Quando il Borussia Dortmund modificò un messaggio politico sul campo

A poche ore della partita con l'Amburgo, il Borussia Dortmund fu costretto a scrivere a modificare un messaggio politico sul proprio terreno di gioco per rispondere ai ribelli.

Durante la partita con l'Amburgo il Borussia Dortmund utilizzò il terreno di gioco per un messaggio

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Ci sono cose che col calcio non dovrebbero avere a che fare. Poi però qualcuno le mischia. Secondo il Vangelo di Luca, poco prima della nascita di Cristo, l'Imperatore Augusto con un decreto ordinò il censimento di tutti gli abitanti dell'Impero romano. Stando alla storia quello fu il primo censimento.

Ne seguirono tanti altri, fino ad arrivare al 1987. Vero, tutto questo difficilmente c’entra col calcio, ma con la Bundesliga sì. Anche se tutto cambiò la mattina di venerdì 15 maggio 1987. Gustav Sträter, responsabile del campo del Borussia Dortmund, quel giorno entrò nello stadio per controllare le condizioni del terreno di gioco. Nulla di strano, lo faceva tutti i giorni.

Ma quel 15 maggio 1987 c’era qualcosa di diverso. Il prato, come al solito, era in ottime condizioni, ma c’era molto bianco. Troppo bianco. Vicino al cerchio di centrocampo c’era una scritta molto particolare, creata proprio col gesso che di solito serve a delineare il terreno di gioco. E non si poteva fare finta di nulla...

Borussia Dortmund
Il campo del Borussia Dortmund quel 15 maggio 1987

Borussia Dortmund: quando calcio e politica si mescolano

Non era un incitamento per il Borussia Dortmund, né una frase ingiuriosa per i rivali dei gialloneri. Era un’indicazione politica:

Boicotta e sabota il censimento.

Aia. Gustav Sträter non credeva ai propri occhi. In quel periodo la Germania era ancora divisa in due: Est e Ovest. E se c’era una cosa che univa le due "Germanie" era proprio il fatto di non voler dare troppe informazioni personali allo stato. Il problema però per Gustav si poneva lo stesso. Cosa fare ora? A poche ore dalla partita con l’Amburgo quella scritta non poteva esser cancellata. Non c'era il tempo. Si correva il rischio di rovinare il terreno di gioco. E quindi, cosa fare? Se non si fosse trovata una soluzione il Borussia Dortmund avrebbe dovuto annullare la partita e quindi perderla a tavolino. Sträter informò immediatamente i dirigenti del Borussia Dortmund, lui non sapeva come uscirne. La DFB fu chiara col club giallonero: quella scritta non poteva restare così.

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Ci fu quindi una riunione fiume. Un brainstorming. Servivano idee, servivano soluzioni. Poi all'improvviso ecco l’illuminazione: bastava aggiungere la parola “non” alla scritta e il senso della frase cambiava. Veniva stravolta. Del tutto. A quel punto poteva diventare un messaggio opposto. Si decise allora di aggiungere anche le parole “il presidente federale”. La frase era quindi diventata:

Il presidente federale non boicotta e sabota il censimento.

Il presidente in quel periodo era Richard von Weizsäcker, che venne informato di quanto successo e si complimentò per l’idea. Effettivamente il censimento ebbe luogo e non ci furono nemmeno grossi problemi né proteste. La partita venne giocata e fu perfino spettacolare. Il Borussia Dortmund vinse infatti per 4-3. Una delle gare più spettacolari del decennio. Anche se, a dirla tutta, non era cominciata benissimo. Perché ci sono cose che col calcio non dovrebbero avere a che fare. 

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