NBA: Wade e James di nuovo insieme, Irving da Robin a rivale diretto

Wade lascia i Bulls e la sua città Natale per inseguire un altro titolo. Lo farà con l'amico di tante battaglie LeBron James che lo ha voluto a Cleveland per tornare sul tetto della NBA.

James e Wade vogliono riportare il titolo a Cleveland

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Le amicizie, così come gli amori, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Il famoso Banana Boat di qualche anno fa che vedeva coinvolti Chris Paul, LeBron James, Dwyane Wade e "Carmelo Anthony" è il simbolo di un rapporto che riguarda non solo colleghi di lavoro, ma anche uomini e spesso si è parlato, forse anche in modo esagerato, di come sarebbe piaciuto ricreare quella foto in maglie da basket sotto lo stesso tetto di un palazzetto. Nella realtà la cosa è molto poco praticabile nonostante l’era dei superteam, infatti è sfumato il passaggio che sembrava fatto di Carmelo Anthony ai Rockets dall’amico Chris Paul.

Chi è riuscito a ricongiungersi è la coppia Wade-James, infatti Dwyane dopo aver lasciato sul tavolo otto milioni di dollari per raggiungere l’accordo sul buyout con i Chicago Bulls, ne ha lasciati un altro paio rifiutando i 4.2 milioni che potevano offrirgli gli Heat e i 3.5 degli Spurs, per firmare a 2.8 in una vera contender. I Cleveland Cavaliers ovviamente non sono solo i tre volte campioni dell’Est, ma anche la squadra di LeBron James che un’altra volta si è messo giacca e cravatta diventando il General Manager e “consigliando” l’acquisto dell’amico da Marquette.  

La scadenza del contratto del re nella prossima stagione e le tanto insistenti quanto al momento fantomatiche sirene che lo vedrebbero costruire un superteam ai Lakers, hanno indotto per l’ennesima volta la società dei Cavs a soddisfare la richiesta del proprio giocatore simbolo rinforzando la squadra in ottica titolo NBA.
La partenza di Kyrie Irving aveva indebolito nell’immediato la franchigia dell’Ohio, soprattutto alla luce dell’infortunio di Thomas che pare dovrebbe rientrare prima d’inizio gennaio, ma con l’addizione di Wade si può puntare su un giocatore in ovvio declino alla luce dei 36 anni alle porte, ma anche di comprovato valore che nonostante alcuni career low produce ancora 18.3 punti a partita.

La sua presenza in quintetto sarà fondamentale sino al ritorno di Thomas, anche magari con minutaggi importanti, con l’opzione però di poter tirare il fiato da gennaio in poi, partendo magari dalla panchina con un ruolo da sesto uomo tenendo in quintetto il sempre utile JR Smith e focalizzandosi su alcuni momenti delle partite. Una volta arrivati ai playoffs, con un Thomas inserito nei meccanismi e si spera ristabilito fisicamente, un Crowder in più in rotazione e la sua esperienza, si potrà riprovare la corsa a quell’anello che renderebbe lui e James il trentanovesimo e il quarantesimo della storia ad avere quattro o più anelli NBA al dito.

Kyrie Irving, da Robin a rivale

Si, ma ci sono Warriors e Celtics per il titolo NBA

Rispetto alle scorse stagioni Boston è davvero un’antagonista credibile che, al massimo delle potenzialità di entrambe le squadre, può stare non solo nella stessa frase, ma anche insidiare i Cavs. Questa volta James dovrà impegnarsi come successo nei primi due titoli di Miami, perché se potrà essere l’ennesima cicloturistica in regular season e playoffs, la finale di conference sarà tutta da giocare.

Sono già state fatte le proiezioni da parte dei centri specializzati sulle chances delle rispettive squadre di vincere il titolo NBA. SportsLine infatti dice che al 70% i Warriors si ripeteranno anche nella prossima stagione, sbaragliando la concorrenza di Rockets (quotati al 5.1%), Spurs (2.72%) e Thunder (0.6). 

Discorso diverso per quanto riguarda l’Est: i Cavs, sempre secondo l’agenzia, avrebbero il 9.52% di probabilità di vincere il titolo, poco sopra l’8.22 dei Celtics, mentre i Raptors sono staccati a quota 1.1%. Nell’80% dei casi la finale ad Est vedrà perlomeno una tra Cavs e Celtics, con grandi possibilità di averle entrambe, ma per giocarsi il titolo sembra ancora un’impresa impossibile.

Derrick Rose all'ennesimo tentativo di rilancio

Profondità+LeBron=chances di titolo             

LeBron James ha sempre fatto il mercato delle squadre in cui ha giocato, portando o decidendo sostanzialmente quali fosse il suo supporting cast e qualcuno lo ha anche definito in maniera corretta la dinastia di se stesso. Ancora una volta sarà di fronte a una sfida che lo vede partire da sfavorito nonostante il suo valore, ma questa volta ha un roster molto più profondo delle scorse edizioni e con giocatori che possono davvero fare la differenza in tante zone del campo.

Anche se non avrà al suo fianco un Robin del valore di Irving, sicuramente Thomas sarà un più che degno numero due sperando che le sue condizioni tornino quelle di prima e se Love farà il classico terzo violino, avere l’esperienza di Dwyane Wade e Derrick Rose è un lusso tutt’altro che da poco, mantenendo Korver e Smith a punire, mentre Thompson spazza i tabelloni.

L’aggiunta di Wade rimette i Cavs ancora come pieni favoriti per il titolo della Eastern Conference, anche se per pensare a qualcosa di più, ci vogliono davvero delle contingenze simili a quelle del 2016. Intanto l’imperativo è esserci e se ci sarà l’occasione sfruttarla.

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