Bundesliga, Boateng: "Sono un esempio per i giocatori più giovani"

L'Eintracht Francoforte lo ha fatto tornare in Bundesliga dopo l'esperienza al Las Palmas, ora Boateng crede di poter essere d'esempio per i compagni più giovani.

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Da anni al centro dell’attenzione. In qualsiasi squadra abbia giocato è sempre stato così. Perfino al Milan. Ora però Kevin-Prince Boateng vuole che a osservarlo siano altri. Basta giornalisti, basta lettori a caccia di notizie di gossip. Il ghanese, tornato in Bundesliga in estate, vuole aiutare l’Eintracht Francoforte a crescere.

Sabato Boateng ha segnato il suo primo gol con la sua nuova maglia. Ed è stato subito decisivo. Perché l’Eintracht Francoforte ha battuto il Borussia Moenchengladbach per 1-0. Ma il Boa non vuole essere un esempio solo sul campo. Principalmente lì, è ovvio, ma è convinto di poter insegnare molto ai compagni più giovani anche fuori dal terreno di gioco.

Lo ha confidato proprio Boateng, in un’intervista rilasciata alla Bild, ammettendo di sentirsi molto più maturo di quanto non fosse in passato. Sa di aver commesso qualche errore, ne è consapevole. Ma allo stesso tempo sa che è proprio sbagliando che si impara. E avendo esperienze positive e negative si possono dare consigli più calzanti ai giovani, che muovono ora i primi passi in Bundesliga.

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Bundesliga, Boateng vuole essere d’esempio all’Eintracht Francoforte

Che Boateng sia un leader non è una novità. Che sia tornato in Bundesliga per prendere per mano un club storico come l’Eintracht Francoforte e non per fare una comparsata, nemmeno. Ma che abbia un piano ben preciso per i suoi compagni può sorprendere:

Possono prendermi come punto di riferimento perché ho una buona carriera alle spalle. Sono qui per aiutare un po'. Abbiamo molti giovani che vorrei guidare in Bundesliga. Se serve ci sono volentieri.

Boateng però non si ferma a questo. Nell'intervista scava molto più nel proprio io personale. Vuole capirsi, perché solo così è possibile poi farsi capire dagli altri dopo anni di fraintendimenti. Perché il Boa è cambiato, è maturato, e vuole mettere l'esperienza dovuta agli errori del passato a disposizione di se stesso e degli altri. Perché non è più un bad boy:

Il fatto è che quello è un cassetto che si può sempre riaprire e in molti lo riaprono volentieri. Certo, ho commesso degli errori, ma non guardo indietro. Il passato non mi interessa perché sono maturato. Ma anche questo è normale perché chi non matura a quest'età ha un problema. Lo dico sempre ai più giovani: possono, devono, fare errori, ma ne devono trarre insegnamento.

Interessante anche il passaggio sulle diverse tipologie di allenamento che ci sono fra Italia, Spagna e Germania. Perché all'Eintracht, con Kovac allenatore, Boateng sta svolgendo allenamenti davvero molto duri:

Devo dire che qui per la prima volta in allenamento lavoro davvero. Ma questo dipende anche dalla diversa mentalità che c'è fra Italia, Spagna e Germania. Lì si pensa più alle cosa di campo, qui più alla parte atletica. Da giovane ero il più talentuoso, potevo correre meno perché rimediavo tecnicamente. Poi, arrivato al Tottenham, il talento non bastava più, perché lo avevano tutti. Lì giocava che si impegnava di più e io finivo in tribuna...

Da anni al centro dell’attenzione. In qualsiasi squadra abbia giocato è sempre stato così. Ora però Boateng vuole essere al centro dell'attenzione per aiutare i più giovani a crescere.

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