Referendum Catalogna, Guardiola: "Barcellona, io non avrei mai giocato"

Il tecnico del Manchester City commenta la giornata nera della Catalogna: "Sono triste, la polizia ha picchiato le persone come se avessero rapinato una banca...".

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Non poteva rimanere in silenzio. Lui che a un'ora di macchina da Barcellona ci è nato, precisamente a Santpedor. Lui che a Barcellona ha passato 11 anni da calciatore (263 presenze) e 5 da allenatore, compresa una stagione come tecnico della seconda squadra. Pep Guardiola si dice disgustato dagli scontri in Catalogna: una domenica di dolore che ha cancellato le gioie del sabato, giorno in cui il Manchester City ha piegato il Chelsea di Antonio Conte.

Guardiola si è ripreso la vetta della Premier League riagganciando i rivali dello United. Ma non può esultare: si definisce triste e amareggiato per quanto successo ieri, nel giorno del referendum per l'indipendenza catalana. Se la prende con la polizia di Stato, rea di aver picchiato delle persone indifese che avevano espresso la semplice volontà di votare.

Ce l'ha con il governo spagnolo e anche con i mezzi di comunicazione, colpevoli di aver stravolto la realtà e di nascondere le documentazioni degli incidenti avvenuti fuori ai seggi. Dopo lo sfogo di Gerard Piqué, commosso alla fine della partita con il Las Palmas disputata a porte chiuse (i blaugrana avevano richiesto il rinvio del match), anche Guardiola commenta la domenica nera della Catalogna. "Io non avrei mai giocato in una situazione simile", glissa alla fine dell'intervista rilasciata a Catalunya-Radio.

Referendum Catalogna, Guardiola critica: "Barcellona, io non avrei mai giocato"

Josep Guardiola
Josep Guardiola, 46 anni, al Barcellona 11 anni da calciatore e 5 da allenatore

Le parole di Guardiola, da sempre schierato per l'indipendenza della Catalogna, sono state riprese subito in tutta la Spagna. Il tecnico rivendica la libertà di espressione che un Paese civile dovrebbe sempre salvaguardare.

Ho vissuto tutto questo con molta tristezza. Hanno picchiato chi stava semplicemente andando a votare. Non andavano a rubare in banca, ma a votare! "El Paìs" dice che abbiamo attaccato la polizia... con cosa? Con i voti? A una ragazza hanno rotto tutte le dita... Qui tante persone vogliono darci delle lezioni, ma sono imputate in migliaia di casi. Quindi la domanda è questa: quali insegnamenti vorrebbero darci?

Sono emersi dei filmati con degli ufficiali di polizia che hanno utilizzato bastoni e proiettili di gomma contro la folla fuori ai seggi. Guardiola pretende delle spiegazioni da parte del Governo spagnolo e confida che ieri, fosse stato ancora un calciatore del Barcellona, non sarebbe mai sceso in campo per la partita di Liga con il Las Palmas.

Non avrei giocato la partita. E se proprio fosse stato necessario, allora non l’avrei fatto a porte chiuse. Non vogliamo che pensino che noi non abbiamo voglia di Spagna, perché parliamo di un Paese incredibile, con la sua letteratura, il suo sport e le sue città. Ma bisogna anche capire che c’è una popolazione che vuole decidere il proprio futuro. La Spagna cercherà sicuramente di nascondere la realtà sugli avvenimenti di ieri, ci penserà il resto del mondo a mostrarlo. Sono state ferite delle persone con proiettili di gomma, tra l’altro illegali in Catalogna. Ora il primo ministro dovrà rispondere di tutto ciò, visto che rimane il primo ministro di tutti gli spagnoli. E oltre tutto, non sappiamo nemmeno se la Catalogna avrebbe votato per essere indipendente o meno…

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