De Rossi: "Stavo per lasciare la Roma, mi voleva un club italiano"

Il capitano giallorosso parla in un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport: "Sarebbe bello se finissi la carriera qui, ma questa estate potevo lasciare".

Roma, lunga intervista a De Rossi

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Quella appena iniziata è una stagione molto speciale per Daniele De Rossi. Dopo l'addio di Francesco Totti alla Roma, questa annata è infatti la prima in cui il centrocampista della Nazionale è ufficialmente il capitano dei giallorossi.

L'inizio di campionato dei capitolini è stato positivo, escluso il passo falso nella partita interna contro l'Inter, e il 34enne sembra essere molto soddisfatto sia delle sue prestazioni che di quelle della sua squadra, che però è logicamente ancora in costruzione per via dei molti cambi in estate, primo fra tutti quello dell'allenatore.

Oggi De Rossi è protagonista di una lunga intervista uscita sulle pagine del Corriere dello Sport in cui parla del momento attuale della sua Roma, del rapporto che ha avuto con i tecnici che lo hanno allenato durante la sua carriera e anche del suo futuro, che a suo dire potrebbe essere proprio su una panchina.

Roma, De Rossi: "Mi piacerebbe diventare allenatore"

De Rossi con la Roma
De Rossi parla al Corriere dello Sport

Nell'intervista rilasciata al Corriere dello Sport e tenuta da Walter Veltroni, De Rossi ha parlato delle difficoltà che ha incontrato nei suoi tanti anni a Roma, piazza dove è storicamente complicato riuscire a vincere.

A Roma è difficile vincere perché ci sono società più potenti a livello economico, con più storia alle spalle. La Juve ad esempio in questi anni ha avuto uno strapotere finanziario. Noi gli siamo sempre stati dietro, ma passargli davanti sfiora l'impossibile.

L'attuale capitano dei giallorossi è stato spesso molto critico nei confronti di quello che lui definisce "l'ambiente romano", cioè la moltitudine di giornali, radio o siti che secondo lui tendono a inasprire i toni nei confronti della squadra. Veltroni gli ha chiesto se dopo molti anni, la pensa ancora in questo modo.

Mi sono convinto che non sia così determinante come pensavo. Certo, le radio e i giornali ogni tanto portano a superare i limiti, hanno stravolto quel senso di 'romanismo' che esisteva un tempo. Il romanista prima si difendevano sempre, ora c'è facilità nel dividersi per qualsiasi cosa.

De Rossi ha poi parlato del suo futuro: durante le ultime estati sono state insistenti le voci che lo vedevano lontano da Roma per andare in un altro campionato (probabilmente quello statunitense) oppure addirittura in un'altra squadra di Serie A, con l'Inter che era molto interessata nell'ultima sessione di calciomercato.

Sarebbe molto bello se io finissi a Roma, però ho il desiderio di vivere un'esperienza altrove. Avevo deciso che quella scorsa sarebbe stata la mia ultima stagione in giallorosso. L'offerta più grossa però era quella di un club italiano e non me la sono sentita di tradire la città e i tifosi. Probabilmente se fosse arrivato un club europeo o americano, oggi non saremmo qui.

Il 34enne ha voluto commentare ciò che lo aspetta dopo che appenderà gli scarpini al chiodo. Pur non escludendo la possibilità di lasciare il mondo del calcio, De Rossi è ancora indeciso fra due ruoli: quello da dirigente, come è successo a Totti, oppure quello di allenatore.

Sono molto combattuto, perché da una parte mi piacerebbe viaggiare e vedere il mondo. Ma negli ultimi anni sto pensando a diventare un allenatore, anche perché ho avuto dei tecnici che mi hanno affascinato durante la mia carriera. Mi rendo conto però che è un lavoro difficilissimo, quindi questi dubbi rimangono.

De Rossi ha concluso parlando proprio dei grandi allenatori con cui ha avuto la fortuna di lavorare nella Roma e in Nazionale, fino ad arrivare al suo attuale tecnico giallorosso Di Francesco, con cui dice di trovarsi particolarmente bene.

Per un periodo ero allenato contemporaneamente da Spalletti e da Conte e credo che la fortuna di un giovane allenatore la facciano i tecnici che ha avuto quando ha giocato. Rudi Garcia aveva dei lati incredibili ai quali mi vorrei ispirare, come Luis Enrique. Con Di Francesco mi trovo benissimo e sono contento che ora venga riconosciuto quello che sta facendo.

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