MMA: Jonno Mears chiude la prima boston crab della storia

Una delle sottomissioni più celebri del pro-wrestling trova spazio anche nelle MMA: Jonno Mears, fighter d'oltremanica, sconvolge il mondo con la sua boston crab.

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Ammettetelo: chi di voi, giovani degli anni '80 e '90, non ha mai provato ad emulare una delle svariate mosse messe in atto dai propri beniamini in WWF/WWE? Dalla Sweet Chin Music alla spear, passando per la chokeslam o la frog splash. Senza dubbio vi sarà capitato almeno una volta di tentare una improbabile boston crab, che altro non è che la più comune tecnica di sottomissione di tutto il pro-wrestling. La realizzazione? Semplicissima. Avversario con la pancia per terra, seduta sulla schiena del malcapitato e via con la tirata di gambe più forte che possa essere esercitata. L'innaturale estensione addominale, se la tecnica è effettuata con veemenza, porta chi la subisce a gettare la spugna.

E se vi dicessimo che nei giorni scorsi è venuta fuori la prima boston crab nel mondo delle MMA? No, non siamo usciti di senno. Prima che ve lo chiediate, no: non stiamo parlando della inverted vista un po' di tempo fa nella Spartyka Fight League. Ci troviamo nella promotion inglese Full Contact Contender, e nell'incontro tra Jonno Mears ed Aaron Jones il primo finalizza l'avversario con la tecnica resa famosa da Chris Jerico sotto il nome di "Walls of Jerico".

Chiaramente il video dell'impresa è sin da subito divenuto virale, con Mears che è stato addirittura contattato da Ariel Helwani per raccontare tutti i dettagli dell'accaduto ai microfoni di MMA Fighting.

Ho sempre amato le tecniche del pro-wrestling, le riproducevo spesso su mio fratello minore dopo averle studiate. Sapevo che la cosa avrebbe avuto un buon riscontro a livello mediatico, ma tutta questa attenzione suscitata in così poco tempo mi ha un po' sconvolto. Come sono arrivato alla boston crab? Semplice: avevo capito di poter sottomettere il tizio. Quando sono andato giù avevo pensato in primis ad una peruvian necktie, ma la chiusura al mento non me l'ha permesso.

Nello scramble ho perso la monta e così mi son detto: "Perché non provarci?". Lì per lì non l'avevo tirata più di tanto, perché ero conscio dei rischi per la spina dorsale. Lui però non batteva, e quindi ho tirato un po' di più nel momento in cui ho fatto la linguaccia. A scanso di equivoci però vi dico: non credo ci siano molte altre tecniche del pro-wrestling pronte ad essere trasportate nelle MMA, come ad esempio la Tombstone Piledriver.

MMA: Jonno Mears diventa una star

Dopo la fantastica finalizzazione di pochi giorni fa Jonno Mears è diventato un eroe della rete: tra chi auspica senza alcun senso logico un suo arrivo in UFC e chi lo vorrebbe in WWE vi è però la concretezza del trentaquattrenne di Bury, che ha chiarito come il suo bisogno di combattere sia figlio in primis della volontà di divertirsi, come trasparito dal match in FCC.

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