Kutuzov non ha perdonato: "Masiello? Quando lo vedo spengo la tv"

L'ex attancante del Bari non dimentica la vicenda di calcioscommesse che ha visto coinvolto il difensore dell'Atalanta: "Buon calciatore, ma prima bisogna essere uomini"

Vitali Kutuzov

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Senza peli sulla lingua. Vitali Kutuzov ricorda tutto delle sue esperienze in Italia. L'ex attaccante di Bari e Avellino, proprio a pochi giorni dalla sfida del campionato cadetto tra le due squadre, rilascia un'intervista a Tuttocalciopuglia.com.

Al sito internet racconta la crescita personale avuta sotto la guida tecnica di Antonio Conte e Giampiero Ventura. Ma c'è una cosa soprattutto che non ha dimenticato: la fiducia tradita da un suo compagno, Andrea Masiello.

L'attuale difensore dell'Atalanta venne squalificato per due anni e cinque mesi nel filone d'inchiesta legato al calcioscommesse. Troppo poco per il bielorusso. Che non ha perdonato l'accaduto e quindi ci va giù duro: "Prima di essere calciatori, bisogna essere uomini". Kutuzov ha ancora il rammarico di quella stagione maledetta per sé e per i compagni "innocenti".

Calcioscommesse, Kutuzov non dimentica: "Masiello? Quando lo vedo spengo la tv"

Andrea Masiello
Andrea Masiello, al Bari dal 2008 al 2011: squalificato per calcioscommesse per 2 anni e 5 mesi

Kutuzov, che ha cambiato sport e ruolo (attualmente è il portiere dell'Hockey Club Diavoli Rossoneri Sesto San Giovanni), non accetta giustificazioni, non perdona a Masiello la vicenda legata al calcioscommesse:

Quando lo vedo, spengo la televisione. Mi dispiace per lui perché è un buon calciatore. Ma prima di essere giocatori, bisogna saper essere uomini.

Antonio Conte
Antonio Conte, 48 anni, ha allenato il Bari dal 2007 al 2009

Toni decisamente diversi, invece, per i due allenatori che forse gli hanno dato di più durante i suoi anni in Italia:

Conte e Ventura parlano la stessa lingua a livello calcistico; all’inizio della mia esperienza barese con Conte, mi sembrava di fare le stesse cose precedentemente viste con Ventura a Pisa. Ho appreso tanto da entrambi. L'attuale allenatore del Chelsea aveva tutti gli ingredienti per diventare un vincente: viveva con la squadra, chiedeva a ciascuno di noi come stessimo ogni singola mattina. Aveva voglia di arrivare e tanta qualità mischiata ad esperienza calcistica. All’epoca fu fondamentale anche la presenza del professor Ventrone, il suo preparatore atletico, che ci faceva lavorare in maniera durissima, quasi al di là dei nostri limiti.

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