Ancelotti: "Verratti al Barcellona? Voleva migliorare il contratto"

Il tecnico italiano ha rilasciato un'intervista a Le Figaro a due giorni dal match di Champions League tra il suo Bayern e il Paris Saint-Germain: "Conosco Marco...".

Ancelotti e Verratti

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Una tirata d'orecchie a un suo ex giocatore, una stoccata in piena regola. Carlo Ancelotti ha parlato al quotidiano Le Figaro a due giorni dal match di Champions League tra il suo Bayern Monaco e il Paris Saint-Germain, in programma mercoledì al Parco dei Principi. Il tecnico italiano affronterà la squadra allenata nella stagione 2012-2013 e con cui ha vinto la Ligue 1. 

Tra gli argomenti affrontati c'è stata anche l'estate di Marco Verratti, protagonista di una delle tante telenovele di calciomercato. Il centrocampista azzurro ha spinto per approdare al Barcellona ma alla fine non se n'è fatto nulla. A cambiare alla fine è stato solo l'agente dell'ex Pescara: Mino Raiola ha preso il posto di Donato Di Campli che ha pagato per alcune uscite fuori luogo ("Verratti prigioniero dell'emiro"). 

Nel 2012 Ancelotti prese un 19enne Verratti dal Pescara per 12 milioni di euro più bonus. Lo conosce, lo ha plasmato e può permettersi di esprimere un giudizio sul suo comportamento durante l'ultima sessione di calciomercato. 

Ancelotti: "Verratti al Barcellona? Voleva migliorare il contratto"

Ancelotti non ha usato parole dolci per i giocatori che si comportato come ha fatto Verratti:

Non mi piacciono quelle cose, quel tipo di comportamento. Durante la finestra di mercato molti giocatori vogliono andarsene, ma non so se vogliono davvero lasciare il club o solo migliorare il loro contratto. Verratti voleva migliorare il suo contratto. Lo conosco. 

Poi Carletto parla dell'emozione di affrontare il suo ex club:

Sono euforico. Troverò un Paris Saint-Germain che è cambiato molto da quando sono partito nel 2013. Il club è migliorato, ha più esperienza, ha fatto molti investimenti. Ora è un grande club. Sono felice di vedere il Parco dei Principi, i tifosi e giocatori come Thiago Silva, Rabiot, Motta, Verratti e Pastore. Avevamo un buon rapporto, mi mancano. Sono sempre in contatto anche con il presidente Nasser al-Khelaifi.

Infine un confronto tra il suo Bayern e il PSG: 

Con Neymar e Mbappé, il Psg cerca un'identità. Al Bayern è la linea è stata tracciata da anni, l'identità è chiara. Questo non è ancora il caso del PSG che però è già al livello delle migliori. Quando acquisti giocatori a questo prezzo e di questo livello, devi avere tempo per inserirli e loro devono entrare nella mentalità della squadra. Questa è la loro sfida. Non ho paura ma rispetto del loro attacco. Questa formazione è migliorata notevolmente e il loro attacco non ha nulla da invidiare a Bayern, Real o Barcellona. È dello stesso livello. E poi ci sono anche altri giocatori forti, il valore del Psg non si limita solo ai tre attaccanti. 

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