Esclusiva FOXSports.it, Grifo: "Sogno la nazionale. Mi voleva la Lazio"

Nato in Germania ma italiano al 100%, Grifo sogna di essere finalmente convocato dalla nazionale azzurra. Intanto trascina il Moenchengladbach in Bundesliga.

Tornato da un infortunio Vincenzo Grifo è subito stato decisivo col Borussia Moenchengladbach

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E all’improvviso tutto cambia. Come succede su un calcio da fermo, che fra l’altro sono la sua specialità. Quando d’un tratto la palla finisce in rete. Quasi di sorpresa. Vincenzo Grifo è tornato, anche se forse sarebbe più giusto dire che finalmente è arrivato. Dopo un infortunio al ginocchio che lo aveva tenuto lontano dal terreno di gioco per quasi due mesi, ha esordito in Bundesliga col Borussia Moenchengladbach. Appena 12 minuti, ma è subito stato decisivo.

Il Borussia Moenchengladbach non è partito benissimo in stagione, ma soprattutto veniva dalla sconfitta per 6-1 col Borussia Dortmund. Per questo vincere era importante. Di fronte però c’era l’Hannover. Una neopromossa, sì, ma terribilmente quadrata. Imbattuta da marzo, aveva incassato appena due gol nelle prime 6 giornate.

Sul risultato di 1-1 mister Hecking si gira verso la panchina e decide di far entrare Grifo. Arrivato in estate dal Friburgo per soli 6 milioni di euro, in realtà è uno dei colpi migliori d’Europa per qualità/prezzo. L’anno scorso ha trascinato il Friburgo in Europa League a suon di gol e assist. Ora vuole far fare il salto di qualità al Borussia Moenchengladbach. E lo dimostra il suo soprannome:

Mi faccio chiamare Vince, perché voglio sempre vincere.

Esclusiva FOXSports.it, intervista a Grifo del Borussia M'Ggladbach

A pochi secondi dalla fine Grifo si è conquistato il rigore che Hazard ha poi realizzato. Ora il Borussia Moenchengladbach è in piena zona europea, a soli 3 punti dal secondo posto di Bayern Monaco e Hoffenheim. Merito del guizzo di Grifo, che in soli 12 minuti ha dimostrato di poter cambiare la stagione del Gladbach.

Grifo: cognome italiano ma vita tedesca…

Sono italiano al 100%. Mio padre viene dalla Sicilia, mia madre da Lecce. Si sono conosciuti in Germania quando entrambi già vivevano qui. Per questo sono nato e cresciuto in Germania. Studiavo alla scuola tedesca, ma a casa ho sempre parlato italiano che so perfettamente. Per questo mi sento, anzi, sono italiano. Ho il passaporto italiano, non quello tedesco.

A Moenchengladbach ci sono tanti italiani?

Ancora non li ho incontrati, ma so che ci sono. Così come diversi ristoranti italiani.

La presentazione di Grifo
Vincenzo Grifo il giorno della sua presentazione al Borussia M'Gladbach

Vediamo se si sente davvero italiano: pasta o salsiccia?

Pasta.

Vino o birra?

Non bevo alcolici.

Donne italiane o tedesche?

Di Agrigento, come la mia ragazza. Anche lei è italiana ma è cresciuta in Germania. È soprattutto per lei se preferisco le donne italiane.

Qual è il suo primo ricordo legato al calcio?                     

Ero molto piccolo: avrò avuto 4 o 5 anni. Mio nonno paterno mi regalò un maglione con sopra l’immagine di Roberto Baggio che all’epoca giocava per l’Inter. Ero affezionatissimo a quel maglione.

Vincenzo Grifo
Vincenzo Grifo

Il Gladbach in estate l’ha pagata solo 6 milioni: nel calcio moderno un affarone…

Non importa quanto sia stato pagato, voglio solo dimostrare che posso essere importante per questa squadra. Mi è dispiaciuto di dover aspettare così tanto per dare il mio contributo alla squadra. L’infortunio mi ha rallentato un po’ tutto, ma sono venuto qui per giocare titolare.

Ed ha subito risolto la partita con l’Hannover: quanto è importante quella vittoria?

Importantissima. Ci ha dato molta consapevolezza. In classifica ora stiamo messi piuttosto bene, l’Hannover non aveva mai perso. Non è importante che sia una neopromossa, chi ci capisce di calcio sa che contro squadre così non è facile vincere.

Grifo
Vincenzo Grifo con la maglia dell'Under 21

Ci crede alla Nazionale?

È il mio sogno. Diciamo che giocando all’estero non è semplicissimo farsi notare. Spero che la situazione cambi presto. Ci sono alcuni giocatori italiani interessanti in giro per l’Europa. Ho giocato per l’Under 21 italiana, ci spero tanto di arrivare anche alla nazionale maggiore. La decisione però spetta sempre al CT.

Mai stato vicino alla Serie A?

Nel 2012 mi voleva la Lazio. Mi voleva il ds Tare. Devo dire che quello biancoceleste è un bel club. All’epoca però ero molto giovane e decisi di andare all’Hoffenheim che era vicino a casa mia. Giocavo per il Karlsruhe, e andando all’Hoffenheim potevo restare in zona. Io al Gladbach sto molto, molto bene, e sono fiero di giocare per un club così importante e storico. Ma chissà, un giorno forse giocherò anche in Italia…. 

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