NBA: Westbrook uomo franchigia dei Thunder invoglia George e Melo

Russell Westbrook rinnova con gli Oklahoma City Thunder diventando l'uomo simbolo della storia della franchigia e chiudendo un'estate clamorosa con il botto.

OKC ha il suo dominatore

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È stata l'estate dei giocatori migliori, delle franchigie che volevano diventare grandi, di chi voleva creare il proprio superteam, o di chi invece voleva semplicemente cambiare aria e trovare nuove motivazioni. Sono sostanzialmente questi i temi della offseason NBA che si è appena conclusa con più colpi di teatro di Prison Break. E anche una volta arrivati in fondo al film dell’estate NBA, sono arrivati botti che hanno reso tutto ancora più epico.

Quello più fragoroso riguarda senza ombra di dubbio Russell Westbrook e gli Oklahoma City Thunder che già avevano abbellito la loro estate con colpi di mercato sotto forma di trade che somigliavano più a furti con scasso che a scambi in win-win situation. Sam Presti dopo aver ripagato l'atto di fede di una stagione da parte di Westbrook con l'arrivo di Paul George e Carmelo Anthony, gli aveva appoggiato sul tavolo il rinnovo più ricco della storia NBA.

Nella scorsa settimana aveva ostentato una certa calma nel far capire a tutti che nella casella della posta di Russ ci fosse un'offerta seria e probabilmente era anche a conoscenza di quale sarebbe stato l'epilogo. 

NBA, Russell Westbrook re di Oklahoma City: why not?

L’MVP dell’ultima stagione ha firmato un rinnovo con i Thunder che lo legherà per cinque anni a 205 milioni di dollari complessivi con il suo grido di battaglia "Why not?". Dalle sue parole sembrava già deciso da un po' sulla scelta:

Lo avevo detto. Non avevo una singola ragione per andarmene da Oklahoma City, da questi tifosi e da un’organizzazione incredibile. Mi hanno sempre fatto sentire a casa, si sono preoccupati da subito della mia famiglia e io ora non voglio giocare con altra maglia che questa.

Allora perchè attendere fino al 29 settembre? Quel giorno era il compleanno di Kevin Durant. Sembra una concomitanza di eventi troppo forzata per essere casuale e pur lasciando per sempre quell’alone di dubbio, il tam tam che si è creato sui social network, generato da alcune delle penne più autorevoli d’America, fa pensare che un fondo di premeditazione in questo ci sia. Ma dopo aver analizzato tra il serio e il faceto le tempistiche dell’annuncio bisogna andare a fondo di questo rinnovo.

I Thunder si vincolano mani e piedi a Westbrook e dovranno sopportare che il suo fisiologico, ancorchè eventualmente lieve, declino vada in modo inversamente proporzionale con il suo salario, infatti sebbene le stime del salary cap NBA non siano ancora possibili (bisognerà aspettare l’estate), OKC potrebbe arrivare all'ultimo anno di contratto della propria stella a quota trentaquattro anni e più del 35% del cap della squadra. Questo renderebbe tutto incredibilmente difficile nel caso sia Paul George che Carmelo Anthony diventassero unrestricted Free Agent la prossima estate.

I big three dei Thunder

Domino effect

Sembra improbabile che Melo possa rinunciare a ventisei milioni per sondare il mercato, mentre per George il discorso è diverso perchè in tanti erano già pronti ad accettare il suo prestito annuale per poi vederlo volare ai Lakers. Anche se c’è un "ma":

Il messaggio di Russell è d’incredibile attaccamento, riconoscenza e voglia di rappresentare una città. Ha mandato un chiaro segnale a tutti con questa scelta rendendo questa città un pozzo d'euforia, sebbene già ribollisse di entusiasmo. Questo renderà la mia scelta molto più facile quando arriverà il mio momento.

Queste parole di George sono un vero e proprio tracciante nei cuori di chi pensava già all’assalto con successo per l’ex stella dei Pacers. L’effetto domino positivo che il rinnovo di Westbrook può avere su George è incalcolabile e in caso PG dovesse dimostrare lo stesso commitment verso OKC e i Thunder, allora saremmo davanti a un superteam che ha non solo una stagione one shot per provare a vincere, ma bensì alcuni anni di perenne lotta per il titolo.

Il sempre preciso Kevin Pelton di ESPN Insider ha voluto analizzare in cifre il rinnovo di Westbrook paragonandolo ad alcune situazioni simili del passato o progetti future sul suo rendimento e ovviamente le sue parole quando si parla di advanced stats sono legge, ma l’influsso che l’MVP ha dato con questo rinnovo va letto a 360° e garantisce a Presti di rimanere competitivo ad alto livello di Western Conference per questo e anni a venire. 

Lottare per il titolo ad ogni stagione dal 2011 al 2016, perdere un MVP andato alla diretta concorrenza e dopo un anno interlocutorio, ripresentarsi con tre stelle e la possibilità di tornare a giocare per l'anello nelle prossime tre o quattro campagne rende l’estate di Presti, dei Thunder e di Westbrook qualcosa da ricordare…come dicono gli americani concentrando un ampio concetto in poche parole:whatever it takes.

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