Bundesliga, Domenico Tedesco si racconta a FOXSports.it

A 31 anni è l'allenatore più giovane della storia dello Schalke: Tedesco ha già conquistato 9 punti nelle prime 4 giornate di campionato. E ora sfida Ancelotti...

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Allenare lo Schalke non è facile. Dal 2014 hanno provato in 5 a sedersi su quella panchina. Prima Keller, poi Di Matteo, poi Breitenreiter e Weinzierl. Nessuno di loro però ha convinto. Durante la scorsa estate a Gelsenkirchen si è quindi deciso di puntare su un allenatore che possa essere il punto di riferimento anche in futuro.

Il nome giusto era quello di Domenico Tedesco. Appena 11 partite da professionista, sulla panchina dell’Aue, gli sono bastate per far emergere le proprie qualità. Nato in Italia, in Calabria, si è trasferito in Germania che aveva appena tre anni. Non ricorda nulla della sua vita italiana, solo quando l’estate andava a trovare i nonni in vacanza. È cresciuto fra i tedeschi quindi, e ne ha acquisito la precisione e meticolosità, ma ha la fantasia tipica dell’italiano. Mix perfetto per un allenatore.

Appena arrivato allo Schalke però, Tedesco ha dovuto affrontare un problema non da poco: per responsabilizzare di più i giocatori della rosa ha tolto la fascia da capitano a Howedes e l’ha data a Fahrmann. Il difensore tedesco non l’ha presa bene e ha chiesto la cessione. E i tifosi si sono schierati tutti con lui. Ora però i risultati stanno dando ragione al tecnico.

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Bundesliga, intervista esclusiva a Tedesco, il tecnico dello Schalke

Lo Schalke infatti ha conquistato 9 punti nelle prime 4 partite di campionato. Nel prossimo turno di Bundesliga sfiderà il Bayern Monaco (martedì 19 settembre alle 20.30 su FOX Sports Plus, canale 205 di Sky) stando a pari punti con Ancelotti, l’altro allenatore italiano del campionato. Lo Schalke targato Tedesco sta sorprendendo. L’anno scorso il club di Gelsenkirchen perse le prime 5 partite. Weinzierl, il tecnico, prima dell’inizio del campionato provò a esorcizzare la paura dell’esonero che puntuale colpisce ogni allenatore dello Schalke presentandosi con una battuta:

Ho faticato a trovare una casa in affitto perché sanno tutti che entro un anno andrò via. Nessun padrone di casa accetta di firmare un contratto annuale.

Gli disse male, perché poi è effettivamente stato esonerato dopo un solo anno. Tedesco però pianifica di restare a Gelsenkirchen molto, molto più a lungo.

Ha faticato come Weinzierl a trovare casa?

Sinceramente no. E ho anche avuto una doppia fortuna perché l’ho affittata per più di un anno e perché l’appartamento mi piace molto.

Bentaleb si è detto affascinato dal fatto che lei parli una lingua diversa con ogni giocatore…

Ha esagerato. Parlo bene italiano, tedesco e inglese. Con lo spagnolo e il francese me la cavo. Non penso che sia importante per il giocatore che l’allenatore gli parli nella sua lingua madre, ma che ci sia una comunicazione diretta invece è fondamentale.

Benché abbia appena 31 anni ha allenato per oltre un decennio nelle giovanili: cosa cambia rispetto alla prima squadra?

Il modo di parlare con i giocatori. Ovviamente con i ragazzi l’approccio è diverso rispetto a quello che si ha con i professionisti. Inoltre il ritmo in prima squadra è molto più alto, in allenamento e in partita.

Nel prossimo turno di Bundesliga sfiderà Ancelotti in quello che sarà un derby italiano. Ha già parlato con Carletto?

Sinceramente ancora no. Per questo sono contento di incontrarlo a breve. Lo seguo da tempo. Fin da quando era alla Juventus.

Siete partiti fortissimo, ma adesso c’è il Bayern: cosa cambia in fase di preparazione?

Cambiano le percentuali. Mi spiego meglio: ogni squadra ha una propria mentalità e un proprio disegno tattico. Quando si affronta una squadra tecnicamente inferiore alla propria, ci si adatta agli avversari per il 20%. Contro il Bayern prepareremo la partita adattandoci a loro per il 40%. È importante capire con quale mentalità scenderà in campo la squadra avversaria. Qual è la loro filosofia di gioco? Quali sono le loro idee di gioco, qual è la loro cultura? Hanno delle strutture di gioco che ripetono più volte durante la partita? Questo è importante…

Qual è il suo obiettivo?

Voglio migliorare la squadra. Non mi interessa la posizione in classifica, quella alla fine dell’anno non mente. L’importante però è che lo Schalke intraprenda un percorso di crescita.

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