Paris Saint-Germain, Dani Alves: "Avrei voluto essere un musicista"

Il brasiliano si confessa: "Avrei preferito suonare o fare il pilota di Formula 1. Ma il sogno di mio padre era il calcio, così è diventato anche il mio".

PSG, Dani Alves voleva diventare un musicista

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Che Dani Alves sia una delle personalità più istrioniche del calcio moderno non è certo una sorpresa: il brasiliano del Paris Saint-Germain, oltre ad essere un grande giocatore, si è sempre dimostrato un ragazzo dalla forte personalità e dal carattere particolarmente estroverso.

Ma per l'ennesima volta, il terzino ha stupito tutti rivelando in un'intervista rilasciata al sito britannico FourFourTwo che il suo sogno quando era bambino non era quello di diventare un calciatore, bensì essere un musicista.

Dani Alves ha dichiarato che la sua decisione di intraprendere la carriera da giocatore deriva dall'amore per il calcio del padre, che è sempre stato il suo idolo. Nell'intervista, il giocatore della Nazionale brasiliana ha parlato anche dei momenti più importanti della sua carriera e di cosa vorrebbe cambiare nel mondo del calcio.

Paris Saint-Germain, Dani Alves: "Il mio sogno era diventare un musicista"

Dani Alves ha aperto l'intervista rivelando che il momento in cui ha capito di avercela fatta come calciatore è stato quello in cui ha visto suo padre piangere per lui. Il terzino del Paris Saint-Germain ha più volte ribadito l'importanza della figura di suo padre, che gli ha trasmesso l'amore per il gioco.

Il calcio era il suo sogno ed è diventato anche il mio. Io avrei preferito diventare un musicista o magari il pilota, ma ho accettato l'idea di diventare un calciatore e l'ho fatto come non avrei mai immaginato. Ho realizzato il sogno di mio padre, che è il mio idolo.

Al brasiliano del Paris Saint-Germain è stato chiesto anche quale fosse il momento più felice della sua carriera e il 34enne non ha avuto dubbi: il debutto con la maglia del Brasile. Mentre per quello più triste, Dani Alves ha voluto citare le disgrazie capitate a due suoi compagni di squadra.

Il giorno migliore della mia carriera è stato sicuramente quello in cui ho debuttato per la Seleçao, è il sogno di ogni giocatore. Quelli più tristi sono stati quello della morte di Antonio Puerta e quello in cui ho scoperto che il mio amico Abidal era malato.

In ultimo, Alves ha parlato dei cambiamenti che vorrebbe fare nel mondo del calcio e il concetto su cui si è concentrato maggiormente l'ex giocatore di Barcellona e Juventus è stato quello del rispetto, che secondo lui sta lentamente abbandonando questo gioco.

Penso che il calcio stia perdendo il rispetto, cambierei le persone che lo dirigono per interessi e non per amore del gioco. Un tempo era un divertimento, ora è diventato soltanto business. Inoltre c'è troppa violenza ormai, non è accettabile che i bambini non vadano allo stadio per questo.

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