Il terremoto in Messico non ha danneggiato l'Azteca

L'immagine che ha fatto il giro del mondo non mostra una crepa aperta dal sisma, ma un giunto strutturale che serve proprio a evitare i danni da terremoto.

Stadio Azteca

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Falso allarme: la tremenda scossa di terremoto che ieri ha colpito il Messico non ha danneggiato lo stadio Azteca. Indubbiamente una notizia di poco conto, se paragonata allo spaventoso conto che il sisma presenterà in termini di vite umane - al momento, sono oltre 200 le vittime - e certamente anche in termini economici per il paese nordamericano, ma il fatto che uno dei più celebri e importanti impianti calcistici del mondo sia uscito indenne dal disastro rappresenta comunque un piccolo sollievo in mezzo alle lacrime.

Nelle ore immediatamente successive al terremoto, su Twitter è cominciata a circolare una fotografia di una enorme crepa apparsa sulle tribune dell'Azteca. L'immagine ha fatto rapidamente il giro del pianeta, fino a quando non ha preso la parola il direttore generale dell'Insituto del Deporte, Horacio de la Vega, il quale ha spiegato che quella supposta crepa è in realtà un giunto strutturale: cioè, uno spazio lasciato intenzionalmente vuoto proprio in funzione anti-sismica.

Insomma: non è stato il terremoto a provocare l'apertura di un'enorme crepa, è stata la "crepa" a impedire che il terremoto provocasse danni allo stadio Azteca. Peraltro, ieri sera era in programma il match degli ottavi di finale della Coppa del Messico tra America e Cruz Azul: lo stadio è stato evacuato senza incidenti e l'incontro rinviato.

L'Azteca, lo stadio di Diego

Per una dolorosa coincidenza, il 19 settembre 1985, esattamente 32 fa, Città del Messico fu devastata da un sisma di magnitudo 8.1 sulla scala Richter. La violentissima scossa rase al suolo un terzo degli edifici della capitale e si prese la vita di un numero di persone compreso tra le 5 e le 10mila. Il paese reagì con prontezza al disastro e qualche mese più tardi si fece trovare pronto per ospitare i Mondiali di calcio del 1986. Quelli dell'Argentina e di Diego Maradona, che proprio all'Azteca visse i suoi due momenti più importanti: il quarto di finale contro l'Inghilterra, quello della Mano de Dios e del gol del siglo, e la finalissima contro la Germania Ovest.

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