Europa League, Austria Vienna-Milan 1-5: il Diavolo passeggia al Prater

Funziona il 3-5-2 di Montella, il Diavolo riparte con lo scatenato André Silva (tripletta) e i numeri di Cahlanoglu: conquistati i primi tre punti in questa Europa League.

Cahlanoglu André Silva Milan

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Sarà l’aria europea, sarà il cambio di modulo, sarà un avversario onestamente scarso, fatto sta che il Milan regala ai propri tifosi un esordio col botto nel girone D di Europa League, superando l’Austria Vienna con un eloquente 5-1, e facendosi perdonare la brutta figura rimediata domenica contro la Lazio. Dominatori della serata Hakan Calhanoglu, un gol e due assist, e soprattutto André Silva, che con una tripletta ha dissipato i dubbi (peraltro, assolutamente prematuri) che hanno circondato i suoi primi mesi in rossonero. Di Suso, con deviazione, la rete della staffa.

Europa League, Austria Vienna-Milan: primo tempo

Al Prater, leggendario palcoscenico che vide un altro Milan impegnato in gare europee di altra importanza, Montella ridisegna il Milan secondo un 3-5-2 più funzionale, almeno sulla carta, alle caratteristiche della rosa. Dentro Romagnoli in difesa accanto a Bonucci e Zapata (fuori Musacchio), Calhanoglu in mediana con Biglia e Kessie, sugli esterni Antonelli e Abate e, soprattutto, la coppia Kalinic-André Silva in avanti, quasi 70 milioni di euro in cartellini ultimamente lasciati a riposare in panchina.

Il Diavolo parte bene e al 3’ va già a un passo dal gol: cross da destra di Abate, Calhanoglu aggancia e calcia sul primo palo, bravo Hadzikic a deviare in angolo. Il turco è in vena di magie e la cosa diventa chiara poco dopo, quando ruba palla a Kadiri, scambia con Kalinic e dal vertice sinistro dell’area fa partire un missile terra-aria che finisce sotto l’incrocio opposto (7’). Il vantaggio non spegne i rossoneri, stasera in completo bianco, che raddoppiano dopo soli 3’. Protagonista, ancora una volta, Calhanoglu, che sul lancio di Kessie vince il contrasto con l’impresentabile Kadiri e serve André Silva davanti al portiere, tocco di interno elegante e 2-0 in ghiacciaia.

Lo show dell’ex Bayer Leverkusen non finisce qui e al 20’ arriva il terzo atto, una ripartenza micidiale avviata da Biglia, splendidamente rifinita da un lancio mancino del turco e trasformata in gol ancora una volta da André Silva, eccellente nell’aggancio in corsa quanto nella conclusione sotto le gambe del povero Hadzikic. 3-0 e partita virtualmente chiusa dopo 20’, esattamente come era accaduto a Crotone, all’esordio in campionato.

Secondo tempo

Hakan Calhanoglu MilanGetty
Calhanoglu, un gol e due assist al Prater

Non tutte le magagne si risolvono in tre giorni. E così, dopo aver gestito il match in assoluto relax fino al 45’, il Milan torna in campo nella ripresa con le infradito ai piedi e il cocktail in mano, e dopo 2’ concede all’Austria Vienna un gol evitabilissimo, un colpo di testa del neoentrato Borkovic su azione di calcio d’angolo. Da biasimare, nell’occasione, tanto la dormita di Zapata in marcatura quanto quella del guardalinee, che non si accorge che il corner è stato battuto con la palla nettamente fuori dalla lunetta.

Pazienza, anche perché all’11’ il Milan rimette le cose a posto con il solito, implacabile André Silva: il numero 9 riceve sul filo del fuorigioco da Kessie e con un sinistro secco e preciso conquista il diritto di portarsi a casa il pallone. Montella inizia a pensare all’Udinese: fuori Kalinic e l’ivoriano, dentro Suso e Bonaventura. Lo spagnolo impiega un giro di lancette per mettere la sua firma alla gara con una sberla da 30 metri che una deviazione del povero Kadiri trasforma in una parabola velenosa e imparabile per Hadzikic. È il punto esclamativo sul match, che da lì in avanti scorre via senza sussulti (a parte Bonucci che prova a segnare da 70 metri). Vittoria doppia per il Diavolo, che non solo ottiene tre punti utili per la classifica, ma permette ai propri tifosi di dimenticare Immobile. La squadra, che anche oggi ha palesato qualche caduta di concentrazione, farebbe invece meglio a non dimenticarselo.

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