FIFA 18, 5 motivi per cui questo sarà il migliore di sempre (per ora)

FIFA 18 sarà il migliore di sempre? La risposta si può dare solo dopo 1000 partite, ma ecco 5 motivi per cui rischia seriamente di essere il miglior prodotto EA Sports.

FIFA 18 promette di essere il prodotto più ambizioso di EA Sports

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Quando si parla di attesa, specialmente se spasmodica, può sorgere il dubbio che sia vana. O meglio, che l'attesa stessa abbia senso finché sussiste, sia piacere finché vive, palpita, col rischio che si trasformi in cocente delusione. Ecco, questo è lo stato mentale che vivono ogni giorno i gamers e gli appassionati. Abbassate (o innalzate) tutto il precedente discorso al mondo virtuale dei videogiochi. Trasferitelo al rapido e convulso movimento di tasti e dita e riflessi. E avrete l'esatta dimensione di quanto cresce come un battito d'ansia il countdown per l'uscita di FIFA 18.

Tanto che alcune catene indipendenti vorrebbero addirritura anticipare l'uscita, corsari 2.0, per assecondare i desiderata dei giocatori più impazienti. Più esigenti. Più affannosi. L'appuntamento è fissato da tempo: 29 settembre. E non è una canzone di Battisti, anche se "seduto in quel caffè, io non pensavo a te" , ma a FIFA 18. Sta arrivando. Le novità sono tante, snocciolate con lento sadismo ad arte da parte dell'EA Sports.

Con la promessa: questo FIFA sarà una specie di pietra miliare, un monumento al calcio. Abbiamo cercato di isolare 5 motivi che ne fanno un virus contagioso, un gioco iper atteso. Ecco le 5 risposte alla domanda: "C'è vita sociale dopo l'uscita di FIFA 18?" Chiedere all'invidiatissimo Muller.

FIFA 18: 5 motivi per cui sarà il migliore

1) Cristiano Ronaldo: Cristiano Ronaldo non è solo l'uomo copertina di questa edizione, ne è anche icona e simbolo. Effettivamente, cosa significa a livello culturale scegliere Cristiano Ronaldo? Non è solo una scelta meramente dettata dal talento indiscusso, ma è più una scelta dettata dal suo carattere per così dire irripetibile. In effetti, di Messi, giocatori iperdotati, stellari, favolosi, da sogno, forse ce ne saranno altri. Ma cercate di seguirmi: Cristiano Ronaldo è semplicemente irripetibile. Per il suo carisma, la sua volontà d'acciaio, la costruzione ossessiva della sua immagine. La sua immagine stessa. Ogni capello di Cristiano Ronaldo sembra essere al posto giusto. Pensato per coronare la sua perfezione estetica. Dio non solo sa quanti capelli ha Cristiano Ronaldo, ma anche quanto sono perfetti. Per questo la EA Sports non poteva che scegliere lui: in questa edizione di Fifa la componente scenica è totale, immersiva, a tratti totalizzante. Il sogno degli sviluppatori, immaginatelo: cuffie, joypad tra le mani e il mondo reale semplicemente sparisce. E in una prospettiva totalmente diversa da quella inquietante e distorta alla "Black Mirror". Qui la realtà virtuale è dannatamente bella, potente, gradita come un approccio desiderato da tempo. Come Cristiano Ronaldo quando toglie il fiato al pallone, e a tutti gli altri. 

2) Frostbite engine: non di sola mistica può vivere un gioco. Per questo la tecnica, il tecnicismo, il singolo pixel di colore influiscono e determinano l'esperienza vivida di cui sopra. Il Frostbite, un caro amico, quasi, stavolta promette di diventare uomo fatto, dal fanciulletto imberbe che ancora ogni tanto incespicava (quanta tenerezza!), nell'edizione precedente. Stavolta sarà totalmente immersivo, strizzerà l'occhio alla realtà aumentata nel nome del realismo sovrano. A guardare solo il vostro gol, vi perderete qualcosa: EA Sports vuole che sappiate cogliere la visione d'insieme e nello stesso tempo apprezzare la profondità dei particolari. Per questo i tifosi in Sud America (ammesso che qualcuno prenda mai il Boca) si aggrapperanno alle transenne, e potrete sentire il boato reale, terribile e fragoroso degli stadi più bollenti del mondo. Perfino le ambulanze a bordo campo: non le nota nessuno, ma ci sono. La grandezza di un allenatore sta nella cura maniacale del dettaglio: la grandezza di questo Fifa è averla elevata a sistema. 

