Fassone: "Il Milan non fallirà. Bonucci preso in mezzora"

L'amministratore delegato rossonero rassicura i tifosi (e Montella) dopo la brutta sconfitta contro la Lazio e racconta un interessante aneddoto sull'acquisto di Bonucci.

David Han Li Fassone Milan

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Il trend è acclarato: se qualcosa va storto in casa Milan, Marco Fassone interviene tempestivo a mezzo stampa. Ci mette la faccia, spiega, tranquillizza. O almeno ci prova. Lo aveva fatto negli inquieti giorni del rinnovo-non rinnovo di Gigio Donnarumma, lo aveva fatto dopo le improvvide sparate del presidente della Roma, James Pallotta, lo fa oggi dopo il primo sberlone sul campo rifilato alla sua creatura.

Già, perché il 4-1 contro la Lazio non solo ha portato alla luce gli inevitabili cartelli "lavori in corso" che il troppo entusiasmo delle ultime settimane aveva nascosto, ma ha anche ridato voce alle cassandre, ai disfattisti, a quelli che vedono nel progetto del Milan un fallimento annunciato, presagio del futuro disastro, e a quelli che ci sperano più o meno segretamente. È soprattutto a loro che si rivolge il pompiere-Fassone:

Questa è la prima giornata di down della stagione, ma giocare subito ci aiuterà. Certezze minate? Qualche dubbio ci è venuto, ma Montella è stato bravo a spiegarci che queste sconfitte fanno parte del percorso di crescita. Ecco, magari non sconfitte di queste proporzioni. Nemmeno contro il Cagliari avevamo giocato bene, ma la vittoria era arrivata lo stesso. Montella? Mai stato in discussione nemmeno l'anno scorso, sarebbe rimasto anche senza la qualificazione all'Europa League. Mi piace moltissimo come lavora, ha grandi doti gestionali.

Fassone sul pessimismo attorno al Milan

Lazio Milan Montella KessieGetty
Montella consola Kessie dopo la batosta dell'Olimpico

Il rovescio dell'Olimpico può essere facilmente letto come un incidente di percorso - e così sarà, se arriverà una reazione immediata - e non sembra poter pregiudicare gli obiettivi di inizio stagione:

L'obiettivo è la Champions League, vogliamo arrivarci per poi continuare a crescere e vincere. Non riuscirci, comunque, non sarebbe un dramma: ho presentato all'UEFA dei piani che non prevedono la nostra partecipazione alla Champions League. Se arriveremo in Europa League non chiuderemmo baracca. Juventus e Napoli hanno qualcosa in più delle altre, noi la corsa dobbiamo farla su Inter, Roma e Lazio, che mi sembrano più alla nostra portata. Se cresciamo come squadra daremo fastidio a chiunque. L'Europa League? Per noi è prioritaria, non schiereremo le riserve. Vogliamo arrivare lontano e migliorare il nostro ranking. E se avremo fortuna coi sorteggi...

Dicevamo delle cassandre. Ce n'è una particolarmente ingombrante che non perde mai l'occasione di maramaldeggiare nei confronti di chi gli ha rovinato i piani estivi. Per Mino Raiola, il progetto di Fassone e Mirabelli è destinato all'insuccesso:

Mi dispiace che Raiola dica così, non è solo l'agente di Gigio, ma anche di Bonaventura e Abate. Ammetto che è coerente, sin da aprile aveva espresso sfiducia nei confronti del progetto, vede il futuro del club come oscuro e nebuloso. Gli ho spiegato che il nostro piano si svilupperà in 4-5 anni, ma evidentemente, nonostante gli investimenti, nutre ancora perplessità. Fortunatamente Donnarumma ci crede e ha scelto di rimanere. La fascia? Se rimarrà a lungo con noi, immaginiamo che diventerà il futuro capitano del Milan. Oggi sarebbe prematuro.

Fassone su Bonucci e il mercato del futuro

Leonardo Bonucci MilanGetty
Bonucci al Milan, nuova maglia e nuove responsabilità

Dal capitano che verrà a quello che c'è adesso - Leonardo Bonucci, uno degli acquisti che avrebbe dovuto far cambiare idea a Raiola (senza successo). L'ex bianconero non ha iniziato la stagione nel migliore dei modi - eufemismo - ma l'a.d. del Milan non è preoccupato:

Leo è un leader, ma anche lui ha bisogno di tempo per ambientarsi. Nella nostra idea originale Bonucci non c'era, poi a inizio luglio Mirabelli e Montella me lo hanno indicato come il giocatore ideale per completare la nostra rosa. A me sembrava un'operazione impossibile, ma siamo andati dritti su di lui e al primo incontro abbiamo trovato l'accordo con Marotta in mezzora.

Fassone ha parlato anche del mercato del futuro:

A novembre ci incontreremo con l'UEFA per sottoscrivere il Voluntary Agreement, speriamo vada tutto a posto. Sicuramente avremo dei vincoli legati al fair play finanziario. Quest'anno la proprietà ha accettato forti perdite, che nel prossimo bilancio saranno coperte da aumenti di capitale, e abbiamo inserito 11 calciatori nuovi. L'anno prossimo non faremo rifondazioni: l'idea è quella di aggiungere 2-3 elementi e migliorarci dove ne avremo bisogno. Comunque faremo un mercato importante anche senza bisogno di cessioni di spessore.

Inevitabile il riferimento all'eminenza grigia di questo nuovo Milan, quell'entità astratta che fin qui ha rivestito un ruolo ambiguo, quasi shakespeariano: da un parte ha permesso il concretizzarsi del closing, dall'altra si staglia come possibile mannaia sulla capoccia del Diavolo. Parliamo del fondo Elliott, ovviamente:

Ho detto che la società al 99% rimarrà all'attuale proprietà? Avrei potuto dire 99,9%, ma da manager devo sempre lasciare un minimo margine di dubbio. Spero che la percentuale diventi 100% già dalla prossima primavera, forse già a febbraio-marzo, sei mesi prima della scadenza del debito con Elliott. Comunque quella mia frase voleva essere una rassicurazione ai tifosi: anche nell'ipotesi peggiore, nonché in quella di gran lunga più improbabile, il Milan non fallirà, continuerà ad avere una proprietà solida alle spalle.

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