Atletica, maratona di Berlino: Kipchoge vince per la seconda volta

Eliud Kipchoge ha iscritto il suo nome nell’albo d’oro della BMW Berlin Marathon per la seconda volta in carriera fermando il cronometro in 2h03’32”.

Kipchoge

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Berlino non ha tradito le attese degli appassionati regalando la settima prestazione all-time di Eliud Kipchoge nella maratona (2h03’32”) e la migliore prestazione mai realizzata da un maratoneta al debutto sula distanza dal ventiseienne etiiope Guye Adola con 2h03’46”. Le condizioni climatiche della mattinata berlinese non erano ideali per andare all’attacco del record del mondo a causa della pioggia e del 90 % di umidità che si è fatta sentire soprattutto nella seconda metà gara.

Alla vigilia della gara il 91 % dei lettori del popolare sito americano “Let’s run” aveva previsto che il record del mondo di Dennis Kimetto stabilito nel 2014 a Berlino sarebbe crollato. Il percorso berlinese piatto e con poche curve ha regalato sei record del mondo dal 2003 in poi e c’era tanta attesa per un nuovo possibile attacco al primato. Gli organizzatori guidati da Mark Milde (figlio dello storico Direttore della Maratona di Berlino fino al 2004) avevano parlato di “tre campioni (Kipchoge, Wilson Kipsang e Kenenisa Bekele), due ore e un sogno” per presentare la quarantaquattresima edizione della maratona di Berlino.

La prestazione finale di Kipchoge è la settima di tutti i tempi e la seconda della sua carriera dopo il 2h03’05” realizzato alla maratona di Londra nel 2016. Mai prima era stato registrato un tempo così veloce in simili condizioni climatiche. Si può parlare quindi di una sorta di migliore prestazione mondiale sotto la pioggia. Si tratta della migliore prestazione dell’anno (la precedente era detenuta da Wilson Kipsang con 2h03’58” a Tokyo lo scorso Febbraio). Ha corso anche in 2h00’25” sul circuito dell’autodromo di Monza ma in condizioni che non rispettavano le norme IAAF per l’omologazione del record del mondo.

Le altre due stelle annunciate Kenenisa Bekele e Wilson Kipsang non hanno concluso la gara. L’etiope Guye Adola ha guidato fino al 40 km prima di venire superato da Kipchoge nel tratto finale. L’altro etiope Mosinet Germew ha completato il podio classificandosi al terzo posto in 2h06’12” alla seconda maratona della sua carriera precedendo di un secondo Felix Kandie e di due secondi Vincent Kipruto. 

Eliud Kipchoge
Eliud Kipchoge

Atletica, maratona di Berlino: Kipchoge fa il bis

La gara maschile è partita a ritmi molto sostenuti con passaggi da record del mondo di 14’28” al 5 km, di 29’04” al 10 km con una proiezione da 2h02”40” grazie al lavoro svolto dai pacemaker Gideon Kipketer, Sammy Kitwara e Geoffrey Rotich ma il ritmo è calato al 15 km. Il quintetto formato da Eliud Kipchoge, Kenenisa Bekele, Wilson Kipsang, Guye Adola e Vincent Kipruto ha pagato lo sforzo anche a causa dell’alto tasso di umidità. A metà gara il gruppo di testa è transitato in 61’29”, ancora in tabella di marcia per battere il record del mondo. Il vincitore della passata edizione Kenenisa Bekele è stato il primo a perdere terreno accumulando un minuto di ritardo prima di ritirarsi.

Kipchoge, Adola, Kipsang e Vincent Kipruto (argento ai Mondiali 2011 di Daegu) hanno preso il comando. Kipchoge è passato al 30 km in 1h27’24” a undici secondi dal passaggio del record del mondo intermedio della distanza da lui stesso detenuto con 1h27’13”. Kipsang è stato costretto a fermarsi al 31 km per problemi gastrici. Sono rimasti così a giocarsi il successo finale Kipchoge (vincitore di sei maratone su sette disputate) e Guye Adola, medaglia di bronzo ai Mondiali di Mezza Maratona e vincitore dell’ultima Roma Ostia Half Marathon dello scorso Marzo.

Adola è andato in testa al 37 km e ha preso un vantaggio di 25 metri su Kipchoge. Il fuoriclasse keniano ha recuperato lo svantaggio al 38 km e ha piazzato l’allungo decisivo al 40 km che gli ha permesso di superare l’etiope. Con una frazione di 2’53” al 41 km Kipchoge ha staccato Adola e si è involato verso il successo sostenuto dal numeroso pubblico presente all’arrivo situato nei pressi della Porta di Brandeburgo. Al traguardo Kipchoge ha ricevuto l’abbraccio del suo allenatore Patrick Sang, medaglia d’argento sui 3000 siepi ai Mondiali di Tokyo 1991 e Stoccarda 1993 e alle Olimpiadi di Barcellona 1992. Per la seconda volta nella storia due atleti sono scesi sotto la barriera delle 2h04’ nella stessa gara.

Eliud Kipchoge:

È stata senza dubbio la maratona più dura della mia carriera. Le condizioni climatiche erano tutt’altro che facili e il percorso era molto scivoloso. Adola è stato una grande sorpresa. Quando siamo rimasti da soli, mi sono concentrato soprattutto sull’obiettivo di vincere la gara. Sono contento di aver vinto in queste condizioni. Speravo nel record del mondo. ma fin dal 5 km ho capito che sarebbe stato difficile batterlo. Mi aspettavo che Kipsang e Bekele potessero lottare per la vittoria ma questo è lo sport.

