Real Madrid, qué pasa? Zero gol dopo 73 gare, la Liga è tutta in salita

Scoprirsi umani, vulnerabili, battibili anche al Bernabeu. Ma anche aridi, dopo 73 gare sempre in gol. Il risveglio post Betis è di quelli traumatici.

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Avete presente Finidi George? Dai, l'ala nigeriana che vinse la Coppa d'Africa nel 1994 e la Champions League con l'Ajax un anno dopo? Vabbè, in ogni caso: fu lui a segnare il gol partita in un Real Madrid - Betis del 4 ottobre 1998. Per quella che, fino a ieri sera, rimaneva l'ultima vittoria degli andalusi al Santiago Bernabeu. Diciannove anni fa, le strade di Zinedine Zidane e dei blancos dovevano ancora incrociarsi: oggi - per "colpa" del Finidi George del 2017, Toni Sanabria - Zizou si trova ad affrontare la prima, vera crisi della sua avventura da entrenador.

Otto punti dopo cinque giornate e -7 dal Barcellona, che ridacchia divertito dalla sommità della Liga. Bisogna tornare al 2012/13 per ritrovare una partenza in campionato più grigia: allora i punti in classifica furono 7. Cinque anni fa, però, le sconfitte (contro Getafe e Siviglia) arrivarono in trasferta. Stavolta no, i passi falsi hanno avuto come borbottante palcoscenico il Bernabeu.

Le merengues si riscoprono battibili in casa anche dalle "altre": vedremo tra poco da quanto resisteva l'invulnerabilità interna, contro avversari che non fossero Barcellona o Atletico Madrid. E soprattutto si risvegliano con un insolito senso di aridità: il record di partite consecutive in gol si ferma a 73, il sorpasso al Santos di Pelé è rimandato a data da destinarsi. E pensare che la sfida con il Betis sarebbe dovuta servire da pretesto per il ritorno di Cristiano Ronaldo: è finita invece con il portoghese in ginocchio, insieme a tutta la squadra.

Real Madrid, in Liga i blancos si riscoprono aridi e vulnerabili

È la sera del 26 aprile 2016, il Manchester City ospita il Real Madrid nella semifinale d'andata di Champions League: i futuri vincitori della coppa ancora non lo sanno, ma sarà quella la loro ultima partita "a bocca asciutta". Da lì in poi, 73 gare di fila senza lasciare la porta avversaria immacolata: un totale esorbitante, schiacciante di 200 gol. Appena domenica sera, l'aggancio alla mitologica squadra de O Rei: tre giorni dopo, il numero zero torna dopo il lungo letargo.

Manchester City-Real Madrid 0-0, semifinale andata Champions League 2015/16
L'ultima volta del Real Madrid a secco di gol? Era il 26 aprile 2016, semifinale d'andata di Champions League contro il Manchester City

Non che, contro la formazione di Quique Setién, i blancos non abbiano avuto occasioni: 27 i tiri totali, il forcing nel finale a caccia dei tre punti, fino alla beffa del minuto 94. Indovinate come Zidane ha sintetizzato l'incontro nella conferenza post partita?

Oggi il pallone non ne voleva sapere di entrare. Abbiamo avuto 26-27 occasioni, ma niente da fare. Esto es el fútbol.

Più di 100 partite senza perdere in casa con le "altre"

Questo è il calcio, appunto. Lo sport in cui il Betis è in grado di mettere fine a un'altra sequenza spaventosa. Quella che vi abbiamo accennato prima: il Real non perdeva in Liga al Bernabeu da 106 partite consecutive, contro avversarie diverse dalle altre due big Barcellona e Atletico. Altro che semifinale di Champions contro il City, qui torniamo indietro al 30 aprile 2011: sei anni e mezzo fa, il Real Saragozza s'impose 3-2 dalle parti del Paseo de la Castellana.

L'aria di casa, è evidente, non inebria più di tanto il Real Madrid attuale. Nei tre match interni disputati in questo inizio di campionato, le merengues hanno raccolto appena due punti contro Valencia e Levante. In pratica, non vincono in Liga dallo scorso 14 maggio, quando liquidarono 4-1 il Siviglia. Molto simile ai tre pareggi casalinghi consecutivi ottenuti nel 1969: qui entriamo nella foschia più impenetrabile della storia.

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"Dobbiamo stare tranquilli"

Del "problema Bernabeu", Zidane è il primo a esserne consapevole:

In trasferta stiamo giocando meglio e segniamo più gol. Dobbiamo cambiare questo trend in casa.

Zizou non è soddisfatto, come potrebbe mai esserlo. Però è sereno, almeno è il messaggio che vuole sia recepito dalla stampa e dai tifosi:

L'anno scorso abbiamo vinto partite che non meritavamo, ora succede il contrario. Ma non credo che si tratti di una situazione delicata, dobbiamo stare tranquilli.

Facile a dirsi, quando sei pur il bi-campione d'Europa. Quell'aria da "com'è stato possibile", però, è un'espressione troppo complicata da mascherare. Riscoprirsi vulnerabili non è mai una bella sensazione. Gli dèi cadono a terra e fanno rumore.

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