Serie A, la proposta di Tavecchio per riformare i campionati italiani

L'intenzione dell'attuale presidente della FIGC sarebbe quella di ridurre il numero delle squadre di Serie A, B e Lega Pro da 102 a 74 nel giro di 4 anni.

Serie A, Tavecchio pensa a delle riforme

169 condivisioni 8 commenti

di

Share

L'ipotesi di una riforma che cambi la fisionomia dei campionati professionistici italiani è ormai diventata una necessità. Da anni nel mondo del calcio nostrano ci si interroga soprattutto sulla possibilità di ridurre il numero delle squadre in ogni divisione.

Da quando è diventato presidente della FIGC, Carlo Tavecchio si è più volte espresso in favore di questa possibilità e all'inizio di questa settimana ha parlato ai microfoni RAI del Gr Parlamento, definendo "inevitabile" la riduzione del numero di squadre professionistiche.

Tavecchio, che è anche commissario straordinario della Lega di Serie A, ha annunciato che dopo l'inizio del 2018 inizierà un discorso con i rappresentati delle Leghe inferiori per capire quanti sia fattibile la sua proposta di portare da 102 a 74 il numero delle squadre che partecipano alla A, alla Serie B e alla Lega Pro. 

Carlo Tavecchio
Tavecchio vuole ridurre il numero di squadre professionistiche

Serie A, la proposta di riforma di Tavecchio

Ospite della trasmissione radiofonica "La Politica nel Pallone", Tavecchio ha ribadito come ci sia ormai la necessità di tagliare il numero di squadre che partecipano ai 3 campionati maggiori, che nel formato attuale sono 102: 20 in Serie A, 22 in Serie B e 60 nei tre gironi di Lega Pro (anche se in questa stagione sono 57 per via dei problemi societari che non hanno permesso l'iscrizione di Latina, Como e Maceratese).

La proposta del presidente della FIGC sarebbe quella di ridurre il numero delle squadre a 74, con 18 che parteciperebbero alla Serie A, 20 alla Serie B e 36 alla Lega Pro, che sarebbe quindi composta da soltanto due gironi da 18. L'obiettivo, specialmente per la massima divisione, è quello di aumentare la competitività dei campionati a cui troppo spesso partecipano formazioni che sono palesemente inadeguate per la categoria.

Tavecchio ha perfino dato un'indicazione su quando si dovrebbe aprire la discussione, cioè alla fine del girone di andata. Ma il numero 1 del calcio italiano si è anche detto consapevole delle difficoltà nell'accettare una proposta del genere da parte di molte società.

La decisione di ridurre i campionati dipende dai soggetti partecipanti e sarà difficile. La volontà c’è, ma quelli della parte destra della classifica non votano mai a favore di quelli della sinistra. Ci vogliono maggioranze qualificate.

I due problemi maggiori riguardano da una parte le società delle fasce più basse del calcio italiano e dall'altra quelle delle fasce più alte: con una riduzione così drastica del numero delle squadre, quelle più piccole cesserebbero di fatto di essere club professionistici, mentre in Serie A ci sarebbe il problema ormai noto della divisione dei diritti televisivi, che nel caso di un campionato a 18 squadre garantirebbero meno introiti alle società medio-piccole.  

Vota anche tu!

Ti convince la riforma proposta da Tavecchio?

Leggi di più tra 5

Annulla redirect

Share

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.