Guye Adola
Guye Adola

Adola ha stabilito la seconda migliore prestazione etiope di sempre alle spalle di Kenenisa Bekele ma ha superato il grande Haile Gebrselassie nelle liste di sempre del suo paese. Adola si mise in luce nel Marzo 2014 quando vinse la medaglia di bronzo ai Mondiali di mezza maratona di Copenaghen. Successivamente ha vinto la mezza maratona di New Dehli in 59’06” nel 2014. Sui 10000 metri in pista ha corso in 27’09”78 a Eugene lo scorso Maggio.

Guye Adola:

Ho goduto ogni momento della gara, soprattutto la seconda parte della gara, a parte gli ultimi due chilometri-

Ha dichiarato Adola. Il valdostano René Cuneaz si è classificato 23° e 10° tra gli europei in 2h16’52” (terza migliore prestazione della sua carriera). L’atleta della Pro Patria Cus Milano allenato da Giorgio Rondelli lavora come operaio agli altiforni delle Acciaierie Cogne e svolge turni notturni. Iniziò la carriera sportiva come sciatore di fondo ma abbandonò quest’attività deluso dalla mancata convocazione in nazionale. L’edizione 2017 ha ripetuto gli stessi vincitori di due anni fa quando oltre a Kipchoge si impose Gladys Cherono. La keniana ha fermato il cronometro in 2h20’23” sotto la Porta di Brandeburgo ma ha concluso visibilmente affaticata. L’etiope Ruti Aga ha terminato la fatica 18 secondi dietro in 2h20’41 precedendo di undici secondi la vincitrice dell’ultima maratona di Praga Valary Ayabei. L’etiope Helen Tola si è classificata quarta con il record personale di 2h22’51” davanti ad Anna Hahner (2h28’32”).

La gara femminile ha visto quattro atlete Gladys Cherono, Valary Aiyabei e Amane Beriso prendere il comando nella prima parte. Le quattro leader sono transitate a metà gara in 69’40” in tabella di marcia per battere il record del percorso della giapponese Mizuki Noguchi stabilito nel 2005 con 2h19’12”. Al 30 km Beriso è stata la prima a perdere terreno. Poco prima del 35 km Gladys Cherono ha lanciato l’attacco decisivo staccando Aiyabei e Aga. Cherono, argento mondiale sui 10000 metri a Mosca 2013 e campionessa mondiale sulla distanza della mezza maratona a Copenaghen nel 2014, ha rallentato nel finale ma ha difeso il vantaggio malgrado la fatica ben visibile sul suo volto.

Gladys Cherono
Gladys Cherono

Cherono si è imposta per la seconda volta in carriera a Berlino dopo il successo del 2015 quando scese al di sotto delle 2h20’ per la prima volta in carriera con 2h19’25”. 

Dopo l’infortunio dell’anno scorso e due fratture da stress, questa vittoria è un grande successo per me. Sono rimasta a lungo ferma. Non pensavo che sarei riuscita a tornare ai miei migliori livelli. Credo di potermi ancora migliorare. È stata una gara difficile. Ho cercato di rimanere con la pacemaker fino al 30 km. Quando la lepre è uscita di scena, ho cercato d spingere, Se non ci fossero state condizioni difficili, avrei potuto battere il mio record personale ma sono contenta della mia prestazione.

Ha detto Cherono. La pediatra valdostana Catherine Bertone si è classificata ottima sesta in 2h28’34 dopo un bel duello con la tedesca Anna Hahner e ha stabilito il record personale di quasi due minuti e il record del mondo Master 45. Il precedente limite di categoria era detenuto dall’ucraina Tatyana Pozdyakova nel 2002 con 2h29’00”. Bertone aveva stabilito il precedente record personale con 2h30’19” a Rotterdam nel 2016 nell’anno della sua prima partecipazione olimpica a Rio de Janeiro. Bertone ha a lungo battagliato con Anna Hahner e ha terminato la gara a due soli secondi dalla tedesca.

Catherine Bertone:

Al traguardo mi sono messa a piangere come una bambina di cinque anni. Gli allenamenti parlavano chiaro. Sapevo di valere un buon tempo e speravo di correre intorno alle 2h29’ ma non immaginavo di poter scendere sotto. L’asfalto era molto scivoloso a causa della pioggia. Non mi aspettavo di realizzare il record master 1h14’01 al passaggio alla mezza maratona. 

Catherine Bertone
Catherine Bertone

Anna Incerti si è ritirata dopo il trentesimo chilometro dopo essere stata a lungo tra le prime dieci. Francesca Porcellato si è classificata seconda in 1h14’04” nella gara riservata alla categoria handbike. Un numero record di 43852 corridori provenienti da 137 paesi ha preso il via alla quarantaquattresima edizione della Maratona di Berlino, appuntamento delle IAAF Gold Label e tappa delle World Marathon Majors.

La maratona di Berlino ha richiamato migliaia di spettatori assiepati lungo l’affascinante percorso che ha toccato tutti i luoghi simbolo della capitale tedesca come Charlottenburg, Schoenenberg, Kurfusterdam, Unter den Linden (sotto i tigli) nel quartiere Mitte, il viale più amato e famoso di Berlino chiamato così per gli alberi di tiglio lungo il percorso pedonale, e la Porta di Brandeburgo.

La Maratona di Berlino è stata un grande successo di pubblico a dimostrazione della passione dei tedeschi per questo evento tra i più rinomati nel calendario delle classiche internazionali. La capitale tedesca si prepara ad un 2018 straordinario nel quale verranno organizzati i Campionati Europei nel celebre Olympiastadion dal 7 al 12 Agosto.

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