Caro Messi, ecco come ti marco: tutti i giocatori che ce l’hanno fatta

Impossibile da marcare? Chiedere a Pablo Maffeo. Ma prima del difensore del Girona in tanti ci hanno provato: Sokratis nel 2010 gli si attaccò ai... genitali.

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Quando hai contro Lionel Messi, i libri di teoria sul calcio rimangono sullo scaffale. Con un fenomeno così devi usare la fantasia mischiata all'intelligenza. Oppure rispolverare quella vecchia modalità di gioco: la marcatura ad uomo. Bandita ormai nel calcio moderno, riutilizzata però quando in campo c'è la Pulce.

Il discorso "marcare Messi" è tornato di moda dopo la prova di Pablo Maffeo, difensore spagnolo del Girona in prestito dal Manchester City. Vent'anni, gli ha morso le caviglie per 78’. Zero gol per l’argentino: missione compiuta a metà, visto che i blaugrana di fenomeni in squadra ne hanno anche altri. 3-0 finale.

Messi in carriera ha incontrato tanti giocatori pronti a seguirlo ovunque, quasi fino agli spogliatoi. Il quotidiano Marca ne ha ricordati un po’. Nel calcio del nuovo millennio c’è ancora spazio per gli antichi metodi. La marcatura ad uomo, quando funziona, ti manda in tilt. E non ti fa segnare. 

Messi, 3 uomini per marcarlo
Messi contro l'Eibar: in 3 per marcarlo

Le marcature su Lionel Messi

Messi è un fenomeno, un extraterrestre. Quando la storia incontra un giocatore del genere saltano tutti gli schemi, anche quelli in campo. Come fare per marcarlo? La domanda sorge prima agli allenatori avversari, poi ai difensori. Dicevamo dei libri: ‘marcatura a zona’, ‘marcatura ad uomo’. Servono a poco contro uno così. Chissà cosa avrebbe architettato contro la Pulce il signor Herbert Chapman, allenatore dell’Arsenal degli anni ’20 e ’30, primo ideatore del controllo a uomo.

Un'idea forse ce l’abbiamo. Parola a Marcelo Bielsa, uno dei filosofi del calcio moderno. Storico un suo sistema difensivo a uomo su tutti i calciatori del Barcellona. L’Athletic Bilbao del Loco aveva un proprio giocatore su ogni avversario vestito in blaugrana. Solo il libero, disposto ultimo uomo, era esonerato dal compito. Ovvio, Messi e il Barcellona sono situazioni speciali, al limite.

Bielsa e la gabbia per Messi
Il modello difensivo di Bielsa contro Messi e il Barcellona

Papastathopoulos come Gentile

Prima di Pablo Maffeo ce ne sono stati altri che hanno marcato in maniera asfissiante Lionel Messi. Va ricordato sicuramente Sokratis Papastathopoulos nella sfida del Mondiale 2010 tra Grecia e Argentina. Il difensore greco, per tutta la partita, segue il dieci argentino senza mai farlo respirare. Addirittura in un’azione gli si attacca ai genitali. Sembra di rivedere Gentile su Maradona nel Mondiale dell’82. Insomma, tutti i modi sono buoni per fermare un talento del genere. Niente gol per Leo, ma l’Argentina passa comunque: 2-0.

Nel 2015 ci ha provato anche Ernesto Valverde a sbarrare la strada a Messi. L’attuale allenatore del Barça, in finale di Coppa del Re nel 2015 con il suo Athletic Bilbao, pensa un nuovo sistema di marcatura. In pratica i centrocampisti e i difensori devono isolarlo in zone del campo non abituali per il dieci. Sulle fasce, sulla linea di centrocampo. Missione fallita: 3-1 con doppietta della Pulce.

A volte ha funzionato anche la "gabbia" del Cholo Simeone. Meglio ancora la marcatura ad uomo di Mateo Kovacic ideata da Zidane in finale di Supercoppa di Spagna. Con l’aiuto di Casemiro, uno che abbina qualità e quantità, Leo non è riuscito a dare il meglio. 

Messi e Kovacic
Messi e la stretta marcatura di Mateo Kovacic

Annullarsi per annullare un avversario. Non tutti vogliono o sanno farlo. Per chi ci riesce, solo applausi. Ma tranquilli: mentre si studiano altri modi per marcarlo, Messi studia altri modi per saltare l’avversario. In fin dei conti, in questo inizio di stagione, ha segnato "solo" 12 gol in 9 presenze. Per un alieno del genere forse serve una squadra di Men in Black.

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