Lafferty: "Scommettevo su cani e cavalli, ora aiuto i malati da gioco"

Kyle Lafferty mette a nudo i suoi demoni: il gioco d'azzardo è stato uno dei mali più grossi della vita dell'attaccante, ora pronto a ricominciare da zero.

Kyle Lafferty, ex attaccante del Palermo e del Sion

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Fermatevi un attimo e preparate il tasto rewind: vi ricordate di Kyle Lafferty? No? Allora vi rinfreschiamo la memoria. Prodotto del settore giovanile del Burnley, il ragazzotto nordirlandese raccoglie gran parte delle sue fortune in Scozia. Con la maglia dei Glasgow Rangers, l'attaccante diventa un idolo assoluto della Premiership: dal 2008 al 2012 saranno 36 i gol e 19 gli assist in 134 presenze totali. Lafferty è il classico giocatore alla Samaras, dotato di grandi doti fisiche - con il suo metro e 93 di altezza - ma anche di grande tecnica, soprattutto sui calci piazzati. Il fallimento della società scozzese lo porta prima al Sion e poi al Palermo, squadra in cui si consacra nell'annata di Serie B 2013-2014, dove risulta decisivo ai fini del ritorno in A dei rosanero con 11 reti in 34 gare.

Il vizio del gioco? So che avrei anche potuto chiedere aiuto in privato, ma ho voluto mettere davanti a tutto l'onestà. Spero inoltre di poter aiutare altri miei colleghi, qualora vi fosse qualcun altro affetto da tale problematica.

Lafferty Rangers
Kyle Lafferty intento a festeggiare con la maglia dei Rangers indosso.

Tra Kyle e il capoluogo siciliano è subito amore, con il nomignolo di "Dylan Dog" che gli vale anche un ritratto comparativo con il noto personaggio fumettistico targato Sergio Bonelli. Peccato però che l'avventura del moro di Enniskillen sia destinata ad essere fugace, visto l'addio assai discusso con il Palermo di Maurizio Zamparini. "È un donnaiolo, Iachini non riesce a metterlo a posto", le parole del patron friulano, e giù di insulti social da parte del tifo. Peccato però che recentemente sia saltato fuori un problema che potrebbe far venire alla luce altre motivazioni legate all'addio di Lafferty al Palermo e ai successivi anni un po' sbiaditi: il gioco d'azzardo.

Lafferty draw
Kyle Lafferty e Dylan Dog immortalati insieme in una vignetta della Sergio Bonelli Editore. L'attaccante fu soprannominato proprio come il personaggio fumettistico per via dell'enorme somiglianza tra i due.

Nel corso di una lunga intervista alla BBC, un affranto e quasi in lacrime Lafferty ha svelato come sin dai tempi dei Rangers il vizio del gioco lo perseguitasse. L'ex Rizespor è arrivato addirittura al punto di spendere cifre folli per scommettere su corse di cani e cavalli, prima di riuscire a chiedere e trovare un aiuto concreto.

C'è stato un periodo, nel corso della mia esperienza con i Rangers, in cui non avevo niente di meglio da fare che scommettere, fisicamente oppure online. Non potevo puntare sul calcio, mi era vietato. Scommettevo persino sui cavalli e sui cani, anche se non sapevo nulla al riguardo. Sono finito anche a giocare alle roulette online, perdendo somme molto grandi senza mai preoccuparmi. L'aiuto dei compagni di squadra è stato fondamentale, sia prima che adesso. La scommessa calcistica ai tempi del Norwich? Era sbagliato e lo sapevo, ma ho ceduto. La FA però mi ha dato una grossa mano, mettendomi in contatto con una clinica in cui svolgevo sedute bisettimanali con uno psicologo. Tuttavia qualcosa non andava: dai l'impressione di chiedere un aiuto ma poco dopo sei già fuori a giocare ancora.

La rinascita di Lafferty: l'Heart e la Scozia

Tornare in Scozia, lì dove tutto è cominciato, ha regalato a Lafferty una consapevolezza diversa. Nonostante le sirene provenienti da campionati più importanti, l'ex Palermo ha deciso di rimettersi in gioco da zero, ripartendo da una piazza che gli sta regalando sostegno e voglia di ricominciare. Già 6 le reti in 10 presenze stagionali, per un atleta voglioso di lasciarsi alle spalle l'oblio e per un uomo che, con grande coraggio, ha messo alla berlina i propri demoni nella speranza di fornire un aiuto concreto a tutti i giocatori seriali.

Sono qui per dimostrare che ho voglia di ripartire da zero, sia come uomo che come calciatore.

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