Bayern Monaco, ecco come si è arrivati all'esonero di Ancelotti

Il Bayern Monaco ha deciso di separarsi da Carlo Ancelotti. La decisione ha colto tutti di sorpresa, ma l'addio ormai era inevitabile.

Dopo mesi di discussioni l'avventura di Carlo Ancelotti al Bayern Monaco è terminata

296 condivisioni 2 commenti

di

Share

Una notizia sorprendente perché arrivata in anticipo. Carlo Ancelotti non è più l’allenatore del Bayern Monaco. Il club ha deciso di esonerarlo. Questo, subito dopo la sconfitta col Psg, non se lo aspettava nessuno. Ma che il rapporto fosse logoro era chiaro. Nessuno pensava che Carletto sarebbe rimasto oltre il termine di questa stagione.

Troppi malumori, cosa che con Ancelotti è comunque strano. Lui è sempre stato famoso per il rapporto particolarmente stretto che creava con i suoi giocatori. Al Bayern Monaco non ci è riuscito. Difficile sia un caso che ciò sia successo proprio in Germania, dato che nelle altre nazioni in cui ha allenato (Inghilterra, Francia e Spagna) la lingua l’aveva imparata meglio. Se non si riesce a comunicare diventa difficile.

Quel che sorprende di più però è l’arrendevolezza del Bayern Monaco. In che senso? I bavaresi, come già con Guardiola, hanno intrapreso una strada che per loro è nuova. I bavaresi e i tedeschi hanno meno potere, la globalizzazione è arrivata anche lì. Con gli addii di Schweinsteiger e Lahm il club ha accettato di rinunciare all’anima bavarese che lo ha sempre contraddistinto. Poi però se Ancelotti lasciava in panchina Muller era un problema. Il Bayern ha intenzione di cambiare, di evolversi, ma si arrende poi ai malumori della piazza, non abituata a doversi affidare agli stranieri.

Vota anche tu!

Bayern Monaco, giusto esonerare Ancelotti?

Leggi di più tra 5

Annulla redirect

Bayern Monaco, come si è arrivati all’esonero di Ancelotti

Ancelotti aveva carta bianca per modellare il club a sua immagine e somiglianza, ma non aveva nessuno pronto a coprirgli le spalle. Esattamente come successo con Guardiola. Questo lo dimostrano anche le sue scelte tecniche e le reazioni di giocatori e società. Arrivati ormai al termine della carriera, Robben e Ribery non possono giocare sempre. Se restano fuori (o se vengono sostituiti a gara in corso) mettono il broncio, non essendo abituati a essere al centro del progetto. Nessuno però in società affronta il problema.

Ancelotti era quindi solo. Abbandonato in una piazza che pretendeva un cambiamento, volendo però lasciare tutto invariato. Lavorare così non è facile. Lavorare così è impossibile. E Carletto stava cominciando a sentire la pressione. La frustrazione. Perché a Monaco, in questo momento, qualsiasi cosa si faccia è sbagliato. Se si cambia, cercando di adeguarsi alla internazionalizzazione calcistica, perché si cambia, se non lo si fa, perché non si segue l’esempio degli altri top club europei. Per questo la notizia dell'esonero è sorprendente. Ma solo perché arrivata in anticipo.

Share

Commenta

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.