3)  Motion Technology System: zitti tutti, qui si entra in una chiesa. La mimica dei volti, dei movimenti, del dribbling, delle esultanze, è diventato un marchio di fabbrica tambureggiante di EA Sports. Sembra di sentir arrivare in lontananza, nel buio totale, l'orda in arrivo, sentirne prima i tamburi, forti, insistenti, poi le urla selvagge. Ecco: la stessa orda di sentimenti attraverserà il giocatore quando, dopo aver convinto Asensio a venire a Bari, sarà proprio Asensio, in carne e Motion Technology, a stringere la mano del nostro alter ego in panchina (sempre molto più elegante di noi, comunque). Ogni singolo frame ha la sua vita: per questo non bisognerà attendere la fine di un'animazione, ma ogni singolo secondo potrà regalarne una, con una serie di microframmenti di movimenti capace di trasformare il ritmo, rendendolo magari più compassato, semplicemente più realistico. Non è la macchina a correre per il campo, ma l'idea di calcio fatta muscoli, fiato, cuore pulsante. Con tutti gli scarti e gli scatti di vita che una partita di calcio può regalare.

4) Intelligenti pauca: a chi capisce bastano poche parole. Il brivido reale, tangibile, che è capace di regalare il movimento che ci si aspettava dal compagno è uno dei tanti effetti di FIFA 18 sulla gente che gioca. Ora i compagni, il reparto stesso reagirà in maniera più lesta: rubata palla sulla trequarti, l'attaccante brucerà subito con lo scatto il difensore, non aspetterà più in maniera bovina di capire che l'azione è capovolta. Per questo FIFA 18 è il gioco della "visione di gioco", non più dell'accelerazione bruciante. Il calcio che si sogna, si gioca: per questo il tiki taka del Barcellona vive ancora e lotta insieme a noi (magari un po' riveduto e corretto, post-Guardiola), il pressing alto o il gegenpressing vengono riprodotti dalle squadre che li praticano davvero. Per questo forse è il Fifa più intellettuale di tutti: a FIFA 18 potrete essere Sarri, e smetterla di ancorarvi al vecchio stereotipo "palla a Babangida scatto e via". Finalmente il calcio trova il modo di farsi virtuale senza perdere quel che di più bello c'è prima del gesto tecnico puro: l'idea di compierlo, l'idea di compierne tanti in serie sempre, partita dopo partita. In definitiva, l'idea prima di tutto.

5) La millesima partita: come quinto elemento (non è il film) avremmo potuto scegliere "Il Viaggio", con un Hunter sempre più personalizzabile, pronto a vivere nuove fasi della sua carriera. Avremmo potuto inserire le grafiche di Liga e Premier League, la profondità dei campionati proposti della modalità Carriera, profondamente arricchita, con sterzata ulteriore verso una gestione manageriale più complessa e nello stesso tempo altamente fruibile. Avremmo potuto parlare di FUT, delle Icone, dei giocatori che trovano nuova vita, almeno virtuale, senza sembrare la vecchia copia di sé stessi. No, il quinto elemento, quello decisivo, si capirà solo alla partita n.1000 con FIFA 18. A quel punto, se ancora ci si divertirà da pazzi, se ancora l'esperienza reggerà l'impatto del giocatore compulsivo, reggerà le 1000 ore di gioco, l'amen definitivo sarà pronunciato. Ed il dado tratto: il n.18 rischia di essere seriamente il Fifa più bello di sempre. 

P.S. Purché le 1000 partite non vengano giocate nei primi 3 giorni di vita del gioco, tutte insieme. In tal caso consultare il medico. 

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