Sorpresa: la Serie A non è più la lega mangiallenatori

Per la prima volta nelle ultime stagioni il nostro campionato, unico fra le 4 maggiori leghe europee, potrebbe chiudere settembre senza che sia saltata alcuna panchina.

Sarri

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Potrebbe essere una questione di poche ore, ma la Serie A è lì lì per stabilire un piccolo ma virtuoso primato: se nulla cambia da qui a sabato sera, infatti, il nostro campionato potrebbe chiudere il mese di settembre senza scossoni sulle panchine, ancora abitate al momento dagli stessi venti tecnici che hanno cominciato la preparazione estiva.

Se è vero che in settimana Del Neri ha incassato la fiducia di Pozzo e Juric, pur sconfitto da Lazio e Inter, ha dimostrato che il Genoa è vivo e sa lottare, possiamo dire che, salvo sorprese o ribaltoni dai campi di Udine e Genova nella serata di sabato 30, siamo vicini a un risultato che va a riscrivere la storia del nostro campionato.

Era da dieci anni che non accadeva. Nella stagione 2007-08, infatti, il primo cambio di guida tecnica arrivò il 10 ottobre, quando il Livorno rimosse Fernando Orsi per sostituirlo con Giancarlo Camolese. I labronici occupavano allora l'ultima posizione della classifica, la stessa di aprile, quando Spinelli richiamò Orsi, che non riuscì comunque a evitare una malinconica retrocessione.

Juric e Del Neri
Juric e Del Neri, tecnici di Genoa e Udinese

Sorpresa: la Serie A non è più la lega mangiallenatori

Per rimanere solo agli anni più recenti, la stagione scorsa a quest'epoca erano già saltate tre panchine di cui due in pre-campionato - dopo la due giorni di Bielsa alla Lazio, anche Mancini fu scaricato per de Boer - e una il 5 settembre, con Ballardini che fu la prima delle cinque "vittime stagionali" di Zamparini al Palermo. La stagione precedente, invece, fu Castori che a fine settembre pagò il noviziato del Carpi, anche se poi fu richiamato a furor di popolo dopo un mese al posto di Sannino.

Gli esoneri delle altre leghe

Se consideriamo che quest'anno la Serie A è l'unica fra le quattro maggiori leghe europee nella quale non sia ancora stato cambiato alcun tecnico, occorre forse rivedere quella sua fama un po' sinistra di lega mangiallenatori. In Liga sono già saltate ben tre panchine, tutte nell'ultima settimana: all'Alaves De Biasi ha preso il posto di Zubeldia, il Villarreal ha promosso di gran fretta l'allenatore della squadra B Calleja pur di liberarsi di Escribà, mentre ieri Manolo Marquez si è dimesso dalla guida del Las Palmas.

Manolo Marquez
Manolo Marquez si è appena dimesso dal Las Palmas

De Boer primo esonero di stagione

Persino Premier League e Bundesliga hanno preceduto la Serie A. In ordine cronologico, infatti, ha cominciato il Crystal Palace che l'11 settembre ha dato il benservito a Frank de Boer, puntando sull'usato sicuro di Roy Hodgson, mentre una settimana dopo è toccato al Wolfsburg che ha avvicendato Andries Jonker con Martin Schmidt.

Frank de Boer
Frank de Boer, primo esonero stagionale

Anche alzando lo sguardo e allargando il discorso alle ultime tre stagioni, la Serie A non si dimostra la terra più inospitale per gli allenatori. Infatti dall'estate 2014 a oggi, in Italia si sono registrati 37 esoneri, contro i 44 della Liga, i 31 della Premier League e i 26 della Bundesliga. 

Il fattore Zamparini

Come andrà quest'anno è difficile dirlo, la stagione è ancora lunga, ma uno sguardo ai numeri più recenti può aiutare nelle previsioni. Nel 2014-15 in Serie A ci furono 8 cambi di panchina, che salirono a 16 nella stagione successiva e si attestarono a 13 nel 2016-17. E qui entra in gioco il "fattore Zamparini": tre anni fa, infatti, il Palermo era in Serie B, mentre nel 2015-16, con i siciliani nel massimo campionato, il vulcanico presidente rosanero riuscì nell'impresa di rivoluzionare la sua panchina ben 7 volte sulle 16 totali mentre l'anno scorso "si limitò" a 4 cambi sui 13 complessivi.

Zamparini con Ballardini, uno dei 5 tecnici del Palermo nella scorsa stagione

Insomma senza il fattore Zamparini il valzer delle panchine in Serie A è decisamente meno frenetico e nello stesso tempo si riducono i margini per i nostri tecnici disoccupati, che saranno costretti a guardare altrove. Magari in Liga?

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