d'Inghilterra: la consapevolezza di poter essere i migliori. Un gusto antico, lentamente scemato, che Jürgen ha posto fin da subito tra le missioni da portare a termine.

Premier League, Klopp e il Liverpool fanno due anni insieme: il bilancio

Sono due in particolare, Mirror e Sportsmail, i quotidiani britannici a tracciare la linea e dare i voti a questi due anni. Si parte, inevitabile, dalle frasi che l'allenatore di Stoccarda scelse per presentarsi al pubblico del Merseyside e all'intera Premier League. Fotogrammi nient'affatto sbiaditi provenienti dall'ottobre 2015:

Restando qui almeno quattro anni, credo che un titolo lo vinceremo.

E ancora:

Proveremo a giocare un calcio emozionante, per la nostra gente questo conta molto. Sarà tutto all'insegna della velocità e della transizione, un calcio a tutto gas.

Fino all'intento più programmatico di tutti:

Convertire gli scettici.

Premier League, l'arrivo di Klopp al Liverpool nell'ottobre 2015
Fuori Brendan Rodgers, dentro Jurgen Klopp: era l'ottobre 2015, il tecnico tedesco sbarca in Premier League

Possibile che ci fosse gente che dubitasse della scelta fatta dal Liverpool per sostituire Rodgers? Uno che in Germania aveva vinto due campionati, una coppa e tre supercoppe nazionali e centrato una finale di Champions League, poteva mai generare qualche perplessità. Consideriamola una sorta di autodifesa: la delusione per quella Premier League, sfuggita in maniera drammaticamente romanzesca nella primavera del 2014, era ancora troppo forte per lasciarsi andare a entusiasmi di massa. Fuori Brendan, dentro Jürgen: la nuova era si caricava fin da subito di aspettative e speranze altissime.

Dalle finali raggiunte (e perse) al ritorno in Champions League

Il primo campionato, da subentrato, condotto in porto con un ottavo posto. Ma soprattutto, con la doppia finale di Europa League e di EFL Cup: traguardi da rivendicare oppure occasioni perse, scegliete voi. Di sicuro, l'impatto di Klopp sul pianeta Inghilterra non è stato di quelli propriamente "normal".

Two years ago today, Jürgen Klopp was appointed #LFC manager 🔴

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Nella seconda stagione, si sale di livello: il 2016/17 si chiude con un quarto posto quanto mai sospirato. Si torna in Champions League, per la seconda volta in ben otto anni: i bagliori del Liverpool che fu appaiono sempre più luminosi. Ancora una volta, la Coppa di Lega rimane un boccone assaporato solo per metà: il cammino si ferma stavolta a un passo dalla finale. Ed eccoci al presente, che recita 6° posto (7° contando la differenza reti a favore del Burnley): 12 punti in classifica dopo 7 giornate, sette in meno della coppia al vertice Manchester City-Manchester United. Davanti ci sono anche Tottenham, Chelsea e Arsenal: il ruolo di sesta sorella non fa impazzire, ma il tempo per migliorare è ancora tantissimo.

Mettere le inferriate alla difesa

Una mossa però è fondamentale: mettere a posto la difesa. Impensabile per i Reds essere attualmente la terzultima retroguardia del campionato: 12 reti subite, solamente Crystal Palace e West Ham hanno fatto peggio. Le due di Manchester hanno incassato finora appena due reti a testa: la differenza tra lottare per il titolo o semplicemente per l'Europa potrebbe già essere tutta qui. "Un calcio a tutto gas", era la promessa di Kloppo: perfetto, ma un occhio alla solidità difensiva non sarebbe male gettarlo.

Klopp abbraccia Coutinho
Coutinho, croce e delizia per Klopp: tenere il Barcellona lontano dal brasiliano è stata dura

Se fosse arrivato Virgil van Dijk, magari le cose sarebbero state diverse. Sì, è uno dei retropensieri che accomuna la piazza di Liverpool. Tra gli acquisti mancati, quello del centrale del Southampton ha generato sicuramente un grande rimpianto. Gli arrivi di Sadio Mané (lo scorso anno) e poi di Mohamed Salah hanno indicato la strada giusta da seguire, anche per quanto riguarda gli altri reparti: il promesso sposo Naby Keïta è un primo tassello per il futuro. Trattenere Philippe Coutinho, nonostante la pressione milionaria del Barcellona, è stata invece una vera e propria prova di forza: se invitate Klopp a giocare a braccio di ferro, sappiate che le conseguenze potrebbero essere tutte a suo favore.

"È l'uomo giusto per questo club"

Insomma, gli effetti dell'arrivo dell'ex Borussia Dortmund ad Anfield Road si sono fatti sentire e, tutto sommato, sono da promuovere con una sufficienza più che piena. Ora, chiedono i tifosi soprattutto alla dirigenza, ci vuole il grande salto. Ma la fiducia nel tecnico tedesco è ancora solida:

Il Liverpool Echo ha chiesto il parere di sostenitori sparsi in tutto il mondo, il risultato è stato questo:

Dobbiamo rimanere pazienti.

Il tecnico sta facendo bene, ogni idea di mandarlo via è totalmente priva di senso.

Dobbiamo avere ancora fiducia, ma soprattutto dobbiamo spendere di più sul mercato.

Con lui è tornata la passione ad Anfield.

Non è un messia, non è perfetto, ma è l'uomo giusto per questo club.

Tutto sommato, niente male come bilancio per festeggiare i primi due anni di Liverpool. Di sicuro, non sono stati affatto "normal". Con Kloppo, era semplicemente impensabile.

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