Atletica, Tamberi: “Tornare a giocare a basket un sogno che si avvera”

Settimana speciale per Gianmarco Tamberi che ha raccolto l’invito della Mens Sana basket per allenarsi con il team locale che milita nel campionato di Serie A2.

Tamberi

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Il campione mondiale indoor ed europeo di salto in alto Gianmarco Tamberi è tornato a vestire maglietta e scarpe da basket per una settimana sul parquet della Mens Sana Siena, che milita nel campionato di pallacanestro di Serie A2. Il venticinquenne marchigiano ha accolto al volo l’invito del Presidente della Mens Sana e noto giornalista Guido Bagatta a trascorrere una settimana di allenamenti con la locale società toscana sotto la guida del coach Giulio Griccioli in vista dell’amichevole di Sabato contro il team di Pistoia, nella quale Gimbo potrebbe giocare alcuni minuti di partita.

Il campione dell’atletica azzurra non ha mai nascosto il suo amore per il basket, sport che ha praticato a buoni livelli nel ruolo di guardia prima nelle giovanili della Robur Osimo e successivamente nella Stamura Ancona, club cestistico della sua città natale. Per Gimbo l’invito della Mens Sana è stato il coronamento di un sogno nato fin da piccolo. L’attuale primatista italiano del salto in alto con 2.39m inseguiva il desiderio di giocare nel campionato NBA ispirato dalle imprese del suo mito di sempre Tracy McGrady.

Gianmarco Tamberi è sempre stato un grande fan degli Houston Rockets, team ora allenato dall’ex campione e allenatore dell’Olimpia Milano Mike D’Antoni. Nei giorni successivi al titolo mondiale indoor a Portland Tamberi fu invitato dal “director of player personnel” degli Houston Rockets Gianluca Pascucci a trascorrere una giornata indimenticabile con i giocatori del team texano. In quell’occasione Gianmarco ebbe l’occasione diassistere agli allenamenti dei suo beniamini e di incontrare il suo idolo James Harden soprannominato “the Beard”. Ancona ha organizzato insieme ad un gruppo di amici il Silverback Streetball, un torneo 3 contro tre e gare di schiacciate. Durante le vacanze di Natale del 2016 trascorse a New York Gianmarco ha avuto l’occasione per seguire due match NBA insieme al suo amico del cuore Gregorio Paltrinieri, campione olimpico dei 1500 metri stile libero.

Atletica, Gianmarco Tamberi e il basket: "Giocare da professionista era il mio sogno"

Gianmarco Tamberi:

Quando Guido Bagatta mi ha fatto la proposta di allenarmi una settimana con la Mens Sana, non ci ho pensato due volte. Giocare da professionista era il mio sogno da bambino e sono contento di averlo trasformato in realtà. Mi sono sempre sentito un giocatore di basket prestato all’atletica. Quando vinsi il titolo studentesco di salto in alto senza allenamento specifico scelsi l’atletica. Nel mio appartamento di Ancona ho un canestro appeso in camera. Mi innamorai di Tracy McGrady quando realizzò 13 punti in 35 secondi. L’ho preso ad esempio nei momenti di difficoltà. Sono tifoso degli Houston Rockets e ammiro James Harden e Russell Westbrook. In passato ho giocato a buoni livelli insieme al mio concittadino e amico Achille Polonara.

A proposito della sua esperienza con la Mens Sana Basket, Tamberi ha così espresso le sue emozioni:

Quando sono entrato sul parquet , ho provato molta emozione e mi tremavano le gambe. Mi sentivo come un bambino piccolo a cui hanno dato molte caramelle. Sono contento di essere un panchinaro e gioisco nello stare vicino a dei professionisti che si preparano per un campionato importante come la serie A2. Tornerò a pensare al salto in alto ad inizio ottobre. Nel mese di Settembre mi sono sempre preso i miei spazi e questa settimana di basket a Siena è la mia vacanza ideale. Sono tifoso della squadra di Pesaro ma se dovesse esserci uno scontro diretto con Siena mi sentirei in imbarazzo. A Siena sono stato accolto come uno del gruppo ma voglio chiarire che non avrò un futuro nel basket.

Gianmarco Tamberi
Gianmarco Tamberi

È un’esperienza che si esaurirà questa settimana. Su questa scelta si possono fare molte congetture negative per quanto riguarda il rischio di possibili infortuni, ma sono un atleta per undici mesi all’anno e ho sentito bisogno di togliermi tutti i carichi che mi sono creato in precedenza. In Settembre mi prendo sempre un periodo di libertà e vado al campetto per giocare a basket. Ora ho avuto questa splendida opportunità ma il mio obiettivo rimane quello di saltare 2.40m e i miei sforzi sono rivolti tutti ad arrivare pronto alle Olimpiadi di Tokyo. Per il basket non rinuncerei mai a giocare neanche prima della finale delle Olimpiadi. Anche prima di vincere agli Europei di Amsterdam ho giocato a basket procurandomi una vescica al piede e questo testimonia la mia grande passione per il basket.

Campioni d'atletica con un passato nel basket

Tamberi è uno dei tanti esempi di campioni dell’atletica che si sono dedicati in passato al basket, sport che presenta diverse analogie con i gesti dell’atletica come correre, saltare e lanciare. Il basket può essere definito a buon diritto come una sorta di atletica giocata con la palla a spicchi arancione. Un esempio di atleta di successo con un passato di buon livello nel basket è la quattro volte campionessa mondiale outdoor del salto in lungo Brittney Reese, che iniziò la carriera nella pallacanestro a livello universitario e scelse il salto in lungo quasi per caso quando l’allenatore di atletica della sua high school in cerca di una saltatrice organizzò una garetta di salto in lungo tra le giocatrici di basket mettendo in palio una bottiglia di Coca Cola per chi fosse in grado di saltare più lontano. Reese ha ripetuto in più occasioni l’importanza del suo background di cestista nella carriera futura di saltatrice.

Rimanendo nell’ambito del salto in alto alcuni avversari di Tamberi come Donald Thomas e Jesse Williams hanno praticato il basket a buoni livelli. Con pochi mesi di allenamento Thomas si classificò quarto ai Giochi del Commonwealth del 2006 superando 2.23m nel salto in alto, indossando le scarpe da basket. La velocista statunitense Carmelita Jeter, campionessa mondiale dei 100 metri a Daegu 2011, giocò a pallacanestro seguendo l’esempio del fratello Eugene “Pooh” Jeter, giocatore di basket che militò nei Sacramento Kings e in diverse squadre spagnole.

 Jesse Williams
Jesse Williams

Diversi campioni dell’atletica statunitense hanno praticato altri sport con ottimi risultati. Uno sport molto amato dagli atleti d’oltre oceano è il football americano. Celebri sono gli esempi di Bob Hayes, unico atleta della storia a vincere un titolo olimpico sui 100 metri a Tokyo 1964 e un Suoer Bowl nel 1972 con i Dallas Cowboys, e di Renaldo Nehemiah, ex primatista mondiale dei 110 ostacoli e successivamente wide receiver con i San Francisco 49ers. Attualmente l’esempio più interessante è Devon Allen, che per anni ha alternato la carriera di atleta vincendo due titoli NCAA e un titolo statunitense assoluto sui 110 ostacoli e le partite di football americano a livello universitario nel ruolo di wide receiver con la University of Oregon. Allen si è classificato quinto alle Olimpiadi di Rio 2016 sui 110 ostacoli e ha deciso di dedicarsi all’atletica da professionista in seguito ad un grave infortunio che ha posto fine alla carriera di giocatore di football americano.

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