Referendum Catalogna: dall'Australia per non vedere il Barcellona

Una famiglia parte dall'Oceania per vedere Barcellona-Las Palmas e... Neymar. La beffa con la decisione della partita a porte chiuse: biglietto acquistato ben 3 mesi fa

793 condivisioni 5 commenti

di

Share

I più sfortunati sono loro, non c'è dubbio. Tre persone, un bambino in mezzo, una sola famiglia: un viaggio di più di 17mila chilometri per vedere vincere il Barcellona e ammirare i numeri di Neymar. Ok, le giocate di Neymar s'erano andate a far benedire quest'estate per colpa del Paris Saint Germain: clausola rescissoria da 222 milioni di euro pagata come se fosse un conto al ristorante e il talento brasiliano che di conseguenza va a giocare sotto la Torre Eiffel.

Ma la famiglia in questione, alla fine, non ha visto nemmeno il Barcellona. E dire che c'era partita dall'Australia per seguire da vicino almeno Lionel Messi, l'altro fenomeno blaugrana. Invece c'è poco da fare quando la sfortuna ha deciso di puntarti.

Biglietto prenotato 3 mesi fa, quando l'ipotesi del rinvio della partita con il Las Palmas e tantomeno la soluzione d'emergenza a porte chiuse non erano minimanente immaginabili. È una delle storie del Camp Nou di questo frenetico, critico e tesissimo 1 ottobre 2017. Il referendum per l'indipendenza catalana, oltre agli incidenti registrati ai seggi tra gli elettori e le forze della polizia di Stato intervenute per impedire l'accesso, ha portato anche ad altre conseguenze, magari più futili, intorno allo stadio del Barca. Futili sì, ma comunque complicate da spiegare. Soprattutto a un bambino arrivato a Barcellona dall'altra parte del mondo. 

Referendum Catalogna: famiglia arriva dall'Australia e resta fuori al Camp Nou

Eccoli in posa, comunque col sorriso stampato in faccia. Nonostante abbiano capito ormai di non avere più speranze di vedere la partita di Liga tra Barcellona e Las Palmas. Non si gioca, poi si gioca, il possibile rinvio, infine la decisione di disputare il match a porte chiuse. E quindi niente da fare per loro tre, i più sfortunati tra i tifosi accorsi al Camp Nou. Quantomeno per il discorso logistico di cui sopra.

Ma la loro non è l'unica storia del genere: fuori allo stadio del Barcellona resta anche un'altra coppia di tifosi accorsi da Manchester. Viaggio più comodo e più breve rispetto alla famiglia australiana, sicuramente. Ma partire alle 4 di mattina e ritrovarsi i cancelli chiusi davanti deve essere lo stesso tutt'altro che piacevole. E dire che le loro pretese erano minori: avrebbero voluto ammirare soltanto Sergi Roberto. Mica Neymar...

Barcellona-Las Palmas a porte chiuse, la reazione dei social

Intanto in campo il Barcellona piega il Las Palmas 3-0 grazie alle rete di Busquets e alla doppietta di Messi. La squadra di Valverde continua a viaggiare a punteggio pieno dopo 7 partite. Anche a porte chiuse, con un commosso Gerard Piqué che al triplice fischio accusa il Presidente del Governo e apre addirittura a un possibile addio alla nazionale spagnola.

Tra le tante fotografie del match ce ne sono due più significative delle altre: la prima con le squadre schierate prima dell'inizio della gara, la seconda con Messi intento a battere un corner con gli spalti deserti a fargli da sfondo.

Una desolazione di stadio nel giorno del referendum per l'indipendenza catalana e i conseguenti scontri fuori ai seggi. Il mondo dei social, come accade spesso in queste occasioni, regala spunti e tweet originali. C'è chi scrive e lancia frecciatine agli italiani: "Vedere il Camp Nou vuoto per le manifestazioni mi dà un senso di pace. In Italia tutti avrebbero abbandonato le strade per gli stadi...". Possibile.

C'è chi critica l'operato della Guardia Civil: "Al Camp Nou a porte chiuse ho visto dare molti meno calci al pallone di quanti ne abbiano dati ai catalani alle urne". C'è chi infine rimane particolarmente colpito dall'assenza del pubblico: "Il Camp Nou deserto è l'emblema dell'eccezionalità di quello che sta succedendo a Barcellona". Come dargli torto.

Che poi bisogna dirlo, i tifosi del Barcellona avrebbero desiderato il rinvio della partita, definendo la richiesta come "un appello alla dignità". Perché il Barcellona è Més que un Club e quindi va oltre all'aspetto sportivo. Ora però andate voi a spiegarlo alla famiglia arrivata dall'Australia?

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.