Piqué piange: "Se do fastidio in Nazionale, faccio un passo indietro"

Il difensore del Barcellona commosso nel giorno del referendum per l'indipendenza: "Io catalano orgoglioso, oggi l'esperienza calcistica più brutta della mia vita...".

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L'esperienza calcistica più brutta della sua vita. Gerard Piqué l'ha definita così, la partita tra il suo Barcellona e il Las Palmas. Gara a porte chiuse, vicina al rinvio fino a pochi minuti dal fischio d'inizio, per la criticità vissuta dalla città catalana in seguito al referendum per l'indipendenza non ammesso e considerato anti-costituzionale dallo Stato.

In campo finisce 3-0, con Busquets e il solito Messi (doppietta) a finire sul tabellino dei marcatori. Ma il calcio giocato, stavolta, è senza dubbio la cosa meno importante. Per Barcellona è stata una giornata di fuoco.

Gerard Piqué, intervistato in zona mista, non riesce a trattenere le lacrime. Il difensore del Barcellona si commuove davanti ai cronisti che gli domandano le sensazioni di un momento del genere, vissuto intensamente dentro e soprattutto fuori dal campo. Piqué piange e allo stesso tempo attacca Mariano Rajoy, Presidente del Governo spagnolo.

Piqué in lacrime: "Se do fastidio in Nazionale, allora faccio un passo indietro"

Il referendum per l'indipendenza, gli incidenti registrati ai seggi tra gli elettori e le forze di polizia che hanno impedito loro l'accesso. Poi la richiesta di rinviare la partita, per motivi di sicurezza, da parte del Barcellona dopo un vertice d'emergenza tra la dirigenza e i Mossos d'Esquadra, le forze di polizia locali.

Sui social i tifosi invitano i propri idoli a non disputare la partita. In molti lo definiscono "un appello alla dignità". Alla fine si gioca a porte chiuse: un eventuale assenteismo da parte del Barcellona avrebbe portato al 3-0 a tavolino in favore del Las Palmas e anche a un'ulteriore situazione di tensione in città. Piqué guida la difesa di Valverde e poi sbotta in mixed zone dopo il triplice fischio:

Quando si vota si può votare sì, no oppure consegnare la scheda in bianco. Però si vota. In questo Paese per molti anni c’è stato il franchismo, la gente non poteva votare, e credo che questo sia un diritto che bisogna difendere. Sono e mi sento catalano, oggi più che mai. Mi sento orgoglioso della gente della Catalogna perché credo che si sia comportata meravigliosamente come sempre durante gli ultimi 7 anni in cui non è successo nulla. Mariano Rajoy? Il Presidente del Governo va in giro per il mondo con la carica che ha e poi non sa nemmeno parlare inglese...

Il possibile addio alla Spagna: "Se do fastidio, allora faccio un passo indietro"

Gerard Piqué
Gerard Piqué, 30 anni, ha collezionato 89 presenze con la maglia della Spagna (5 gol)

Capitolo Spagna. Piqué apre al possibile addio: il difensore fa capire che tiene alla nazionale iberica (dove finora ha collezionato 89 presenze), che non vorrebbe rinunciarci. Ma c'è un però: non deve e non vuole diventare un "disturbo" per nessuno. La sua partecipazione al Mondiale in Russia, a questo punto, è fortemente in dubbio.

Oggi non c’è stata nessuna protesta violenta ed è dovuta venire la Polizia Nazionale e la Guardia Civil per comportarsi come hanno fatto. Credo di poter continuare a giocare con la nazionale spagnola, perché penso che ci sia tantissima gente in Spagna totalmente contraria a quello che è successo oggi in Catalogna e che crede nella democrazia. Altrimenti non ci andrei. Però se il mister o qualcuno in Federazione crede che io possa essere un problema o che disturbi, allora non ho problemi a fare un passo indietro e lasciare la Nazionale prima del 2018.

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