Messi e Maffeo, ecco la storia completa: “Giocare così è una m…”

L'argentino non ha preso benissimo la marcatura dello spagnolo durante la partita tra Girona e Barcellona.

Maffeo in panchina con i compagni rivela le parole di Messi

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È diventato una star, Pablo Maffeo. Il rischio di andare incontro a una figuraccia era altissimo, come del resto succede per qualunque difensore abbia la sfortuna di dover marcare Leo Messi nel corso della sua carriera. Lui però, con un bel mix tra la spensieratezza dei suoi vent'anni festeggiati la scorsa estate e la consapevolezza di avere delle ottime qualità, ha superato brillantemente la prova.

Si è "francobollato" sull'argentino e gli ha reso la vita impossibile nel corso di praticamente tutta la partita tra Girona e Barcellona. Sì, i catalani alla fine hanno vinto 3-0. Ma per Maffeo la missione può dirsi comunque compiuta.

Messi, infatti, non è entrato nel tabellino dei marcatori (e non è una cosa che capita così spesso). Così è nato il "tormentone Maffeo", reso ancora più "leggendario" dai retroscena raccontati successivamente dallo stesso difensore del Girona riguardo le domande dell'argentino sulla sua età e la proprietà del cartellino, ma soprattutto sullo scambio di maglia mai avvenuto per via della promessa a un amico.

Messi e Maffeo, il racconto completo

Quello che Maffeo ha raccontato nell'immediato post-partita, però, non è proprio tutto ciò che i due si sono detti nel corso della sfida. Altre parole il difensore spagnolo di proprietà del Manchester City le ha rivelate ai suoi compagni di squadra in panchina e il tutto è stato ripreso dalle telecamere. E a differenza della prima versione, in questa emerge anche un Messi un po' più nervoso.

Come si può vedere dal video e dalla lettura del labiale fatta dalla trasmissione Minuto #0, dell'emittente Movistar+, il difensore del Girona, subito dopo essere stato sostituito, ha confessato al suo compagno di squadra, Aday Benítez, un altro particolare riguardo il suo confronto in campo con la stella argentina:

Sai cosa mi ha detto? Che giocare così è una merda.

Lo ha detto sorridendo, quasi incredulo, con orgoglio e compiacimento per essere riuscito a rendere la vita impossibile, almeno per 78 minuti, a un fenomeno come Messi. Atteggiamento comprensibile, altroché.

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