Van der Sar: "Così Cristiano Ronaldo è diventato più forte di Rooney"

L'ex portiere del Manchester United racconta la differenza che ha permesso al portoghese di raggiungere un livello superiore.

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Sono passati entrambi dal Manchester United, Cristiano Ronaldo e Wayne Rooney. Tutti e due, seppur con proporzioni diverse, hanno scritto il loro nome nella storia dei Red Devils grazie alle solite intuizioni di Sir Alex Ferguson: il primo, il portoghese arrivato dallo Sporting Lisbona nel 2003, lì è diventato CR7, vincendo la prima Champions League e il primo Pallone d’Oro della sua collezione.

Poi però nel 2009 ha scelto di continuare la sua carriera altrove, trasferendosi al Real Madrid e proseguendo nella costruzione della sua leggenda, che tra gol, trofei e l’eterno duello con Leo Messi, lo lascerà per sempre nella storia del calcio.

Diverso il discorso per Rooney, acquistato dall’Everton nel 2004 e rimasto a Manchester per ben 13 anni, prima di tornare nei Toffees per chiudere (forse) la sua carriera. È diventato una bandiera dei Red Devils, il centravanti inglese, superando anche un certo Bobby Charlton nella classifica dei cannonieri più prolifici della storia dello United. Due talenti puri, insomma. Ma quello del portoghese è riuscito a raggiungere ben altri livelli rispetto a quello di Wayne.

Manchester United, Rooney e Cristiano Ronaldo insieme
Rooney e Cristiano Ronaldo insieme ai tempi del Manchester United

Van der Saar svela il segreto di Cristiano Ronaldo

Il motivo prova a spiegarlo a Four Four Two Edwin van der Sar, portiere olandese che ha avuto la fortuna di giocare con entrambi, proprio nelle fila del Manchester United. E il segreto secondo lui è semplicemente nell’etica del lavoro:

Loro lavorano in modo incredibilmente duro sul campo, ma Cristiano ha raggiunto un livello più alto. Anche fuori dal campo Ronaldo rimaneva concentrato su tutto: come ad esempio far riposare bene e rinforzare il suo corpo.

Era prevedibile, in fondo, che la differenza fosse proprio lì. Nel corso della sua carriera Cristiano Ronaldo ci ha abituati alla sua cura maniacale dei dettagli al fine di migliorarsi anno dopo anno. Al contrario, Rooney è spesso caduto in quei classici eccessi (tra alcool e gioco d'azzardo) della vita privata di un calciatore. Van der Sar va però oltre e per confermare la sua teoria racconta un aneddoto particolare della sua esperienza al Manchester United insieme a CR7:

Una volta concluse le sessioni di allenamento, Cristiano si fermava spesso per lavorare sui calci piazzati. Così si avvicinava a me e chiedeva: "Edwin, puoi andare in porta?". Inizialmente gli rispondevo che ero "vecchio" e che sarebbe stato meglio chiedere a qualche portiere del settore giovanile, ma lui insisteva perché voleva cercare di fare gol a me. Così io provocavo: "Meglio se non vado io in porta Ronnie, lo sai. Chiedi al portiere di riserva, è molto meglio per la tua autostima". Quando gli dicevo così lui si agitava e rispondeva subito: "No, no, devi andare tu in porta".

D'altronde, si sa, "per diventare il migliore, devi battere i migliori". E già all'epoca Cristiano Ronaldo aveva già le idee chiare su quello che sarebbe stato il suo futuro.

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