Adriano ci ricasca: selfie insieme al narcotrafficante

L'Imperatore ricasca in un antico vizio: farsi fotografare insieme ai peggiori criminali delle favelas di Rio de Janeiro. Lui si difende: "Non c'è nulla di male".

Adriano Leite Ribeiro

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Sfogliando un'ipotetica enciclopedia del calcio, alla voce "talento sprecato" troveremmo anche la sua foto, quella di Adriano Leite Ribeiro, l'Imperatore che fece ammattire i tifosi dell'Inter, salvo inabissarsi troppo presto in un vortice di eccessi, cattivi consigli e depressione. La sua foto, peraltro, la troveremmo anche sfogliando i giornali brasiliani di oggi: in prima pagina, accanto a uno dei narcotrafficanti più pericolosi del suo paese.

Lo scoop è del tabloid di Rio de Janeiro Meia Hora, che ha piazzato in apertura un'immagine scioccante dell'ex calciatore di Inter e Roma mentre abbraccia Rogerio 157, attuale boss di Rocinha, la favela più vasta del Sudamerica. Poco più sotto, un titolo dai toni apocalittici: "Che Dio perdoni queste persone cattive".

Adriano Rogerio 157
La prima pagina di Media Hora che ritrae Adriano in compagnia del boss Rogerio 157

Rogerio Avelino da Silva non è un bandito qualsiasi: ex numero due del boss Nem, ha approfittato della detenzione di quest'ultimo per attuare un golpe e concentrare su di sé il potere a Rocinha. La favela, peraltro, è in queste ore al centro dell'attenzione internazionale, per via di una massiccia operazione militare (oltre 1000 soldati coinvolti) volta a riportare la pace in una zona che le gang hanno trasformato in uno scenario di guerriglia urbana.

Adriano si difende

Adriano ha provato a difendersi con un video diffuso su Instagram. In sostanza, l'Imperatore sostiene di aver il diritto a fotografarsi in compagnia di chi più gli aggrada, in quanto personaggio pubblico, e di voler querelare tutti. 

D'altra parte, non è certo la prima volta che Adriano s'infila in situazioni analoghe. Le sue cattive frequentazioni, per così dire, sono note e di vecchia data. Lui stesso è cresciuto nella favela di Vila Cruzeiro, nella parte nord di Rio, un posticino tranquillo nel quale, se sei un giornalista e le gang ti scoprono con una telecamera nascosta addosso, ti incastrano in una pila di pneumatici e ti danno fuoco mentre sei ancora vivo (è successo nel 2002 al povero Tim Lopes). E già nel 2013 la polizia brasiliana trovò nel telefono del narcotrafficante Trek, boss della favela Complexo do Lins, un selfie insieme ad Adriano. "Nulla di strano, un personaggio pubblico non nega a nessuno una foto insieme", si giustificò all'epoca il giocatore. Scuse rispolverate anche per questa occasione.

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