Pick a kick: Under Armour Curry 3, materiali e supporti d'elitè

La terza nata della collezione Curry ha tantissime buone cose e qualche piccolo difetto. Ora la sua presenza lascia spazio alle Curry 4 per vedere un altro upgrade.

Under Armour Curry 3

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Per la quarta uscita della nostra rubrica “pick a kick” che vi aiuta a scegliere le scarpe da basket adatte per la prossima stagione, torniamo a casa di Under Armour per parlare delle Curry 3 in attesa di testare il modello numero quattro della serie.
Innanzitutto a testimonianza della grande voglia di distribuire il marchio a ogni livello, c’è da segnalare la nuova apertura di un punto vendita Under Armour in piazza Gae Aulenti a Milano che verrà inaugurato martedì 19 nella rinnovata e rinomata zona milanese. Lì si potranno apprezzare i nuovi modelli, alcuni anche già recensiti in questa rubrica, tutto l’abbigliamento e la merce di alto livello della casa americana in un vero e proprio paradiso per gli sportivi.

La scarpa della linea Curry regala anche nella versione 3 le certezze che si erano trovate nelle prime due. Come per quello che riguarda alcune signature Nike, la linea guida intrapresa dal primo modello è stata portata avanti per tutta la serie. Per questo chi compra sa perfettamente che se si è trovato bene con quelle precedenti, può andare quasi ad occhi chiusi.
Sottolineiamo il quasi perché in molti hanno dovuto selezionare accuratamente il numero di scarpa da scegliere, perché anche il mezzo numero influisce sulla calzata. Un mezzo numero in meno può risultare stretto, mentre un mezzo numero in più può risultare lungo ed è un po’ quello che ho sofferto nel test sul campo. Sfortunatamente il mio piede non trova un perfetto fit neanche nei mezzi numeri e forse per un caso non poi così ricorrente, ho fatto fatica a trovare la giusta tenuta del piede all’interno della scarpa. 

Le Curry 3 in ogni colorazione

Suola e materiali da prima della classe

Under Armour si sta ergendo a protagonista assoluta della produzione di scarpe per la selezione dei materiali, sfruttando anche i notevoli studi fatti in passato che hanno reso l’azienda dominante per quanto riguarda gl’ indumenti tecnici.
Il Threadbone utilizzato anche per tanti indumenti tecnici viene impiegato per la tomaia, rendendola un perfetto mix tra lo spessore ridotto e la solidità che garantisce un perfetto adattamento al piede, dando comodità pressochè totale.
Oltre a questo c’è l’anaFoam che permette un’aderenza quasi completa all’interno della scarpa adattandosi perfettamente alla forma del vostro piede.

La suola rimane la vera parte forte di questa kick, perché la trama Herringbone è un perfetto mix di trazione, reattività e velocità che permette di avere le migliori prestazioni da ogni superficie. Si dice che le stelle NBA o i professionisti in generale guadagnino qualche millisecondo di risposta da parte della scarpa, ma ovviamente per chiunque altro le indossi, si tratta solo di un ottima forma di grip che vi permette di essere sempre saldi e reattivi. L’unico difetto, che però viene riportato e che non ho avuto modo di constatare appieno, è la necessità di pulizia per l’inserirsi di polvere all’interno delle “piegature”, anche se nella nostra prova sul campo non c’è stato mai bisogno di nessuna pulizia e la trazione è sempre stata perfetta.

Curry 3 gialle

Cushioning migliorabile, ma supporti di alto livello

Il tallone d’achille, se così si può dire, è l’ammortizzazione che pur rimanendo in una buona fascia di merito, essendo in Micro G risulta non essere sempre performante al top. Rimane una questione di abitudini, di ruoli in cui si gioca e di capacità atletiche, ma nel caso di ripetuti e grossi stress da attutire, bisogna considerare in maniera accurata la resa.

I supporti invece sono di alto livello con una stabilità della caviglia pressoché totale (sempre a patto di avere la numerazione corretta per voi), anche perché vestono molto alto andando a proteggere la caviglia stessa, in controtendenza rispetto alle tante scarpe low che si vedono in giro o vanno per la maggiore in questo periodo. C’è un aiuto nel sistema di trazione fatto di fibra di carbonio, così come la scolpitura in mezzo alla suola che garantisce ancora più sicurezza su ogni tipo di movimento.

 

La parte interna delle Under Armour Curry 3

Valutazione

4.4/5

La composizione di questa scarpa è di alto livello, i materiali sono notevoli e la tecnologia tutela in modo perfetto ogni movimento con il grip della suola e la stabilità di caviglia e piede.
Il difetto che abbiamo riscontrato nella misura può (e forse deve) condizionare l’acquisto perché basta mezzo numero in più o in meno per passare da una perfetta scarpa di alta tecnologia a un modello che vi fa “ballare”.
Con il solito consiglio try before buy, se trovate il perfetto fit, spendere i 90 euro del prezzo di listino (in possibile discesa ora che è uscita la 4), è abbondantemente un saldo anche se è già uscito il modello successivo.


Le altre scarpe:

AND 1 TAI CHI 3

UNDER ARMOUR ROCKET 2

ADIDAS CRAZY EXPLOSIVE

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