Dal calcetto al futsal: l'evoluzione di uno sport che sta cambiando

Nato in Uruguay nel 1930, in Italia il futsal è tra gli sport più discussi. C'è chi lo ritiene noioso e chi spettacolare. E intanto Fifa e Uefa pensano a come cambiare la regola del portiere di movimento...

Ercolessi contrasta Ricardinho

1k condivisioni 22 commenti

di

Share

Un tempo era calcetto, poi calcio a 5 e ora futsal. Sì, futsal. L'unione di due parole: futbol e salon. Ne rivendica la paternità l'Uruguay e in particolare il professore di educazione fisica Juan Carlos Ceriani, che nel 1930 inizia a far giocare a calcio i propri studenti all'interno di una scuola. In Italia, il calcetto arriva trent'anni più tardi. Agli albori degli Anni 60 i campi da tennis dei circoli romani – per l'occasione – si trasformano in campi da calcetto, togliendo la rete e aggiungendo due porte in formato ridotto. Le rimasse laterali si battono con le mani, fino a quando – nel 1983 – la disciplina viene riconosciuta a livello federale.

In 34 anni il futsal (adesso sì) compie passi da gigante, in Italia e nel mondo. Dal 1989 è sotto l'egida della Fifa, che organizza il Mondiale ogni quattro stagioni, e dal 1996 della Uefa, padrona del campionato europeo che la nostra Nazionale ha vinto nel 2003 e nel 2014.

Il futsal è tra gli sport più discussi. C'è chi lo ritiene noioso, monotono o fratello minore del calcio. E c'è chi lo definisce il più spettacolare di tutti, con il giusto mix tra tatticismo e tecnica individuale. Nelle recente riunioni tra Fifa e Uefa, come argomento all'ordine del giorno c'è anche il futsal, e il tanto discusso portiere di movimento, una particolare tattica adottata per recuperare uno svantaggio o tenere palla per difendere un vantaggio. Higuita, estremo difensore della nazionale kazaka e del Kairat Almaty (che ha vinto due Uefa Futsal Cup, la Champions League del calcio a 5), è uno specialista.

Dal calcetto al futsal: l'evoluzione di uno sport che sta cambiando

Con l'attuale regolamento, il 5° uomo può essere giocato dal portiere stesso o da un giocatore che prende il suo posto. Nella propria metà campo ha 4' secondi per liberarsi del pallone, ma – una volta superata – non può più tornare indietro per ricevere palla, mentre non ha limiti di tempo in quella avversaria. Una tattica che divide gli allenatori in varie scuole di pensiero. Addirittura c'è chi gioca così dal 1' al 40'. E allora sì che il futsal può diventare noioso, per chi assiste allo spettacolo dal vivo o in televisione.

Proprio per questo, Fifa e Uefa – su suggerimento delle federazioni, tra cui quella italiana – stanno cercando di trovare una soluzione da presentare all'International Board, l'organo che ha il potere di stabilire qualsiasi modifica e innovazione delle regole del gioco del calcio a livello internazionale e nazionale.

La proposta è la seguente: una volta superata la metà campo, oltre al portiere di movimento, nemmeno il pallone può tornare indietro. In questo modo la squadra che attacca sarebbe costretta a giocare con più velocità, quella che difende aumenterebbe la pressione per indurre gli avversari nell'errore e si eviterebbero possessi palla noiosi. Le federazioni propongono, Uefa e Fifa ci pensano. Il futsal non solo cresce, ma può anche cambiare.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.