Auguri Totti: dal campo alla tribuna, è stato un anno di cambiamenti

Quante novità dallo scorso 27 settembre: dal compleanno in grande stile all'addio al calcio giocato, dal rettangolo verde alla tribuna, finendo col corso per diventare allenatore.

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Prima del suo ritiro dal calcio giocato non aveva mai pensato alla carriera da dirigente, tantomeno a come avrebbe passato il primo compleanno della sua nuova vita. Sul campo Francesco Totti si è sempre lasciato guidare dall'istinto, anche quando gli suggeriva cose irrealizzabili per un calciatore normale. Fuori dal rettangolo verde è rimasto lo stesso, in pochi mesi lo abbiamo visto a stretto contatto con tutti i dirigenti, convincere Schick a scegliere la Roma e iniziare il corso per allenatori.

In questo momento voglio essere tutto e niente. Mi servirà tempo per capire il ruolo che mi si addice più di tutti. Cercherò di mettermi a disposizione a 360 gradi, dal settore giovanile alla presidenza.

Così diceva lo scorso 18 luglio, così direbbe ora se gli venisse chiesto qualcosa a riguardo. Ancora non ha deciso cosa fare da grande, nonostante stasera soffierà su 41 candeline. Lo farà in famiglia, lontano dai fotografi che ripresero ogni momento del precedente compleanno, lontano dai suoi ex compagni, impegnati nella trasferta di Champions League a Baku.

Le vecchie abitudini però non cambiano, visto che venerdì, per la prima volta dopo l'addio, Totti tornerà in campo a Tbilisi, in Georgia, per partecipare all'iniziativa benefica dell'ex Milan Kakhaber Kaladze. Tra i tanti, ci saranno anche Maldini, Javier Zanetti, Toni, Shevchenko, Rivaldo e Puyol.

Auguri Totti: quanti cambiamenti in un anno

TottiCopyright GettyImages
Francesco Totti con la sua '10' dopo Roma-Genoa

Si dice che la vita ricominci a quarant'anni. Per Totti è ricominciata qualche mese dopo, a ridosso dei quarantuno. Quello appena passato è stato l'anno dei cambiamenti, lo scorso 27 settembre era ancora calciatore e due giorni prima aveva segnato il 250° gol in Serie A. La mega festa al castello di Tor Crescenza, con 300 invitati al seguito, è niente in confronto al Totti Day del 28 maggio, quando 60mila romanisti riempirono lo stadio per salutare il loro capitano. Quella volta gli inviti scritti non servirono, con l'Olimpico sold out in meno di ventiquattr'ore.

Dal compleanno in grande stile all'addio al calcio giocato, dall'ultimo gol contro il Cesena al pallone autografato e lanciato in Curva Sud. Dal campo alla scrivania, dalla tribuna all'idea di diventare allenatore. Giusto per aggiungere una voce al curriculum, qualora ce ne fosse bisogno, ma senza mettere pressione a Di Francesco, con il quale il rapporto è decisamente migliore rispetto a quello che aveva con Spalletti. Le ruggini col suo ex tecnico hanno resistito al passare del tempo, come l'amore – ricambiato – che la sua tifoseria prova ancora verso di lui, nonostante non lo veda più in pantaloncini. Come il rispetto da parte degli avversari: c'è sempre stato, ma è emerso solo nell'ultimo anno. D'altronde, è stato quello dei cambiamenti. Tanti auguri, Francesco.

Striscione TottiCopyright Il Tempo
Lo striscione di auguri dei tifosi della Roma

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