Real Madrid, 15 anni fa l'esordio da sogno di Ronaldo il Fenomeno

Di fronte a un Santiago Bernabeu in estasi, il Fenomeno fece un debutto da sogno: ci mise 62 secondi per segnare il suo primo gol. Ma non si limitò a quello...

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Una grande delusione da cancellare, una gioia da confermare e un timore da gettarsi alle spalle. Così, con uno stato emotivo molto particolare, Ronaldo, al secolo Luís Nazário de Lima, si preparava a entrare in campo al Santiago Bernabeu con la maglia numero 11 del Real Madrid sulle spalle.

Era il 63esimo minuto di una partita di Liga fra il Real Madrid e l’Alaves. Non una qualsiasi. Perché era il 6 ottobre 2002, e sarebbe stato l’esordio di Ronaldo di fronte al suo nuovo pubblico. I Galacticos erano avanti 2-1 con i gol di Zidane e Figo, non due qualsiasi. In panchina, a osservarli, c’era il Fenomeno, con una pressione emotiva non indifferente.

Nell’ultimo giorno di mercato aveva lasciato l’Inter, dopo la grande delusione dello scudetto perso il 5 maggio del 2002. In estate però aveva vinto il Mondiale, segnando 8 gol (capocannoniere), di cui 2 in finale alla Germania. Eppure ancora non era tranquillo. Perché dopo gli infortuni subiti con l’Inter ancora non era al meglio della forma. Il ginocchio lo preoccupava.

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Real Madrid, 15 anni fa l’esordio da sogno di Ronaldo al Bernabeu

Il Real Madrid però credeva in lui. Per strapparlo all'Inter spese 45 milioni di euro. Tanti, per l’epoca. Poi quel 6 ottobre del 2002, Del Bosque, con la squadra in difficoltà, gli disse di entrare in campo e di risolvere la partita. Ecco quindi che al minuto 63 esce Guti, al suo posto Ronaldo. Con sé portava tutti quei dubbi, quei pensieri, quelle paure e quelle speranze dovuti a quegli anni vissuti pieni di alti e bassi. Ma l’esordio casalingo col Real Madrid fu un unico alto.

La prima pagina di Marca sul debutto di Ronaldo
La prima pagina di Marca sul debutto di Ronaldo

Dopo appena 62 secondi dall’ingresso in campo del Fenomeno, Roberto Carlos dalla sinistra fa partire un cross che Ronaldo controlla di petto e di destro manda sotto l’incrocio. 3-1. Al 78’ su passaggio di McManaman realizza anche il 5-1 con un bel diagonale. Pochi mesi dopo si prese anche il Pallone d’Oro, a dimostrazione del fatto che quando in forma Ronaldo era il più forte del mondo. Erano tutti in estasi. Marca titolò: Debuta Madre, evidente gioco di parole con De Puta Madre. Ma per il Fenomeno, al Real Madrid, non sarebbe stato solo il "Debuta" Madre.

Ronaldo il Fenomeno
Ronaldo abbracciato da Beckham dopo un gol

Da quel 6 ottobre 2002 al 7 gennaio 2007, in cui giocò l'ultima partita con il Real Madrid (sconfitta 2-0 contro Deportivo in Riazor), Ronaldo Nazario totalizzò 170 partite ufficiali con i Galacticos, ha nelle quali ha segnato 104 gol, vincendo due campionati, una Supercoppa Spagnola e una Coppa Intercontinentale. Poi il passaggio al Milan. E anche lì, prima di esordire, aveva delusioni da cancellare, gioie da confermare e quel perenne timore fisico da gettarsi alle spalle.

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