Inter e Milan spalle al muro: investimenti cinesi bloccati a oltranza?

Secondo il vice presidente della Camera di Commercio italo-cinese, il blocco degli investimenti esteri deciso dal governo potrebbe non finire in tempi brevi.

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Pare già di sentire i mugugni dei tifosi milanesi, per una volta uniti - interisti e milanisti - contro il governo cinese che recentemente ha bloccato, o in alcuni casi regolato, gli investimenti in paesi esteri da parte delle aziende di quel paese.

Proprio nel momento in cui gli sceicchi degli Emirati arabi hanno alzato l'asticella delle quotazioni, arrivando a stanziare cifre fino a pochi mesi fa nemmeno immaginabili in un racconto di fantascienza, la Cina sembra aver chiuso i rubinetti.

Dal paese della Grande Muraglia, come sempre, trapela poco sui motivi di una tale svolta che in Italia colpisce particolarmente Inter e Milan, soprattutto sulle modalità e sulle tempistiche. Non è chiaro, infatti, fino a quando le aziende cinesi, pur in grande salute, dovranno sottostare alla decisione del governo di Pechino.

Inter e Milan spalle al muro: investimenti cinesi bloccati a oltranza?

A fare luce sull'intricata vicenda ha provato TeleLombardia che è andata a intervistare Fu Yixiang, vice presidente della Camera di Commercio italo-cinese. Disponibile a provare a dissipare i dubbi, il funzionario non ha potuto però portare parole di grande conforto per i tifosi delle due squadre milanesi:

Il governo cinese ha indicato con precisione quali sono gli investimenti vietati e anche il calcio è tra questi settori: c’è scritto proprio no a investimenti sui club sportivi. Con il congresso di ottobre si spera si apra la possibilità di investire in questo settore, ma la vedo difficile

Fu Yixiang, vice presidente della Camera di Commercio italo-cinese
Il vice presidente della Camera di Commercio italo-cinese Fu Yixiang col governatore della Toscana Rossi

Non proprio un'apertura di credito, insomma, quella di mister Fu, che poi ha distinto la situazione dell'Inter da quella del Milan:

La televisione di Stato ha parlato sia dell’acquisizione del Milan che dell’Inter definendo quegli investimenti come incomprensibili: nel paese non si capisce quale aiuto potrebbero dare al calcio cinese, mentre potrebbero portare a fuga di capitali o a riciclaggio. Suning è l’azienda più famosa quindi è stata più colpita dalla citazione del servizio televisivo. Quello del Milan è un caso a parte che sinceramente non riesco a giudicare. 

Cristiano Ronaldo costerebbe 2 miliardi

Per essere ancora più esauriente, mister Fu ha poi chiarito che se un club cinese avesse acquistato Neymar per 222 milioni, la Federazione di Pechino gli avrebbe comminato una multa di pari valore da destinare al settore giovanile cinese, raddoppiando di fatto l'investimento. Insomma se in sede di calciomercato l'Inter decidesse di puntare su Cristiano Ronaldo, Suning dovrebbe stanziare due assegni da un miliardo ciascuno. Meglio virare magari su Messi che, finché non firma il rinnovo, verrebbe via con "soli" 500 milioni tutto compreso.

Cristiano Ronaldo
Acquistare Cristiano Ronaldo costerebbe all'Inter 2 miliardi

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