Napoli, nessuno segna come te: 30 reti stagionali

In Europa, i ragazzi di Sarri hanno segnato più di Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco. Ora tocca iniziare a vincere.

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Quando il tridente tascabile del Napoli è in campo, c’è da divertirsi. Non per gli avversari, però: per loro sono dolori. José Callejon, Dries Mertens e Lorenzo Insigne: oggi, sull’attacco più prolifico dei cinque principali campionati europei, dalla Serie A alla Premier League, passando per Ligue 1, Liga e Bundesliga, ci sono le loro firme. Con il tris al Feyenoord in Champions League, l'attacco azzurro è rimasto in perfetta media: 30 reti in 10 partite.

I numeri parlano chiaro: 8 reti Mertens, 6 Callejon, 4 centri Insigne. Senza dimenticare i due centri di Arkadiusz Milik, messo ko dalla sfortuna sabato sul campo della SPAL. La cooperativa del gol allestita da Maurizio Sarri ha dimostrato tra playoff, Champions League e campionato di non temere rivali: c’è soprattutto il loro zampino nelle ultime otto gare ufficiali giocate al San Paolo, vinte segnando 27 reti.

Tre reti al Verona, tre all'Atalanta, tre al Bologna, sei al Benevento, quattro alla Lazio e tre alla Spal: in Serie A il Napoli ha totalizzato 22 centri in 6 partite, più di tutti. Sommati al doppio 2-0 al Nizza nei playoff e alle tre reti rifilate al Feyenoord, sono dati che rendono unica la sola rete messa segno contro lo Shaktar Dorntesk nella prima partita della fase a gironi di Champions League. In Europa, nessuno è stato in grado di fare meglio:il Manchester United ha segnato 25 gol in 9 incontri, il City 29 in 9, il Barcellona 24 in 9, il Real Madrid 24 in 11, il Bayern Monaco 24 in 9 e il Psg 28 in 8. Tanto per restare alle corazzate: tutte con attacchi numericamente più "profondi" del Napoli, soprattutto dopo il ko di Milik.

Napoli forza 30: nessuno come la cooperativa del gol di Sarri

Sembra quasi che dall’estate 2016 la partenza di Higuain abbia liberato e spronato al tempo stesso i suoi ex compagni di reparto: da gregari del Pipita a protagonisti, in un’evoluzione anche inattesa. In quanti, ad esempio, avrebbero pronosticato il killer instinct di Dries Mertens, che contro il Feyenoord ha toccato quota 50 reti al San Paolo? Dire che l'attacco è il punto forte del Napoli oggi appare quasi banale. Merito dei tre tenori, capaci di non offrire punti di riferimento agl avversari e combinare palla a terra come pochi al mondo riescono a fare.

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Falsi nove, per un attacco vero. Più che mai. Capace di fruttare sin qui la vetta a punteggio pieno in campionato e il secondo posto nella fase a gironi di Champions League. Per un’orchestra completa, che suoni uno spartito vincente e non “solo” piacevole per gli esteti, ora occorre blindare la difesa: Maurizio Sarri lo sa. Il suo Napoli subisce troppe reti ingenue per una squadra che punta alla conquista di trofei, in Italia e in Europa. L’arrabbiatura dell’allenatore toscano per la rete di Amrabat a pochi secondi dal fischio finale della partita vinta contro il Feyenoord è il perfetto manifesto sui propositi futuri: raccogliere i frutti seminati con un calcio veloce e spettacolare, capace di incantare in Italia e in Europa, e vincere. Per essere ricordati.

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