Lazio, il nuovo Luis Alberto: "A febbraio avevo pensato al ritiro"

Il fantasista spagnolo, in rete contro il Milan, è una delle rivelazioni dei biancocelesti di Simone Inzaghi: in inverno aveva pensato di lasciare il calcio.

Luis Alberto, numero 18 della Lazio

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Da desaparecido a protagonista assoluto. In pochi mesi, il mondo di Luis Alberto è cambiato da così a così: il numero 18 della Lazio, ex oggetto misterioso, ora è al centro del mondo di Simone Inzaghi. Il gol del poker nel 4-1 con il quale la Lazio ha superato il Milan domenica all'Olimpico lo ha consacrato tra i titolari della rosa biancoceleste, permettendo di digerire in fretta la partenza di Keita in direzione Montecarlo.

Qualche segnale di risveglio Luis Alberto da San Josè lo aveva già lanciato nella fase finale della scorsa stagione: gol decisivo a Genova, due assist a Firenze e la sensazione di aver chiuso in netta crescita. Il bilancio al primo anno in Italia, però, era stato magro: 10 presenze tra Serie A e Coppa Italia, 381 minuti complessivi, una rete e la sensazione di non aver mantenuto le promesse accese negli anni in Liga, tra Deportivo de La Coruña e Malaga.

Simone Inzaghi aveva provato a trasformarlo tatticamente: da esterno offensivo a regista davanti alla difesa, con esiti altalenanti. Luis Alberto, complici il ritardo di condizione di Nani e i problemi fisici di Felipe Anderson, ha avviato la stagione assumendo lo status di insostituibile. Dove? Da fantasista nel 3-4-2-1, lo stesso ruolo nel quale ha sbaragliato le carte di Vincenzo Montella domenica pomeriggio: Luis Alberto e Milinkovic-Savic a costruire, Ciro Immobile a realizzare. Sulla sua miglior prestazione stagionale, il centrocampista offensivo non ha dubbi, come raccontato a Marca:

Secondo me ho giocato meglio contro la Juventus che con il Milan. Era una finale, ci giocavamo un titolo e ho fatto molto bene tanto in fase difensiva quanto in attacco.

Lazio, la rinascita di Luis Alberto: aveva pensato al ritiro

13 agosto 2017: Lazio-Juventus 3-2. Lì Luis Alberto ha iniziato a prendere per mano la Lazio, stupendo tutti: dai tifosi agli addetti ai lavori. Tutti tranne Simone Inzaghi. Che lo aveva congelato in inverno, da gennaio ad aprile, per poi rispolverarlo nel finale della scorsa annata. Restituendo fiducia a Luis, che aveva meditato addirittura l'addio:

A febbraio ho pensato di lasciare il calcio, ma ho lavorato su me stesso.

Bel rapporto con lo spogliatoio, fiducia nei propri mezzi, passione per il padel e le patatine fritte. Il mondo di Luis Alberto è fatto di poche ma significative cose: accanto ci sono sempre la moglie Patricia e la loro figlioletta Martina. Sempre presenti sugli spalti per sostenerlo.

Siempre a tu lado papi! Disfrutando contigo! Y hoy con gol incluido 👏🏻 te amamos @14_luisalberto #papicampeon

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Da erede di Candreva a epicentro delle giocate offensive della Lazio. I numeri danno ragione a Luis Alberto: 360 minuti giocati su 360, appena 21 in meno di quelli collezionati nell'intera stagione scorsa. Sembra essere tornato quello che il Liverpool aveva prelevato nel 2013 dal Barcellona B, prima del ritorno in Spagna. Nel mirino ora c'è l'Europa League, dove i biancocelesti giovedì affronteranno in Olanda il Vitesse, e la Roja. Luis ha solo assaggiato la Nazionale con una presenza in Under 21: dopo la Lazio, c'è da conquistare la Spagna. Il 28 settembre compirà 25 anni, mentre a ottobre le Furie Rosse di Lopetegui giocheranno le ultime partite del girone di qualificazione, con il pass quasi in tasca: e il regalo di compleanno fosse dietro l'angolo?

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