VAR: regole e statistiche, gioie e dolori

Ecco il protocollo del Video Assistant Referees dopo le lamentele di Allegri e Cairo. E Tavecchio replica: "Si gioca soltanto 1’50” in più, il resto sono chiacchiere...".

VAR

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VAR la pena ricapitolare le regole perché le polemiche nel calcio non sono diminuite, anzi. Prima la batttua di Massimiliano Allegri, tecnico della Juventus, poi il commento di Urbaino Cairo, presidente del Torino. E abbiamo preso a esempio le due fazioni della stessa città, proprio per dimostrare che in questo momento nessuno sembra contento del calcio 2.0 e tutti si lamentano, da una parte e dall'altra.

Allegri, dopo la trasferta di Bergamo con l'Atalanta, ha fatto capire in modo ironico di non apprezzare il tempo impiegato dal VAR (Video Assistant Referees) per prendere una decisione: "La moviola in campo va usata solo per episodi oggettivi. Se continuiamo così, a marzo le partite dureranno 4 ore".

Cairo, invece, a quanto pare si è fatto proprio i conti. "Ci hanno tolto 4 punti! A Bologna ci hanno annullato un gol valido e prima non hanno visto un rigore su Belotti perché la Var non funzionava, contro il Verona il gol di Kean era in fuorigioco. La VAR resta una buonissima innovazione, è solo da mettere a punto: gli arbitri nel dubbio dovrebbero sempre far finire l’azione e poi semmai fischiare, sapendo che tanto c’è anche la moviola. Diciamo che il Toro è un candidato per essere una delle 'vittime' di questo nuovo corso...".

VAR: regole e statistiche, gioie e dolori

Carlo Tavecchio
Carlo Tavecchio, 74 anni, Presidente della FIGC dall'11 agosto 2014

Di mezzo, naturalmente, si è messo il presidente federale Carlo Tavecchio, che ha replicato a margine della presentazione del nuovo logo della FIGC. Per lui, quelle ascoltate finora, sono soltanto chiacchiere da... VAR:

Il Var in 7 giornate ha riconosciuto un solo errore, confermato 4 decisioni arbitrali e apportato 21 cambiamenti. Senza il Var queste 21 decisioni avrebbero preso un’altra strada. Questo è l’unico discorso che tiene, il resto sono chiacchiere. Allegri dice che si rischia di giocare 4 ore a primavera? In questo momento il Var, nonostante i ritardi, sta facendo giocare di media un 1’50” in più rispetto a prima. Noi dobbiamo guardare le statistiche. Quelle contano, non le chiacchiere. Bisogna avere pazienza, siamo considerati in maniera egregia dalla Fifa.

Ecco spiegato cosa prevede il protocollo

Luca Banti
Luca Banti, 43 anni, sezione di Livorno: ha concesso 2 rigori con il VAR in Genoa-Juventus

Partiamo dai principi fondamentali. Punto primo: sarà sempre l'arbitro a prendere la decisione finale. Secondo: la decisione arbitrale sarà cambiata solo se il video dimostrerà che si tratti di un chiaro errore. Il terzo punto è sulla domanda che deve porsi il VAR nel valutare un determinato episodio, che non deve essere "È stata presa la decisione migliore?", ma la seguente: "È stata presa una decisione chiaramente sbagliata?". Insomma, un approccio per riscontrare la minima interferenza e apportare il massimo beneficio.

Ci sono 4 diversi tipi di casi che il VAR deve controllare. In ordine: il gol (fuorigioco, possibile fallo della squadra attaccante, pallone dentro o fuori dal campo prima di una rete, il gol-no gol); il calcio di rigore (se ci sia fallo o meno, se sia dentro o fuori l'area di rigore, se ci sia un precedente fallo della squadra attaccante, se il pallone sia uscito prima del fallo da penalty); il fallo grave di gioco e le violenze (solo per rossi diretti); gli errori di identità (il VAR dovrà controllare se l'arbitro ammonisce o espelle il giocatore sbagliato).

La velocità e chi può iniziare una review

Piero Giacomelli
Piero Giacomelli, 39 anni, della sezione di Trieste alle prese con una review "on field"

Il protocollo stabilisce anche la velocità che deve utilizzare il VAR per la valutazione di un episodio: "Slow Motion Replays" per il punto di contatto di infrazioni tecniche (per esempio il fallo di mano), la "velocità normale" invece per determinare l'intensità di un fallo oppure per capire se un fallo di mano sia volontario o meno.

Ma chi può iniziare una review? Solo e soltanto l'arbitro. Gli altri ufficiali di gara (gli assistenti, il quarto uomo o il VAR stesso) possono solo consigliare la review. Che avviene per 2 diversi motivi: il Var (o un altro ufficiale) consiglia che la review debba iniziare per un chiaro errore oppure l'arbitro stesso sospetta che un grave errore sia stato commesso o qualcosa di "serio" sia stato perso. Con una specifica: se il gioco è continuato, l'arbitro dovrà fermare il gioco il prima possibile in una "zona neutra"; se il gioco è fermo l'arbitro dovrà ritardare la ripresa del gioco per consentire al VAR di effettuare la revisione. Che andrà sempre iniziata e conclusa con il chiaro gesto della TV da parte dell'arbitro.

Conta la decisione giusta, non il tempo impiegato per prenderla...

Atalanta-Juventus
La Juventus protesta con Damato per il gol annullato a Mandzukic (gomitata di Lichsteiner a Gomez)

Le prime 7 giornate di campionato ci hanno già abituato a due tipi di revisione: quella sulla base del VAR e quella "on field", cioè con un monitor in campo. Non sono revisionabili né le riprese del gioco (corner, rimesse laterali, calci di rinvio, errati posizionamenti) né tantomeno le ammonizioni. Il protocollo sottolinea una cosa fondamentale: l'accuratezza della decisione è più importante della velocità della revisione.

L'introduzione del VAR porta a un conseguente cambiamento dell'atteggiamento che dovrà avere il calciatore in campo. Ad esempio i giocatori non dovranno fermarsi se vedranno l'assistente alzare la bandierina, ma dovranno farlo soltanto quando sentiranno il fischio dell'arbitro. Conta quello. Se i calciatori in campo chiederanno la review o entreranno nell'area della review dovranno essere ammoniti. Discorso diverso per gli occupanti delle due panchine: in questo caso è prevista l'espulsione.

Le indicazioni all'arbitro

VAR
Il VAR nella postazione con i monitor

L'arbitro non dovrà mai far riprendere il gioco con la review in corso. Il VAR dovrà selezionare una delle 4 camere per essere sicuro di avere la visuale migliore dell'incidente. Dovrà comunicare il prima possibile la decisione all'arbitro (per decidere può chiedere all'operatore un altro angolo di visuale oppure di vedere l'azione più lentamente e fermarla al momento del contatto).

L'AVAR (il secondo VAR) invece dovrà sempre seguire il match sullo schermo live senza farsi incuriosire dalla review sul monitor del primo VAR. Nel protocollo sono presenti anche le linee guida per gli assistenti: dovranno sempre prendere una decisione senza aspettare il VAR, in caso di dubbio rimanere giù con la bandierina (come sempre) e comunicare un eventuale dubbio. 

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