Premier League, fallimento Hart: Guardiola lo aveva predetto

Hart continua a deludere: dopo la bocciatura targata Pep Guardiola l'estremo difensore non ha affatto dimostrato di essere un top player.

Joe Hart, portiere del West Ham

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Un Pep Guardiola quantomai profetico. Era l'agosto 2016 quando il tecnico catalano, al primo anno sulla panchina del Manchester City, scaricò senza mezzi termini l'estremo difensore della nazionale inglese Joe Hart, allora idolo della tifoseria. Nell'argomentare la scelta l'ex mister del Bayern Monaco fu laconico, chiudendo semplicemente con un: "Lui sa cosa cerco in un portiere, ed io non amo avere in rosa calciatori infelici". Al suo posto arrivò Claudio Bravo dal Barcellona, che fu protagonista di una stagione tormentata, ricca di errori e incertezze.

Hart è un giocatore di spessore, ma non ci aspettavamo tutti questi errori da parte di un nazionale inglese. Ciò non toglie come abbia fatto vedere anche buone cose in Italia. 

(Urbano Cairo su Joe Hart)

Il resto è storia più o meno conosciuta: Hart arriva al Torino in pompa magna, accolto da una folla in festa negli ultimi giorni della sessione estiva di calciomercato 2016-2017. Un posto da titolare subito strappato al buon Daniele Padelli, un grande apporto dal punto di vista umano ma alcune incertezze tra i pali - soprattutto nelle uscite - hanno trasformato l'operazione rilancio in una stagione di sofferenza, fatta di dubbi sull'effettivo potenziale di un portiere che in Premier League, salvo rare occasioni, aveva sempre offerto un buon rendimento.

Con un passato da operaio tra i pali di un top club, Hart non è riuscito neanche a confermarsi come stella di una società di fascia medio-alta. I 13 gol subiti in 6 partite - con 2 clean sheet messi a referto - sono anche la perfetta cartina tornasole del momento vissuto dal suo West Ham, club in cui è arrivato in prestito nei mesi scorsi e attualmente terzultimo in campionato. Nel frattempo le prestazioni non sempre eccezionali con la maglia degli Hammers non hanno fatto altro che acclarare, a distanza di un anno, la tesi portata avanti da Guardiola: Hart non è un top player nel suo ruolo. E le cose non sembrano andare per il meglio neanche con la selezione dei Tre Leoni: Jack Butland e Jordan Pickford rappresentano infatti il nuovo che avanza, e a suon di prestazioni con le rispettive società potrebbero seriamente mettere in dubbio la titolarità dell'ex Toro nel breve periodo.

Premier League, Hart e Guardiola: quale epilogo al Manchester City?

Probabile che il ciclo di Hart al Manchester City sia comunque finito, e questo a prescindere da quelli che saranno gli anni di permanenza di Guardiola sulla panchina d'oltremanica. Le prestazioni in calando dell'estremo difensore lo porteranno ben presto a dover salutare gli Sky Blues a titolo definitivo, calciomercato permettendo. Ecco perché l'annata al West Ham assume dunque importanza fondamentale: confermarsi a discreti livelli in patria potrebbe fruttare ad Hart un'ultima chiamata importante, dandogli modo di dimostrare al suo arcinemico Pep come, nonostante tutto, la sua opinione non fosse poi così giusta.

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